2a Guerra Mondiale 1943-28/A


I combattimenti nella Nuova Guinea


Inno Gabon 



Nel corso della controffensiva americana ed australiana in Nuova Guinea, iniziata nel 1942, le truppe Alleate forzavano la resistenza nipponica con operazioni anfibie sulla costa nord orientale dell'isola. Nella notte tra il 29 ed il 30 giugno 1943, la VIIa Flotta americana, costituita in quel periodo da incrociatori (alcuni dei quali appartenenti alla marina australiana), da motosiluranti, sommergibili e mezzi da sbarco, compiva la prima di queste operazioni, occupando di sorpresa le isole Woodlark, Triobriand e Kiriwina, a nord est della baia di Mitre, alla estremità sud orientale della Nuova Guinea. Lo stesso 30 giugno poi, venivano sbarcate le unità di marines sulla costa stessa della Nuova Guinea, a Nassau Bay, circa dieci miglia a sud est di Salamaua. Nella foto in alto soldati americani appena sbarcati a Nassau Bay, sotto il fuoco nipponico. In basso un australiano espugna uno dei numerosi nidi di resistenza giapponesi. In primo piano, un soldato nemico ucciso.



A Nassau Bay la resistenza giapponese sulla spiaggia era piuttosto scarsa, ma diventava rigida e tenace man mano che i marines ed i fanti americani ed australiani si inoltravano nell'interno. Anche qui come in Nuova Georgia ed a Guadalcanal la lotta nell'interno proseguiva con estrema durezza e gli americani dovevano conquistare il terreno metro per metro, senza altra alternativa che uccidere tutti gli avversari incontrati, poichè nessuno era disposto ad arrendersi. Le unità aeree e  navali americane ed australiane appoggiavano pesantemente le truppe sbarcate, contrariamente a quelle giapponesi. che erano in gravi condizioni di inferiorità e dovevano subire l'iniziativa avversaria. Nella foto in alto un Boston americano attacca al suolo un bombardiere nipponico. In basso a sinistra due caccia giapponesi incendiati da bassa quota; sono visibili i simboli sulle ali. In basso a destra aerei USA bombardano unità nipponiche sulla costa nord orientale della Nuova Guinea.


Nel luglio del 1943, nonostante la tremenda resistenza giapponese, le truppe americane sbarcate a Nassau Bay riuscivano ad allargare la testa di sbarco e si avvicinavano all'importante centro costiero di Salamaua. In agosto la città era attaccata da più lati ed infine accerchiata dagli americani, che la sottoponevano ad un duro assedio, caratterizzato da continui assalti e contrassalti, con una intensità ed un accanimento singolari. Nella loto in alto la inconsueta visione di una carica di cavalleria nipponica contro un villaggio occupato dal nemico, durante una azione controffensiva. Il terreno vasto e ondulato di certe zone della Nuova Guinea rendeva ancora utile l'uso della cavalleria, anche nella guerra delle macchine e dei carri armati. In basso un reparto giapponese in azione nella jungla che fu teatro di combattimenti particolarmente aspri.

L'11 settembre 1943 aveva termine l'assedio di Salamaua, e gli americani entravano nella città. Dopo Salamaua, l'azione anglo-americana investì in pieno Lae e poi Finschafen, sempre lungo la costa, ma più a nord di Salarnaua. Nella foto in alto a sinistra gli indigeni, sulle caratteristiche piroghe doppie delle isole del Pacifico, trasportano munizioni e rifornimenti per gli americani. Al centro a sinistra australiani che attraversano un impetuoso corso d'acqua su una rudimentale teleferica. In basso a sinistra papuasi ed americani trascinano un obice attraverso un torrente dai fondali bassi. In alto a destra reparti australiani avanzano sotto il fuoco nipponico, passando da un albero all'altro. A destra al centro cadaveri di cecchini giapponesi, nel folto della jungla. In basso a destra squallida veduta della zona di Salamaua.


L'offensiva degli americani e degli australiani serrava sempre più da presso Lae, appoggiandosi, nell'avanzata, anche ad alcuni lanci di paracadutisti alle spalle del nemico. L'11 settembre, mentre cadeva Salamaua, anche la lotta per Lae era praticamente decisa: si trattava ormai solo di annientare i superstiti reparti nipponici che sbarravano ancora la strada, immobili sulle loro posizioni, secondo gli ordini ricevuti. Il 16 settembre anche la dura lotta per Lae aveva termine, e la città veniva occupata dalle truppe americane ed australiane. Dopo Lae iniziavano altri lunghi e logoranti combattimenti per l'attacco a Finschafen, ancora saldamente nelle mani dei nipponici. Nella foto in alto l'eccezionale documentazione di un lancio di paracadutisti americani nella zona di Lae. Notare nei cerchietti due alianti a terra, al centro il fumo dei bombardamenti ed a destra altri due velivoli a bassissima quota. In basso prigionieri giapponesi scendono da un Dakota nelle retrovie americane.


Il Giappone in guerra: le forbici erano arrugginite.

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