2a Guerra Mondiale 1943-31/A


Badoglio a Malta


Inno Iraq 



29 settembre 1943. Eisenhower convoca a Malta, sulla nave da battaglia britannica Nelson una conferenza cui partecipavano, oltre agli esponenti del Comando anglo-americano e della Commissione alleata il controllo, il maresciallo Badoglio e lo Stato Maggiore italiano. In questa conferenza veniva presentato a Badoglio, per la firma, il testo dell'armistizio lungo, cioè un minuzioso documento di 44 articoli che conteneva ufficialmente tutte le clausole aggiuntive ai 12 brevi articoli sottoscritti a Cassibile il 3 settembre, ma che in effetti lo sostituiva integralmente ed era il documento veramente autentico e valido della resa dell'Italia. Infatti, mentre l'armistizio corto faceva solo riferimento alla cessazione delle ostilità fra le Forze Armate italiane e quelle delle Nazioni Unite, senza dettare in termini espliciti le condizioni e le imposizioni dei vincitori, quello del 29 settembre parlava invece apertamente di resa e precisava, nella sua parte introduttiva che il documento veniva accettato senza condizioni dal maresciallo Badoglio. Alle tiepide obiezioni di questi, Eisenhower rispondeva che l'armistizio lungo era già previsto dall'articolo 12 di quello corto. Altre condizioni di carattere politico, economico e finanziario, che l'Italia dovrà impegnarsi ad eseguire, saranno trasmesse in seguito, e che l'inadempienza agli obblighi assunti sarebbe pagata pesantemente dall'Italia. E Badoglio firmava. Ma oltre alla forma, la sostanza stessa delle nuove condizioni era gravissima. Si trattava di cessione ai vincitori di tutto il materiale da guerra, nonché di navi mercantili, di uno strettissimo controllo su tutte le attività del governo, delle amministrazioni locali, degli organi centrali italiani. Vi era la limitazione di movimento a tutti i cittadini e perfino ai funzionari governativi, e la necessità di una autorizzazione anglo-americana per qualsiasi attività, anche per l'esercizio della pesca o le manifestazioni culturali e gli spettacoli cinematografici. Ed infine la possibilità di rappresentanza diplomatica solo attraverso le Nazioni Unite e l'intervento nella stessa legislazione italiana, con modifiche ed aggiunte ai testi vigenti. Così l'Italia era alla completa mercè dei vincitori e perdeva interamente la sua sovranità. Allo Stato italiano si sostituivano le autorità di occupazione. Nella foto in alto la nave da battaglia inglese Nelson. In basso da sinistra a destra, sulla coperta della Nelson: lord Gort, Governatore di Malta, il maresciallo dell'Aria britannico Tedder, il maresc. Badoglio, il tenente generale Mason Mac Farlane, il generale Eisenhower,  il maresciallo Alexander, comandante le due armate anglo-americane in Italia.


Appena terminata la dura battaglia di Salerno e cessato il pericolo per le unità alleate di essere ricacciate in mare, le truppe britanniche ed americane riprendevano l'offensiva verso nord, con obiettivo Napoli ed il fiume Volturno. Per questa operazione sbarcava a Salerno il 18 settembre la 7a divisione corazzata britannica e numerosi rinforzi alle divisioni di fanteria del X corpo d'armata inglese. Intanto infuriavano gli ultimi combattimenti a nord di Salerno, dove i tedeschi lanciavano ancora attacchi locali di una certa entità e nella pianura del Sele presso Altavilla, dove gli americani sloggiavano combattendo le retroguardie delle truppe germaniche Nella foto in alto una cartina di fonte britannica degli aereoporti di Foggia, conquistati dagli inglesi il 27 settembre. Da Foggia i bombardieri alleati poterono raggiungere e colpire importanti obiettivi industriali in Germania e nei paesi occupati. Nella foto in basso reparti di artiglieria britannica ad Amalfi.

Il 19 settembre a Salerno sbarcava un'altra grande unità destinata all'avanzata su Napoli: la 3a divisione di fanteria americana. Intanto, nel settore centrale, sulle zone montuose della Lucania, l'8a Armata del maresciallo Montgomery, avanzava lentamente in direzione di Potenza e di Auletta. Nei porti della Puglia continuava lo sbarco degli uomini e dei materiali britannici che avrebbero costituito il V corpo dell'8a Armata, destinato alla conquista delle basi aeree di Foggia. Nella foto a sinistra in alto truppe alleate entrano a Resina, passando sotto il tricolore posto al di sopra della strada che conduce a Napoli. A sinistra al centro reparti britannici raggiungono Torre Annunziata, duramente colpita dai bombardamenti aerei. Nella foto a sinistra in basso unità avanzate inglesi in marcia verso l'alta pianura campana. A destra in alto automezzi alleati e prigionieri tedeschi nei pressi dall'abitato di Camarelle. A destra al centro un pezzo anticarro inglese in azione contro carri tedeschi. Sullo sfondo il Vesuvio. A destra in basso una desolata veduta dell'aereoporto di Capodichino presso Napoli.

Napoli occupata




Sul fronte orientale, in Puglia, le tre divisioni britanniche, appena raccolti al completo gli effettivi ed i materiali, iniziavano l'avanzata verso lo zona di Foggia, appoggiate da squadriglie della RAF che avevano raggiunto l'aereoporto di Gioia del Colle e vi si erano stabilite di base. La 14a divisione paracadutisti tedesca, che come si è detto disponeva di soli due terzi dei propri effettivi, non poteva fare altro che ritardare l'avanzata del V corpo d'armata britannico. Infine, il 25 settembre, dopo aspri combattimenti, le truppe tedesche erano costrette ad abbandonare la base aerea di Foggia, che era occupata dagli inglesi il 27. Da Foggia le fortezze volanti anglo-americane potevano ora raggiungere i Balcani e la zona meridionale della Germania, finora risparmiate. Nella foto in alto la popolazione di Gravina, presso Bari, accoglie festosamente le truppe britanniche. In basso il porto di Napoli, completamente ingombro di relitti, dopo l'occupazione anglo-americana.


11 28 settembre, dopo una settimana di operazioni per conquistare i monti della penisola sorrentina e quelli dell'interno, che sbarravano agli anglo-americani la strada di Napoli, iniziava l'ultima fase dell'avanzata alleata verso la metropoli campana. Lungo la costa attaccava la 82a divisione paracadutisti americana, ai due lati del Vesuvio la corazzata britannica, seguita dalla 45a di fanteria, più ad oriente la 58a divisione inglese, attraverso la zona di Avellino la 31a americana e ad oriente la e 34a e la 45a divisioni di fanteria americane. Il 1 ottobre le retroguardie tedesche abbandonavano Napoli e le punte avanzate britanniche ed americane vi entravano lo stesso giorno. Nella foto in alto un soldato americano osserva le rovine della città più bombardata d'Italia. In basso il generale Clark entra in Napoli.


Gli americani nel Palazzo Reale di Napoli.

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