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2a Guerra Mondiale 1943-30 |
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L'inferno a Salerno |
Inno Papua Nuova Guinea
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| 13 settembre 1943. Per tutto il 14, l'invio da parte degli inglesi e degli americani di tutti i reparti disponibili verso la linea del fronte e l'intensificato bombardamento aereo e navale, non riuscivano ad arrestare l'offensiva tedesca, che realizzava altri successi. Durante la notte tra
14 ed il 15 settembre, sbarcavano per via aerea e per via marittima le altre unità della
82a divisione ed altri reparti di rincalzo, mentre il 509° battaglione paracadutisti americano scendeva nelle retrovie tedesche, nei pressi di Avellino. Benchè disperso, questo reparto riusciva a compiere non poche operazioni
di disturbo alle spalle del fronte e molti soldati riuscivano poi a raggiungere nuovamente le linee
amenicane. La mattina del 15 veniva intensificato il bombardamento navale, per effettuare il quale le unità
anglo-americane sparavano da distanza ravvicinata, in prossimità della costa. Nella foto a sinistra in
alto pezzo contraereo britannico da 40/56 sulla spiaggia di Salerno. A sinistra al
centro una eccezionale fotografia: soldati americani che mettono in salvo i fusti di carburante sotto il fuoco tedesco. In basso a
sinistra soldati americani tra le macerie di Salerno. A destra in alto un obice americano da 155/23 in piena azione contro i reparti germanici. A destra al
centro le colonne britanniche procedono nell'abitato di Salerno. In
basso una cingoletta britannica avanza attraverso le macerie. |
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| 16 settembre 1943. Per contrastare il fuoco delle artiglierie navali
anglo-americane che influiva in maniera decisiva sulla condotta delle operazioni i tedeschi intensificavano gli attacchi aerei riuscendo a danneggiare gravemente con una bomba-razzo la corazzata inglese
Warspite, che era costretta ad abbandonare la lotta. Ciò non era sufficiente a ristabilire la situazione e Kesselring dava ordine alle sue truppe di abbandonare il settore costiero e di ritirarsi nell'interno. Questo movimento tedesco era effettuato appena in tempo per evitare
l'imbottigliamento del LXXVI Corpo d'Armata: infatti nella stessa giornata del 16 le avanguardie della
8a Armata britannica provenienti dalla Calabria che minacciavano di prendere alle spalle l'ala sinistra germanica, si riunivano presso Vallo con elementi della
5a Armata di Clark. In alto a sinistra gli americani a Battipaglia riconquistata.
A sinistra al centro avanguardie americane entrano ad Acerno. Sulla piazza del paese un cannone automontato da campagna abbandonato dai tedeschi in ritirata. In basso a
sinistra i cadaveri dei tre serventi di una mitragliatrice tedesca, uccisi sul posto da una granata. A destra in
alto carro pesante tedesco PZ IV distrutto dai britannici. A destra al
centro truppe inglesi e prigionieri tedeschi nell'abitato di Scafati. A destra in
basso prigionieri tedeschi presso le prime linee inglesi a Salerno. |
L'avanzata dal Sud
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| Contemporaneamente alla operazione anfibia nella zona di
Salerric, veniva effettuata una operazione per assicurarsi il possesso di Taranto, non
difesa dalle truppe tedesche. Lo stesso 9 settembre, 6.000 uomini della la divisione paracadutisti britannica, trasportati da navi da guerra
inglesi, sbarcavano a Taranto senza incontrare resistenza. Nei giorni successivi giungevano la
78a divisione britannica e l'8a divisione indiana. Le sole forze tedesche in Puglia erano costituite dalla
la divisione paracadutisti (che aveva inviato un terzo dei suoi effettivi a Salerno) che era attestata a sud ed a sud ovest di Bari. Questa divisione ridotta, nonostante la enorme superiorità nemica, riusciva a rallentare l'avanzata britannica, impedendo al nemico la conquista della importante base aerea di Foggia per quasi tre settimane. Nella foto a sinistra in
alto un mezzo da sbarco inglese a Taranto. A sinistra al centro soldati del genio britannico a Bagnara. A sinistra in
basso aviatori italiani e britannici fraternizzano a Brindisi. A destra in
alto avieri britannici a Taranto osservano il relitto di uno Ju 52. A destra al
