2a Guerra Mondiale 1943-31


Nasce la Repubblica Sociale Italiana


Inno Bhutan 



Dietro le linee del fronte, nell'Italia centrale e settentrionale, si andava ricostituendo la compagine nazionale, nei suoi organismi di governo, amministrativi e militari. Il 15 settembre un comunicato radiodiffuso in tutta Italia annunciava che Mussolini riassumeva il comando del Fascismo in tutta Italia. Il 18 settembre un altro comunicato rendeva nota la costituzione del nuovo Stato fascista, che assumeva la denominazione di Repubblica Sociale Italiana. Negli stessi giorni venivano diramati una serie di fogli d'ordine, firmati da Mussolini, concernenti la riorganizzazione del Fascismo nel Partito Fascista Repubblicano, Segretario del quale veniva nominato Alessandro Pavolini. Nella foto in alto la Rocca delle Cambiate, residenza di Mussolini, deve si tenne il 27 settembre la prima riunione del Consiglio dei Ministri della Repubblica Sociale Italiana. In basso Mussolini ed il maresciallo Graziani alla Rocca dopo la prima riunione del Consiglio dei Ministri.




23 settembre 1943. Come abbiamo visto, il 12 settembre 1943, un reparto di truppe scelte germaniche aveva liberato Mussolini dalla prigionia del Gran Sasso. L'ex Capo del governo, incontratosi a Monaco con Hitler, diramava il 15 settembre alcuni ordini del giorno, con i quali annunciava di aver ripreso la direzione del Fascismo ed altri provvedimenti tendenti alla costituzione di un nuovo Stato. Il 18 settembre Mussolini pronunciava un discorso dalla radio tedesca annunciando la creazione di uno Stato nazionale e sociale che, con la ripresa della lotta, avrebbe riscattato l'onta caduta sull'Italia con l'8 settembre 1943. Il discorso di Mussolini sembrò pronunciato da altra persona, talmente era diversa la voce da quella che gli italiani erano abituati ad ascoltare. Ciò diede adito alle congetture più incredibili
sulla vera fine di Mussolini e nessuno voleva ammettere che ciò dipendeva unicamente dalle tremende traversie che avevano fortemente scosso la fibra dell'ex Capo del Governo. Badoglio replicava il 19 settembre con un altro discorso contenente una larga esposizione delle responsabilità circa il conflitto anteriori al 25 luglio. Con i governi del Sud e del Nord l'Italia veniva irreparabilmente divisa in due: l'una occupata e amministrata dagli anglo-americani e l'altra controllata dai tedeschi. Il risultato non poteva essere che la guerra civile le cui ferite hanno dilaniato per anni e dilaniano tuttora il corpo della nazione e il cuore degli italiani. Il 23 settembre 1943 Mussolini formava il Governo del nuovo Stato, la Repubblica Sociale Italiana. Nelle foto i membri del governo della R.S.I. e taluni funzionari e personalità militari.


Il maggiore impegno che assumeva il governo della RSI era quello di riportare l'Italia al combattimento e riscattare l'onore della Nazione e dell'Esercito italiani dall'onta dell'8 settembre. In questo quadro, il Maresciallo Rodolfo Graziani teneva al Teatro Adriano in Roma un rapporto a tutti gli Ufficiali del Presidio della Capitale. Questi intervenivano in massa, molti in divisa, e gremivano il Teatro ascoltando con commozione l'appello del Maresciallo. Al termine del rapporto si formava un corteo che attraverso il centro di Roma raggiungeva Piazza Venezia ed indugiava in omaggio dinnanzi al sacello del Milite Ignoto. Nella foto in alto un aspetto del Teatro Adriano mentre parla il Maresciallo Graziani. Nella foto in basso il corteo degli Ufficiali si dirige verso il Vittoriano. Alla testa Rodolfo Graziani e Renato Ricci.


Appena avuta notizia dell'armistizio italiano, le truppe tedesche in Sardegna ed in Corsica avevano ordine di ritirarsi sul continente. Tentativi di impedirne la raccolta in Corsica venivano stroncati dalla reazione di forti reparti corazzati della Wehrmacht contro le unità italiane poco armate e poco organizzate. Ai tedeschi intanto si era unito il reggimento paracadutisti italiano Nembo. Il 13 settembre, dopo aspri combattimenti le truppe tedesche si impadronivano di Bastia, tenuta dalla divisione Friuli. Il 14 settembre alcuni reparti francesi e marocchini sbarcavano ad Ajaccio e S. Fiorenzo. Ma il peso maggiore dei combattimenti per intralciare i movimenti tedeschi era sostenuto dalle truppe italiane, che dopo lo sgombero dei tedeschi venivano disarmate dai pochi reparti francesi che avevano appena fatto apparizione sui luoghi di battaglia. Ai primi di ottobre intanto, tutti i reparti tedeschi e la Nembo, senza subire perdite, raggiungevano il continente. Nella foto in alto una fortezza volante americana martella il porto di Bastia. In basso Ajaccio in festa dopo la partenza delle truppe tedesche.


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