2a Guerra Mondiale 1943-29


Inno Nuova Zelanda 


Gli anglo-americani da Bari a Napoli

Con la resa delle forze italiane che difendavano Roma, concretata il 10 settembre 1943 dal generale Calvi di Bergolo e dal maresciallo Kesselring, il Comando tedesco aveva riconosciuto la qualità di città aperta per Roma, stabilita dal governo Badoglio dopo il secondo bombardamento americano della Capitale. In essa i tedeschi occupavano solo la sede della radio e l'ambasciata di Germania, lasciando il compito dell'ordine pubblico ad una divisione di fanteria italiana, armata ma priva di artiglierie. In seguito però, essendosi costituito il governo della RSI e nascendo un nuovo Esercito al comando del Maresciallo Graziani, i tedeschi disarmavano quella divisione, che rappresentava ancora il governo di Vittorio Emanule III e di Badoglio. Così Roma veniva occupata dai tedeschi, e tutta l'autorità sulla città passava al Comando tedesco ed agli organi amministrativi successivamente istituiti dal governo della RSI. In seguito, sempre nel mese di settembre, anche la RSI riconosceva il carattere di città aperta di Roma, e dopo un certo tempo il grosso delle truppe tedesche l'evacuava. Nelle foto da sinistra a destra Kesselring comandante del Gruppo Armate Sud; Rommel comandante dell'Italia centro-settentrionale; il maresciallo Caviglia cui risalgono i primi tentativi di trattare la resa con i tedeschi; il generale Calvi di Bergolo che raggiunse l'accordo con i tedeschi.

