| LA GERMANIA SOTTO LE BOMBE
Il superamento della fase critica della guerra durante l'inverno 1942-43 e sopra tutto l'avvicinamento del fronte al territorio tedesco, permettevano agli Alleati di iniziare una offensiva aerea in grande stile contro la Germania. Essa era però svolta esclusivamente dagli
anglo-americani, mentre i sovietici si limitavano a mantenere le proprie forze aeree nei limiti delle azioni tattiche, in appoggio alle truppe che effettuavano continue offensive contro il fronte orientale tedesco.
Con la conquista della base aerea di Foggia e della Corsica, gli anglo-americani acquistavano la possibilità di colpire, facendo accompagnare
i propri bombardieri dai caccia di scorta, oltre a tutta l'Italia ed a buona parte dei Balcani, anche l'Austria e la Baviera meridionale, prima di allora
irraggiungibili dalle basi aeree delle isole britanniche dalle quali invece era martellata tutta la Germania occidentale. Dall'Italia e dall'Inghilterra poi, si raggiungeva,
sempre con la scorta dei caccia, l'intera estensione del territorio francese e, senza scorta e con l'impiego di serbatoi supplementari. anche il centro ed il settentrione della Germania e della Polonia.
Il bombardamento strategico della Germania era effettuato dai quadrimotori da bombardamento americani e britannici a larga autonomia
B. 17, B. 24, Lancaster e Stirling, apparecchi impiegabili per attacchi contro obbiettivi fissi e di una certa ampiezza. E queste azioni erano fondamentalmente diverse da quelle che venivano effettuate sulle linee dei fronti di guerra, poiché non colpivano né truppe né mezzi bellici in azione, ma solo centri di produzione per la guerra, nodi logistici e di comunicazione, depositi e magazzini, basi militari, grandi città. Il bombardamento strategico della Germania si prefiggeva lo scopo di colpire alla base, prima che giungesse al fronte, il potenziale bellico del Terzo Reich, provocando il
crollo della struttura organizzativa e degli organi di potenziamento ed alimentazione della
Wehrmacht, dall'interno, secondo le note teorie del generale italiano Douhet, espresse già con chiarezza profetica nel 1909, quando volavano appena i primi apparecchi.
L'offensiva aerea sulla Germania non distrusse fino al termine del conflitto (anche per i
continui tentativi tedeschi di ripresa dell'industria bellica), una percentuale molto alta di fabbriche ed impianti di produzione, ma riuscì egualmente ad ottenere il risultato sperato, colpendo quasi esclusivamente i cardini fondamentali della macchina industriale tedesca. Questa macchina era vastissima, ed aveva decentrato per tutto il territorio nazionale le officine addette alla costruzione dei diversi pezzi delle armi da produrre in serie. Gli
anglo-americani generalmente trascurarono gli impianti industriali dei singoli pezzi, per centrare solo, con straordinaria efficacia, le officine di montaggio, da cui avrebbero dovuto uscire le armi per essere avviate al fronte. Questa singolare precisione nell'individuare gli obbiettivi fondamentali, riconoscendoli nella massa dei meno importanti e superando quello che avrebbe dovuto essere uno dei segreti più impenetrabili degli organi responsabili tedeschi, dimostra la grande efficienza dei servizi di informazione,
anglo-americani, cui si contrapponevano degli organismi similari germanici stranamente inferiori ed ambiguamente diretti dall'ammiraglio Canaris, rivelatosi poi in rapporti con l'Intelligence Service.
Anche i gravi danni subiti dalle ferrovie e dalle linee di comunicazione tedesche si ripercuotevano gravemente sulle unità al fronte, perché le armi prodotte nonostante i bombardamenti, venivano ulteriormente ridotte ed attardate per gli attacchi durante la fase del trasporto.
Oltre le perdite che incidevano direttamente sulla condotta della guerra, il bombardamento strategico della Germania aveva anche il disastroso effetto di devastarne le città e di falcidiarne la popolazione, accrescendo così gravemente le condizioni di disagio già provocate dalla guerra e dall'immane sforzo bellico sostenuto da tutto il popolo tedesco. Particolarmente provate le città di Amburgo, distrutta col fosforo, Berlino, che fu poi ulteriormente devastata dall'artiglieria sovietica, e Dresda, nell'ultimo periodo della guerra.
Contro questa violenta offensiva che minacciava gravemente la potenza bellica della Germania, il Comando tedesco reagiva con la massima energia,
accrescendo la difesa contraerea ed aumentando vertiginosamente la
produzione degli apparecchi da caccia, anche a detrimento degli altri tipi di aerei. Con l'aumentata difesa si accendevano nei cieli delle città tedesche furiosi combattimenti aerei, nei quali i cacciatori del Reich attaccavano ad oltranza, senza tenere conto alcuno delle alte perdite. In queste azioni venivano così abbattuti a centinaia i bombardieri incursori, che però ritornavano nei giorni successivi in misura sempre maggiore. Le più violente battaglie avvenivano durante le incursioni su Berlino ed in occasione del bombardamento dì
Schweinfurt, del 14 ottobre 1943, quando venivano abbattuti oltre 60 quadrimotori americani.
Ma se pure le perdite degli attaccanti erano gravissime, quelle inferte dalle bombe alla produzione bellica tedesca erano insostituibili e quindi determinanti. Nel marzo 1943 venivano colpiti i centri di
produzione e le basi dei sommergibili (in concomitanza con l'offensiva antisottomarina sul mare), in aprile le officine
Renault distrutte in un precedente attacco e ricostruite, in giugno gli stabilimenti di gomma sintetica, durante il mese di luglio fabbriche di magnesio e di alluminio in Norvegia, in ottobre Schweinfurt, dove era il 50% della
produzione tedesca di cuscinetti a sfere. Nell'agosto 1943 subivano gravi danni le officine dei
Me-109 a Regensburg, mentre quelle dei FW-190 erano state duramente colpite alla fine del 1942. Con queste due azioni, che investivano i due fondamentali tipi di caccia costruiti dai tedeschi, gli
anglo-americani infliggevano un colpo durissimo alla difesa della Germania, impedendole di alleggerire la violenta pressione cui era sottoposta dall'aria.
Nel 1944 e 1945 questi stessi attacchi riusciranno a colpire, nei suoi punti più vulnerabili (anche qui con singolare esattezza) la produzione in serie delle nuove armi che avrebbero forse potuto capovolgere le sorti della guerra: si pensi alle bombe volanti ed ai missili nelle loro più recenti versioni, agli aerei a reazione, ai dischi volanti già sperimentati con successo nel febbraio 1945, agli impianti atomici, al cannonissimo che lanciava i proiettili a duecento chilometri di distanza e fino al fucile a canna curva per sparare senza esser visti dagli anfratti del terreno.
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