2a Guerra Mondiale 1943-35


L'avanzata sovietica


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Nella prima settimana di ottobre le truppe sovietiche riprendevano l'avanzata ad occidente di Sumi, conquistando Bakhmac, Njezin e Priluki e puntando verso il Dnjeper tra Cernigov e Kiev. Il ottobre 1943 riprendeva l'offensiva su tutta la linea del fronte, con particolare intensità sul medio corso del Dnjeper, dove le prime unità russe stabilivano delle teste di ponte. Altro epicentro della lotta era Velikje Luki, istrice tedesco nel fronte settentrionale, che i sovietici investivano con ingenti forze allo scopo di superare il munito caposaldo e poter tagliare più ad ovest la ferrovia Leningrado-Vitebsk. Più a sud le unità russe premevano violentemente sulla ferrovia Smolensk-Mmsk ed in direzione di Mòghilev. Nella foto in alto artiglieria di medio calibro sovietica durante un bombardamento notturno. Al centro fanterie russe in azione. In basso cavalleria russa penetra in un centro abitato nel settore meridionale del fronte 

Sul fronte meridionale, lungo il medio corso del Dnjeper, i sovietici, dalle tre teste di ponte a nord di Kiev, a sud di Pereyaslav e nella zona di Cremenciug, sostenevano una aspra offensiva per sfondare la nuova linea difensiva germanica appoggiata sul fiume e dilagare nella pianura ucraina, conquistando Kiev e tagliando fuori la Crimea. Ma nonostante la sfavorevole posizione geografica della linea del fronte i tedeschi riuscivano a contenere gli attacchi nemici ancora per molti giorni. A sinistra in alto piloti sovietici decorati in seguito a brillanti azioni di guerra. A sinistra al centro una interessante foto scattata mentre una granata tedesca esplode vicinissima al pezzo anticarro sovietico in primo piano. A sinistra in basso fanterie russe all'attacco, nella zona di Kiev, superano di slancio un reticolato. A destra in alto bombardieri leggeri sovietici D. 3-F in volo di guerra sulle linee germaniche nel settore meridionale del fronte. A destra in basso fanti russi in trincea, a breve distanza dal nemico.


Mentre proseguiva la violenta battaglia sul medio corso del Dnjeper e le truppe russe allargavano a fatica le teste di ponte al di là del fiume, furiosamente contrastati dalle truppe germaniche che contendevano loro il terreno metro per metro, nel settore meridionale, dopo alcuni giorni di duri combattimenti, i russi riconquistavano la città di Melitopol, sulla costa settentrionale del Mare d'Azov. Intanto sul Dnjeper, dopo lunga ed aspra lotta, le truppe sovietiche riuscivano a superare le difese tedesche ed a costringere le truppe di von Manstein ad abbandonare la linea del fiume. Verso la fine di ottobre infatti i reparti germanici sgomberavano le città di Dnjepropetrovsk, Zaporozhe e tutta l'ansa del Dnjeper. In seguito a questa azione ed alla caduta di Melitopol i russi si avvicinavano alla foce del fiume e tagliavano fuori la Crimea. In alto fanterie russe all'assalto fra le macerie di un piccolo centro. In basso lunghe colonne di prigionieri tedeschi in marcia verso oriente sulle strade dell'Ucraina.

6 novembre 1943. Dopo violenti combattimenti nel settore di Kiev i sovietici riuscivano a superare la tenace resistenza germanica ed a riconquistare la città, capitale dell'Ucraina. A occidente di Kiev la resistenza tedesca si dimostrava meno decisa e le truppe russe avanzavano fino a raggiungere la città di Zhitomir, sul Teteres e Korosten, più a nord. Nella foto in alto a sinistra, unità blindate e motorizzate tedesche marciano verso il fronte, per tentare di arginare l'avanzata nemica. A sinistra al centro salmerie tedesche in marcia attraverso le foreste allagate. In basso a sinistra automezzi germanici in ritirata nel settore centrale del fronte russo. A destra in alto carriaggi tedeschi in ritirata ostacolati dal fango in un villaggio russo. Notare in primo piano il mulo quasi interamente immerso nel fango. A destra al centro soldati germanici costruiscono piste di tronchi d'alberi per far transitare gli automezzi oltre la zona fangosa. A destra in basso unità di retroguardia si ritirano nella pianura allagata.