GLI ANGLO-AMERICANI DA BARI A NAPOLI

Con lo sbarco di Salerno, conseguente alla resa dell'Italia gli anglo-americani mettevano piede, per la prima volta in profondità, nel continente europeo. Questa azione, contrariamente ai criteri operativi dello sbarco in Calabria, nelle previsioni dei Comandi alleati aveva lo scopo di provocare il crollo immediato di tutta l'Italia meridionale, ed il passaggio di essa sotto il diretto controllo alleato. Le prime conseguenze tattiche dello sbarco di Salerno erano il pericolo dell'imbottigliamento e conseguente distruzione delle forze tedesche che si trovavano in Calabria, e cioè del LXXVI corpo d'Armata, costituito dalla 29a divisione granatieri corazzati e dalla 26a corazzata. Ma l'abilità del Comando tedesco riusciva a sottrarre queste forze ad una sicura distruzione ed a farle partecipare anzi alla battaglia di Salerno. .Le prime avvisaglie della violenta reazione tedesca a Salerno, dopo il giorno dello sbarco caratterizzato dalla relativa resistenza di pochi reparti avanzati, si aveva il 10, quando a rincalzo della sola 16a divisione corazzata tedesca giungevano i primi reparti della 3° divisione granatieri corazzati, appena liberata dai combattimenti intorno a Roma. I reparti di queste due unità, con un notevole impiego di carri, lanciavano i loro primi attacchi contro la testa di sbarco lo stesso giorno 10, ma senza conseguire risultati di rilievo. Il giorno dopo, nonostante queste azioni tedesche che divenivano sempre più pesanti e gravose per il fragile schieramento delle unità alleate, i britannici e gli americani giovandosi di una violenta copertura aeronavale, riuscivano ad unificare la testa di sbarco ed a costituire un fronte continuo. E proprio nel settore centrale, dove era avvenuta la fusione, gli alleati progredivano maggiormente con le proprie forze, favoriti dalle condizioni pianeggianti del terreno e raggiungevano la massima profondità, superando il punto di incontro dei due fiumi Sele e Calore. Ma su questo stesso settore doveva svilupparsi, nei giorni successivi la più violenta offensiva germanica. Già nella giornata dell'11 le unità avanzate americane e britanniche che avevano raggiunto l'areoporto di Montecorvino, Battipaglia ed Altavilla sostenevano con fatica i contrattacchi tedeschi. Il 12 settembre erano in corso violenti combattimenti presso Persano, nella valle del Sele, ed alcune unità della 45a divisione americana, dopo aver subito numerosi rovesci, restavano in posizione estremamente pericolosa. Il 13 i tedeschi rioccupavano Battipaglia e costituivano un grosso saliente nello schieramento nemico. Il 14 settembre il fronte americano era decisamente rotto e le unità di fanteria e corazzate germaniche minacciavano di tagliare in due la testa di sbarco. Il generale Clark, comandante della 5a Armata a Salerno, esaurite le riserve, inviava al fronte unità raccogliticce e di servizi ed intanto conduceva i preparativi per l'eventualità, che appariva molto probabile, di un reimbarco. Fu questa la giornata più tragica per gli anglo-americani, che si rendevano conto come la testa di sbarco spezzata in due tronconi dalle forze tedesche presenti in quel momento nella zona, avrebbe significato il disastro e la fine dell'impresa. E' bene ricordare infatti che se all'inizio, quando i britannici erano ancora separati dagli americani, di fronte ad entrambi era una sola divisione tedesca, ora ne erano presenti ben sei: 3a e 15a divisione granatieri corazzati (a nord), divisione corazzata Goring, 16a corazzata e 1 reggimento della 1a paracadutisti (al centro), 29a granatieri corazzati e 26a corazzata (a sud). Il giorno 15, anche se la controffensiva tedesca proseguiva in tutta la sua violenza e il pericolo sussisteva in tutta la sua vastità, l'intervento di una nuova divisione, la 82a paracadutisti americana e l'appoggio particolarmente intenso delle artiglierie navali, arrestavano l'avanzata tedesca. Il giorno seguente l'intervento navale si faceva ancora più massiccio, segnando, da distanza ravvicinata, la fine della controffensiva tedesca. I tentativi di contrastare con bombe-razzo e con aerei l'azione delle navi, benché avesse messo fuori combattimento la corazzata inglese Warspite e gli incrociatori americani c Savannah e Philadelphia, non erano sufficienti. Intanto, nella stessa giornata del 16, le avanguardie della 8a Armata britannica provenienti dalla Calabria, si congiungevano presso Vallo con quelle della 5a Armata di Salerno. Così Kesselring ordinava alle sue truppe di sospendere l'offensiva e ritirarsi nell'interno. Lo stesso giorno dello sbarco a Salerno, il 9 settembre, unità navali inglesi penetravano nel porto di Taranto, e vi sbarcavano, senza contrasto, 6.000 uomini della 1a divisione paracadutisti britannica. Successivamente nei porti pugliesi prendevano terra anche la 78a divisione inglese e l'8a indiana. Queste tre divisioni, dopo essersi riorganizzate, iniziavano la marcia verso le basi aeree di Foggia e, contrastate da solo una parte della la divisione paracadutisti tedesca, le occupavano il 27 settembre. Dalle basi di Foggia le fortezze volanti americane e britanniche potevano così raggiungere, per la prima volta, e martellare pesantemente gli obbiettivi dei Balcani e della Germania meridionale. In quegli stessi giorni, nell'Italia non ancora occupata dagli anglo-americani, Mussolini riprendeva il comando del Fascismo ed il 18 settembre annunciava la nascita della Repubblica Sociale Italiana. Il 23 era formato il primo governo, con la partecipazione del Maresciallo Graziani, che indiceva una manifestazione patriottica di Ufficiali italiani a Roma. Intanto, sul fronte meridionale, dopo la battaglia di Salerno, le unità anglo-americane, ricevuti notevoli rinforzi, iniziavano la marcia su Napoli, che terminavano il 1 ottobre, entrando nella città appena evacuata dai tedeschi. Pure con i primi di ottobre terminava lo sgombero delle truppe tedesche e del reggimento italiano e Nembo che si era unito ad esse dalla Sardegna e dalla Corsica nonostante le azioni di disturbo delle truppe italiane fedeli al governo Badoglio e di reparti francesi e marocchini sbarcati ad Ajaccio e S. Fiorenzo. Il mese di settembre del 1943, che era così gravido di tragici avvenimenti per l'Italia, registrava un altro notevole fatto d'armi all'estremo nord della Norvegia: la nave da battaglia tedesca von Tirpitz, ancorata all'interno del Kaa Fjord, veniva messa fuori combattimento in una audace azione condotta da tre sommergibili tascabili britannici.