centro reparti inglesi passano attraverso l'abitato di Dosarno. A destra in
basso una cingoletta britannica entra a Nicastro. |
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| Mentre in Puglia le unità britanniche sbarcate a Taranto avanzano lentamente verso nord ovest e mentre infuriava la battaglia sulla testa di sbarco di Salerno
8a Armata inglese stava risalendo la Calabria per tutta la sua lunghezza. In questa operazione erano impegnati il
XIII CA, che era sbarcato presso Reggio Calabria il 3 settembre, la 5a divisione
britannica e la la canadese sbarcate alle spalle del fronte (rispettivamente presso Vìbo Valentia e Locri) l'8 settembre. Con l'annunzio dell'armistizio italiano e con il profilarsi della
minaccia nemica su Salerno, il Comando germanico aveva disposto la rapida ritirata delle proprie unità impegnate in Calabria, che costituivano
le LXXVI CA tedesco. Queste unità, la 29a divisione granatieri corazzati e la
26a corazzata, non solo riuscivano a sganciarsi protette da piccoli reparti ritardatori, ma anche a partecipare in tempo alla battaglia di Salerno. Nella foto in alte a
sinistra gli effetti del bombardamento anglo-arnericano su Benevento. A sinistra al
centro gli americani entrano in Avellino. A sinistra in basso mortai inglesi nell'abitato di
Pugliano. A destra in alto truppe e carri britannici avanzano con circospezione fra le case di Nocera, sulla via di Napoli. A destra al
centro avieri inglesi a Vibo Valentia. Nella foto a destra in basso truppe corazzate britanniche avanzano verso l'abitato di
Mileto. |
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![]() Il 15 settembre, l'8a Armata britannica superava gli ultimi ostacoli e completava l'occupazione della Calabria, giungendo a Sapri. Il giorno dopo essa si congiungeva con la 5aArmata sbarcata a Salerno. Così si andava delineando, anche se non era ancora saldato, un fronte continuo nell'Italia meridionale, dal Tirreno all'Adriatico. Nella foto in alto a sinistra i gen. Clark e Montgomery a Salerno. A destra in alto il vice brigadiere dei Carabinieri Salvo d'Acquisto Medaglia d'Oro al V. M. il 23 settembre 1943 in località Palidoro nei pressi di Roma, si verificava un atto di sabotaggio contro le truppe germaniche. Il Comando tedesco ordinava allora la cattura e la fucilazione di 22 ostaggi civili se il responsabile non si fosse presentato alle forze tedesche. Il brigadiere D'Acquisto, benché innocente, si assunse la responsabilità del fatto per salvare la vita agli ostaggi. Il comandante tedesco, consapevole del sublime sacrificio del D'Acquisto, prima dell'esecuzione rese all'Eroe gli onori militari, Nella foto in basso Eisenhower dopo una riunione del suo Stato Maggiore. Alla destra di Eisenhower, il mar. Alexander, comandante del XV Gruppo Armate alleate; alla sinistra l'amm. Cunningham, comandante delle forze navali alleate nel Mediterraneo. |
La fine della Tirpitz
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| 22 settembre 1943. Mentre in Italia meridionale si andava costituendo il fronte alleato, si registrava un importante fatto d'armi nel Mare Artico: i britannici mettevano fuori combattimento la nave da battaglia tedesca
von Tirpitz, di 35.000 tonnellate. Essa, che veniva periodicamente usata negli attacchi ai convogli dell'estremo nord, era alla fonda nel Kaa Fjord, appendice dell'Alten Fjord, nella Norvegia settentrionale. Il 22 settembre, 3 sommergibili tascabili inglesi riuscivano a superare tutti gli sbarramenti ed a danneggiare gravemente l'unità tedesca, mettendola fuori combattimento. I 3 sommergibili erano distrutti dalla
reazione germanica, a missione compiuta. Nella foto in alto la nave da battaglia
von Tirpitz, in navigazione. La Tirpitz 3, gemella della Bismarck, era la più moderna e potente nave da guerra tedesca
ed era armata di 8 cannoni da 381 mm. A sinistra al centro la Tirpitz all'ormeggio nel Kaa Fjord. A destra al
centro una foto della nave tedesca presa da un ricognitore britannico che riuscì a scoprirla a ridosso delle conifere e delle rocce. A sinistra in
basso uno dei sommergibili usati il 22 settembre. In basso una visione panoramica del rifugio della
Tirpitz. La freccia indica la posizione della nave. |
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