Nel settore meridionale del fronte i sovietici giungevano in prossimità di Cherson, completando l'isolamento della Crimea dal resto dello schieramento tedesco. A metà novembre si registrava una ripresa offensiva tedesca nel settore di Kiev, con l'intento di ricacciare i sovietici al di là del medio corso del Dnjeper. Questa azione era condotta da una armata germanica, sotto il diretto comando del Maresciallo von Manstein che, appoggiata da forti unità corazzate, investiva violentemente le unità sovietiche che avevano raggiunto la zona di Korosten-Zhitomir. Si impegnava cosi una furibonda battaglia, sostenuta da entrambe le parti senza risparmio di forze. La città di Zhitomír, riconquistata dai tedeschi, veniva rioccupata dai russi, poi ancora dai tedeschi e ancora una volta dai russi. Nella foto in alto soldati sovietici trascinano verso le prime linee la tipica mitragliatrice a ruote. Al centro contadini russi salutano festosamente i reparti di cavalleria cosacca. In basso relitti di carri germanici.


Sul fronte centro settentrionale continuavano gli aspri attacchi russi nel settore di Gomel e nella zona di Smolensk-Vitebsk, ma senza ottenere risultati apprezzabili, a causa della decisa resistenza e dei contrattacchi delle divisioni germaniche. Mentre a nord la situazione restava pressoché immutata, sul fronte meridionale, nell'ansa del Dnjeper, le truppe tedesche proseguivano nel loro movimento di ripiegamento. Le divisioni sovietiche tentavano, con continui e furiosi attacchi, di trasformare questa ordinata ritirata in una rotta disastrosa, ma senza successo. Nonostante la grande inferiorità di forze, le unità germaniche riuscivano a muoversi, tra Zaporozhe e Krivoj Rog, impedendo la rottura del fronte e contenendo tutti i tentativi nemici di infiltrazione. Nella foto in alto le ultime formazioni tedesche abbandonano Kiev, dopo averne distrutto tutti gli obbiettivi militari. In basso soldati germanici in ritirata osservano il brillamento delle mine da essi stessi piazzate prima di abbandonare la posizione.

La controffensiva tedesca




25 novembre 1943. Dopo violenti scontri, sul fronte centro-settentrionale, le divisioni sovietiche riconquistavano Gomel. Da questa città poi avanzavano verso il Dnjeper, lo raggiungevano e lo varcavano in più punti, dirigendo verso la vastissima zona delle paludi del Pripet, altrimenti dette Rokitno, tra la Bielorussia e la Polonia orientale. Sul medio corso del Dnjeper invece i russi, ad onta dei loro furiosi attacchi, non riuscivano a scardinare la difesa germanica tra Cercassi e Cremenciug, a nord ovest dell'ansa del fiume. Frattanto nelle zone di Korosten e Zhitomir, continuava la violenta controffensiva tedesca per tentare di ricacciare i sovietici oltre il fiume. In alto forze corazzate tedesche investono le difese di Zhitomir che in breve tempo cambiò più volte occupante. In basso reparti tedeschi durante un'azione di contrattacco nel settore di Korosten.

In Dicembre venivano intensificati i violenti attacchi russi su tutta la linea del fronte Orientale ad eccezione del settore di Kiev, dove la Wehrmacht manteneva l'iniziativa. Gli epicentri della lotta erano a Nevel e Vitebsk nel settore settentrionale, Gomel al centro e tra Cercassi, Cremenciug e Krivoj Rog in Ucraina. Dopo aspri combattimenti in quest'ultima regione, le truppe tedesche erano costrette ad evacuare Cercassi sul Dnjeper. In alto a sinistra mitraglieri germanici aprono il fuoco, camuffati fra la neve, contro unità sovietiche protette dalla boscaglia. A sinistra al centro mezzi motocorazzati tedeschi in movimento nel deserto di neve, sul fronte settentrionale. In basso a sinistra una pattuglia tedesca rastrella le case di un villaggio russo durante una ricognizione nelle linee nemiche. A destra in alto soldati germanici aprono il fuoco con il fucile mitragliatore contro apparecchi sovietici a bassa quota. A destra in basso i caratteristici rifornimenti su slitte nelle retrovie tedesche.


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