2a Guerra Mondiale 1943-28


Lo sbarco alle Aleutine


Inno Nigeria 




11 maggio 1943. Unità americane compiono uno sbarco nell'isola di Attu, dell'arcipelago artico delle Aleutine, conquistata dai giapponesi insieme a Kiska. L'operazione anfibia è appoggiata da una squadra navale, al comando dell'ammiraglio Kinkaid, composta di navi da battaglia, una nave portaerei ausiliaria ed alcuni cacciatorpediniere. Concorrono all'azione di appoggio forze aeree delle basi terrestri. Nonostante la enorme superiorità delle forze americane, piccolo presidio giapponese comandato dal colonnello Lamosaki, riusciva a trattenere per alcuni giorni gli americani sbarcati nei pressi della costa, fino a che nuovi rinforzi inviati a terra e nuovi pesanti attacchi aeronavali, non permettevano alle unità statunitensi di procedere verso l'interno. Nella foto in alto un violento attacco aereo giapponese contro la base giapponese di idrovolanti di Kiska. A sinistra in basso mezzi da sbarco americani si avvicinano alla costa di Attu. A destra in basso i marines prendono terra. Notare la bruma caratteristica di quelle regioni preartiche, che fa apparire confuse le immagini fotografiche.

Alla fine di maggio, ogni ulteriore resistenza dei superstiti del presidio giapponese di Attu, rimasti tra l'altro senza munizioni, era ormai impossibile. Allora il colonnello Lamosaki inviava il seguente messaggio: io ed i miei uomini rinnoviamo il giuramento di morire per l'onore del nostro Esercito e per la gloria del Tenno. Quindi, dopo che i feriti impossibilitati a muoversi si erano dati la morte, i giapponesi si lanciavano all'ultimo assalto alla baionetta, sacrificandosi tutti. Il 15 agosto, truppe americane e canadesi ascendenti a 34.000 uomini, sbarcavano nella seconda isola delle Aleutine occupata dai giapponesi: Kiska, difesa da un presidio di 5.000 uomini. Ma l'isola era occupata in poche ore, poiché i giapponesi ritiravano il presidio col favore della notte trasportandolo su incrociatori e cacciatorpediniere, alla base di Paramushiro, nelle Kurìli. Nella foto a sinistra in alto truppe americane e canadesi sbarcate a Kiska. A sinistra al centro a Kiska, un carro leggero americano Stuar marcia sulle distese di neve. A sinistra in basso truppe americane espugnano una posizione nipponica ad Attu. In alto a destra truppe americane impegnate in combattimento nell'isola di Attu. A destra al centro caccia-bombardieri canadesi P.40 in volo verso le Aleutine. Sullo sfondo le aspre montagne dell'Alaska. In basso a destra sommergibili tascabili giapponesi catturati sullo scalo di Kiska.

Lo scontro delle Bismarck




Il 16 giugno 1943 si accendeva improvvisamente una violenta battaglia aerea nel cielo di Guadalcanal, tra 60 bombardieri giapponesi scortati da altrettanti caccia, ed un centinaio di apparecchi americani. Secondo le fonti americane, ben 107 velivoli nipponici venivano abbattuti, con la perdita di soli 6 apparecchi. Questo scontro faceva parte dei tentativi giapponesi ed americani di rinforzare le proprie unità in previsione delle prossime battaglie: era la guerra delle intercettazioni dei rifornimenti. Nel corso di queste operazioni, il 6 luglio si aveva uno scontro navale nel golfo di Kula tra incrociatori americani e cacciatorpediniere, col risultato di un incrociatore americano Helena e due caccia nipponici affondati. Il 13 luglio il combattimento si ripeteva nello stesso golfo, con una nuova vittoria delle navi giapponesi, che affondavano un caccia americano e colpivano gravemente gli incrociatori americani St. Louis e Honolulu ed il neozelandese Leander, mentre da parte nipponica si registrava un solo incrociatore colpito. Nella foto in alto cacciatori americani in volo nel cielo delle Salomone. In basso aerei USA attaccano un convoglio giapponese diretto alla Nuova Georgia. Da un trasporto colpito si staccano imbarcazioni di salvataggio.


In seguito agli sbarchi in Nuova Georgia ed ai tentativi nipponici di rifornire la propria guarnigione attaccata, si verificavano tra la Nuova Georgia e Boungainville due violenti scontri aeronavali, originati dall'intercettazione di due convogli giapponesi. Il primo si verificava il 6 agosto, quando un grosso convoglio nipponico, scortato da un incrociatore e tre cacciatorpediniere, era attaccato da un gruppo di cacciatoperdinieri americani, che affondavano le tre unità similari avversarie. Il 17 agosto un nuovo convoglio giapponese, partito da Boungainville e scortato da una formazione di quattro caccia, era attaccato da altrettanti cacciatorpediniere avversari, che lo disperdevano, danneggiando quasi tutte le unità giapponesi e costringendole a ritirarsi. Nella foto in alto una fortezza volante americana B.17 durante un attacco contro installazioni nipponiche nella Nuova Georgia; notare sullo sfondo gli incendi provocati dalle bombe. In basso una foto del bombardamento a tappeto della base nipponica di Kamioi, nelle isole Noemfor, sulla costa nord della Nuova Guinea.

Gli sbarchi nella Nuova Georgia




21 marzo 1943. Truppe anfibie americane costituiscono una testa di sbarco sulle spiagge della Nuova Georgia, incontrando scarsa resistenza da parte dei giapponesi. Man mano però che gli americani si inoltravano nell'interno, la resistenza avversaria si irrigidiva e costringeva a lunghi e duri combattimenti nella jungla che si protrassero fino alla fine di agosto. Il 5 agosto 1943, gli americani, dopo violenti scontri, riuscivano a conquistare l'obbiettivo di maggiore importanza della Nuova Georgia: la base aerea di Munda. Con questa operazione e con la distruzione dei due convogli giapponesi nei giorni successivi, la sorte della Nuova Georgia era ormai segnata. Nella foto in alto fanti di marina americani prendono terra sulle spiagge della Nuova Georgia. Notare sulla costa gli incendi e gli alberi spezzati per il consueto bombardamento aeronavale americano preliminare allo sbarco. In basso truppe americane avanzano nell'interno tra la jungla e gli acquitrini.

A metà del mese di agosto 1943, un contingente americano sbarcava nell'isola di Vella Lavella, nonostante la violentissima reazione della aviazione nipponica, che attaccava le navi e le truppe da sbarco. Alla fine di agosto si chiudeva la lunga campagna per il possesso della Nuova Georgia, con la conquista americana di Porto Bairoko. A sinistra in alto l'aviazione nipponica contrasta lo sbarco USA nell'isola di Vella Lavella. Al centro postazione di mitragliatrice americana sul terreno sconvolto della Nuova Georgia. Il paesaggio ha un sapore apocalittico dopo i violenti bombardamenti. In basso un cappellano militare americano soccorre un ferito giapponese. In alto a destra marines in trincea, durante i duri combattimenti della Nuova Georgia. In basso i feriti americani vengono raccolti e riportati al sicuro sulle navi.

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