10 settembre 1943. Effettuate il 9 le operazioni di sbarco ed iniziati i primi combattimenti contro i reparti avanzati germanici schierati sulla costa, nella giornata del 10 settembre le truppe britanniche ed americane della 5a Armata iniziavano la pressione tendente ad allargare le teste di sbarco ed a riunirle in una sola. Frattanto i tedeschi, che disponevano nella zona della sola 16a divisione corazzata, ricevevano in rinforzo i primi reparti della 30a divisione granatieri corazzati, che aveva partecipato all'investimento di Roma. Ma, anche a causa di questa operazione, l'unità non giunse al completo sul fronte di Salerno prima del 13 settembre. Nella cartina in alto la zona dello sbarco a Salerno e delle successive operazioni fino alla conquista di Napoli. La mattina del 10 le truppe della 5a Armata avevano raggiunto la linea Salerno-Montecorvino-Battipaglia e più a sud si erano attestate sulla ferrovia parallela alla costa. La linea tratteggiata rappresenta il fronte al 21 settembre. Nella foto in basso una colonna corazzata tedesca in movimento verso la testa di sbarco di Salerno.

L'inferno a Salerno



 


 


Il giorno 10 le truppe britanniche occupavano interamente il porto di Salerno, ma non ne potevano ancora usufruire, perché battuto dal violento fuoco dell'artiglieria tedesca. Più a sud, sul fronte del VI CA americano formato dalla 36a divisione e dalle prime unità della 45a che stava sbarcando la testa di sbarco aumentava la sua profondità, occupando anche alcune alture dell'interno tra Ogliastro ed Alta-villa. Alla sera del 10, dalle rispettive teste di sbarco, le truppe britanniche ed americane iniziavano la marcia concentrica verso la valle del Sele, col duplice intento di saldare le due zone occupate e di avanzare in profondità nella valle stessa, che offriva terreno agevole alla marcia verso l'interno. Ma nella notte tra il 10 e l'11 le truppe americane incontravano le prime serie difficoltà per gli accaniti contrattacchi del 29° battaglione pionieri tedesco, appoggiato da reparti corazzati. Intanto in Calabria, nella stessa giornata del 10, le colonne della 8a Armata britannica, che avanzavano incontrastate, occupavano Catanzaro. Nella foto a sinistra in alto un caccia tedesco FW 190 in partenza da un aeroporto italiano. A sinistra al centro formazione di bombardieri tedeschi in volo di guerra sul fronte di Salerno. In alto a destra dalla prua di Heinkel He-111 il pilota tedesco osserva le linee nemiche. A destra al centro un He-111 sgancia il suo carico di bombe sulla testa di sbarco di Salerno. In basso un mezzo da sbarco alleato distrutto dall'aviazione germanica sulla spiaggia a sud di Salerno.


