| L'ARMATA ROSSA DAL KUBAN A KIEV
L'offensiva sovietica dell'estate 1943, condotta inconsuetamente dai russi durante la stagione calda, aveva la funzione di preparare quella decisiva dell'autunno-inverno dello stesso anno. Infatti i tedeschi, dopo la battaglia di Stalingrado e lo sfondamento del fronte, avevano posto a proprio schieramento di resistenza la linea del Donetz, estremamente solida non solo per le fortificazioni apprestatevi, ma soprattutto per la sua posizione geografica, che presentava un fronte accorciato e quasi rettilineo. Il compito di scardinare i punti di maggiore potenza del nuovo schieramento della Wehrmacht avevano gli attacchi russi lanciati tra la primavera, del 1943 e la fine
di agosto. Così avvenivano la seconda fase della Doppelschlacht, che tra l'altro liberava i russi dalla grave minaccia tedesca sul saliente di Kursk, e le battaglie per la conquista di Charkov, per il superamento della linea fortificata del Kalmius e del caposaldo di Taganrog.
Terminata con la fine di agosto la prima parte dell'offensiva russa, aveva luogo ai primi di settembre la seconda fase. Epicentri della lotta, il fronte tra i laghi Ladoga e Ilmen, il settore Vjazhma-Smolensk e Briansk. Più a sud, dopo Charkov, i sovietici si spingevano ancora ad ovest, investendo la zona di Poltava e conducendo aspri combattimenti a cavallo della linea
Kiev-Charkov. All'estremo sud del fronte i punti di maggiore pressione erano costituiti dal medio corso del Donetz, tra Jzhium e Voroscilovgrad e dalla linea del Mius sulle coste settentrionali del Mare
d'Azov. Nella prima metà di settembre i sovietici, oltre a registrare notevoli progressi territoriali tra Charkov e Poltava, riuscivano ad avanzare lungo le coste del Mare d'Azov, avvicinandosi a Mariupol (conquistata il 16 settembre). Il 15 cadeva Briansk. Il giorno seguente l'importante porto di Novorossijsk, nella testa di ponte del Kuban, attaccato invano per molti mesi dai russi, che avevano compiuto perfino azioni anfibie. Il 23 settembre i sovietici entravano in Poltava, la storica città ucraina che ricorda una decisiva vittoria di Pietro il Grande sull'esercito svedese. Il 25 i tedeschi evacuavano Smolesk e Roslavl, sul fronte settentrionale. Con la fine di questo mese i russi terminavano inoltre la rioccupazione della testa di ponte del Kuban e della penisola di
Taman. Dopo alcuni giorni di relativa calma su tutto il fronte orientale, il Comando sovietico lanciava una nuova offensiva nei primi giorni di ottobre. Nel settore settentrionale l'epicentro era a Velikje Luki, dove i russi cercavano di eliminare l'istrice tedesco per poi tagliare la ferrovia Leningrado-Vitebsk, che correva parallela al fronte e che costituiva una buona linea di comunicazione per í tedeschi. Nel settore centrale i maggiori attacchi venivano effettuati dalle truppe sovietiche lungo l'autostrada Smolensk-Minsk, ed avevano lo scopo di raggiungere la Bielorussia e poi la Polonia
nord orientale. Sul fronte sud le armate russe compivano i massimi sforza sul
medio corso del Donetz, tentando di allargare le tre teste di ponte stabilite sul
Dnjeper in quei giorni a nord di Kiev, a sud dì Pereyaslav e presso Cremenciug.
All'estremo sud cadeva Melitopol, mentre poco più a nord i tedeschi
sgomberavano Dnjepropetrovsk ed iniziavano lo sgombero dell'ansa del Dnjeper. Con queste operazioni la Crimea restava tagliata fuori,
essendo ancora interamente occupata dalle unità germaniche e romene. Ma la minaccia più
grave, agli inizi di novembre, si presentava par il fronte tedesco nella zona di Kiev. Infatti i russi, il 6 di questo mese, conquistavano
la Capitale ucraina e si spingevano notevolmente più ad occidente, giungendo nei pressi delle città di Korosten e Zhitomir.
Per parare la minaccia di questa penetrazione in profondità, a metà
novembre i tedeschi lanciavano una violenta controffensiva. Una armata germanica, comandata dal maresciallo von Manstein ed appoggiata da forti unità corazzate, attaccava le unita russe nel settore di Kiev, tra Zhitomir e Korosten. La prima di queste due città, nel corso dei furiosi combattimenti che vi venivano impegnati, cambiava più volte occupante.
Mentre proseguiva la controffensiva germanica in direzione di Kiev, continuava la controffensiva russa su tutto il resto del
fronte, specie a Gomel, Smolensk, Vitebsk, Zhaporoje e Krivoj Rog. Il 25 novembre
i sovietici riuscivano ad impadronirsi di Gomel e nei giorni successivi
passavano il Dnjeper in quel settore. dirigendo verso le paludi del Pripet. Sul
medio corso del fiume intanto, tra Cercassi e Cremenciug, le truppe germaniche resistevano validamente e spesso
contrattaccavano, contenendo l'offensiva russa. Solo agli inizi di dicembre l'Alto Comando della Wehrmacht disponeva per lo sgombero di Cercassi e l'abbandono di tutto il medio e basso corso del fiume. Nello stesso mese di dicembre, mentre i russi attaccavano su tutta 1a linea del fronte, i tedeschi ottenevano gli ultimi successi offensivi ad ovest di Kiev, raggiungendo il fiume Teteres e riconquistando Radomyzl. Poi la controffensiva di von Manstein si esauriva ed i sovietici attaccavano pesantemente anche in questo settore. Alla fine dell'anno, proprio a Zhitomir, essi sfondavano il fronte germanico e si impadronivano definitivamente di questa contesa città e di Korosten.
Intanto nell'autunno e nell'inverno del 1943 avevano luogo importanti incontri internazionali nel campo delle Nazioni Unite. Nel mese di ottobre la conferenza dei ministri degli esteri inglese, americano e sovietico a Mosca, in novembre il convegno di Teheran, che vedeva per la prima volta insieme Churchill, Roosevelt e Stalin. Prima di Teheran, Churchill e Roosevelt si fermavano al Cairo incontrandosi con Chang Kai-shek e, dopo l'incontro con Stalin nella capitale persiana, tornavano in quella egiziana per conferire con Imset Ineonii presidente della repubblica turca, la cui politica si era avvicinata alle democrazie occidentali quando la sconfitta della Germania appariva ormai probabile. Nello stesso periodo, e per lo stesso motivo, il Portogallo accedeva finalmente alle richieste anglo-americane dì impiego delle basi aeronavali delle Isole Azzorre, che per la loro posizione al centro dell'Atlantico potevano garantire le rotte oceaniche dagli attacchi dei sommergibili tedeschi.
Nell'Atlantico del nord frattanto proseguiva la lotta sulle rotte dei convogli artici che trasportavano i rifornimenti alla Russia, anche se con minore intensità, data la ridotta efficienza delle forze aeronavali germaniche. Il giorno di Natale del 1943 questa lotta culminava con la battaglia navale dell'isola degli Orsi, nella quale veniva affondata da preponderanti forze britanniche la nave da battaglia germanica
Scharnhorst di 26.000 tonnellate.
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