11 settembre 1943. I contrattacchi tedeschi crescevano di intensità e si verificavano massicce azioni contro gli inglesi impadronitisi dell'aeroporto di Montecorvino, nei pressi di Battipaglia e contro gli americani ad Altavilla. Il fronte tedesco cominciava ad avere una sua linea continua: a nord la 3a e la 15a divisione granatieri corazzati, poi la divisione corazzata Hermann Goring, al centro la 16a divisione corazzata ed 1 reggimento della 1a divisione paracadutisti, a sud la 29a granatieri corazzati e la 26a corazzata provenienti dalla Calabria. Anche il fronte alleato, sotto la protezione del violento fuoco navale, riusciva saldarsi ed a costituire una unica testa di sbarco. Intanto in Calabria, dove le unità tedesche si erano rapidamente ritirate per raggiungere Salerno l'8a Armata britannica entrava a Castrovillari. Nella stessa giornata, sulle spiagge di Salerno i tedeschi lanciavano un violento attacco aereo con bombardieri e bombe radiocomandate, colpendo gravemente gli incrociatori americani Philadelphia e Savannah. Nella foto in alto fanterie e carri armati germanici si attestano sulla linea del fronte. Al centro si sposta una mitragliatrice a quattro canne della Flak, usata con successo anche per tiri a terra, contro truppe. Nella foto in basso una batteria di 88, i micidiali pezzi contraerei germanici usati con notevole successo anche per il tiro anticarro. Notare sul cannone in primo piano le striscie bianche, indicanti il numero degli aerei e carri nemici distrutti.

12 novembre 1943. Mentre le truppe britanniche ed americane a Salerno raggiungevano, in alcuni settori, la profondità massima di 12 km. dalla costa, i contrattacchi tedeschi aumentavano rapidamente di intensità, trasformandosi in una pesante e pericolosa controffensiva condotta contro il centro della testa di sbarco. L'azione principale si svolgeva tra i fiumi Sele e Calore e tendeva a raggiungere la spiaggia, per separare il corpo britannico da quello americano ed investirli isolatamente da tutti i lati. La 45a divisione americana era costretta ad arretrare fino alla ferrovia che correva parallela alla spiaggia, mentre i tedeschi riconquistavano Persano. Frattanto, le truppe germaniche, con attacchi anche nei settori laterali, riuscivano ad impadronirsi di Altavilla (VI CA US) e di Battipaglia (X CA britannico). Il 13 settembre il fronte americano nella valle del Sele era sfondato e le truppe tedesche avanzavano, contrastate da reparti raccogliticci. Nella foto a sinistra in alto una rara documentazione di parte americana del Savannah centrato in pieno da una bomba radiocomandata. A sinistra al centro un Nebelwerfer tedesco si appresta a lanciare i suoi micidiali razzi da 150 mm. sulle linee nemiche. A sinistra in basso paracadutisti germanici in azione. A destra in alto la minacciosa torretta di un carro pesante tedesco Pantera. Nella foto a destra in basso un soldato inglese catturato.



14 settembre 1943. Per tutta la giornata del 13 proseguivano gli aspri combattimenti per tentare di arginare l'avanzata tedesca. Intanto il comando americano iniziava i preparativi per l'eventualità di un reimbarco. Anche nel settore settentrionale, presso Maiori (ad oriente di Amalfi, sulla penisola sorrentina) i tedeschi riuscivano a riconquistare molte posizioni tenute dagli inglesi. Nella notte tra il 13 ed il 14, le prime unità della 82a divisione paracadutisti americana scendevano sulla testa di sbarco e raggiungevano il fronte minacciato. Il 14 i tedeschi erano all'attacco su tutta la linea del fronte e le unità anglo-americane si difendevano a fatica, trincerate nelle proprie posizioni: la 46a divisione britannica intorno all'abitato di Salerno, la 58a in posizione avanzata nella piana di Battipaglia; la 45a ed i reparti della americana nella valle del Sele e la 36a sulle alture più a sud. Nella foto a sinistra in alto un carro armato americano distrutto. A sinistra al centro una jeep ed un carro americani messi fuori combattimento dai cannoni tedeschi. A destra in alto una impressionante documentazione dell'asprezza della lotta per Salerno. Il cacciatore di carri tedesco è stato fulminato nella sua buca, mentre attendeva al varco i carri armati nemici. Notare in primo piano, accanto al tipico fucile Mauser, i due Panzerfaust, gli antenati del bazooka americano dei giorni d'oggi. Nella foto in basso prigionieri britannici ed americani vengono avviati dai tedeschi verso le retrovie del fronte di Salerno.

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