2a Guerra Mondiale 1943-27


Il conflitto Cino - Giapponese


Inno Nauru 




Agli inizi del 1943, le truppe nipponiche accentuavano i loro sforzi offensivi nella Cina centrale e meridionale, con l'intento di avvicinarsi a Chung King (capitale della Cina durante la guerra, dopo la caduta di Nankino) risalendo la valle dello Yang e di occupare tutta quella immensa regione situata tra il medio corso del fiume, l'Indocina e le coste del Mar Cinese Meridionale. Di queste coste gli eserciti del Tenno già disponevano dei maggiori porti, come Foochow, Amoy, Wenchow, Swatow, Canton ed Hong Kong (quest'ultimo, possedimento britannico conquistato ai tempi di Pearl Harbour). Nella foto in alto una base di idrovolanti giapponesi lungo la costa del Kwantung, nella Cina meridionale. A sinistra in basso bimotori da bombardamento giapponesi sorvolano i monti dello Shantung per attaccare un centro logistico della Cina settentrionale. In basso a destra parata militare giapponese nelle strette viuzze di una città dell'Anhwei, nella Cina centrale, appena conquistata dai soldati del Tenno. Sullo sfondo, gli ufficiali a cavallo passano sotto l'antica porta che fu testimone di secoli e secoli di storia.

Nella Cina occupata dai giapponesi si era insediato un nuovo governo denominato nazionale e contrario al governo del Kuomintang di Chang Kai-shek, rifugiato a Chung King. A capo del governo cinese filo-nipponico era il generale Wang Cing Wei, vecchio compagno d'armi di Chang Kai-shek e suo stretto collaboratore nelle lotte condotte tra le due guerre mondiali per il rinnovamento, la rinascita e la modernizzazione della Cina. Il governo di Wang Cing Wei, oltre ad amministrare insieme ai Comandi militari nipponici, i territori occupati, organizzava anche un proprio esercito con proprie divise e proprie bandiere al comando di ufficiali superiori dell'esercito nipponico. Nella foto a sinistra in alto postazioni di mortai giapponesi nella regione settentrionale dello Hopei. A sinistra al centro il cordiale incontro tra il comandante di una colonna nipponica in avanzata ed i notabili di un villaggio cinese. Notare l'uomo di sinistra, in costume caratteristico del paese e con modernissimo cappello americano. A sinistra in basso un reparto dell'esercito di Wang Cing Wei in marcia. A destra in alto soldati giapponesi di vedetta sulle montagne dello Shantung. In basso a destra i giapponesi entrano a Tan Pu, nell'Anhwei.


Agli inizi del 1943 unità giapponesi sbarcavano nel possedimento francese di Kwangchow, situato nella penisola di Hoihong, alla estremità sud occidentale della regione del Kwantung, di fronte all'isola di Hainan (già in possesso delle truppe giapponesi). Anche questa occupazione, come già quella dell'Indocina, avveniva con il tacito consenso delle autorità locali francesi, che non avevano la forza politica e tanto meno militare, di opporsi alla volontà del Giappone. A questo atteggiamento contribuiva non poco la necessità, che aveva caratterizzato quasi tutte le colonie della Francia dopo l'armistizio del 1940, di non compromettersi né col blocco del Tripartito e neppure con quello delle Nazioni Unite, almeno fino a che la situazione non fosse chiarita. Nella foto in alto il generale cinese Li Chang Chiang, arresosi nella provincia di Taichow, passa in rivista un reparto di truppe di Wang Ching Wei. Nella foto in basso un soldato nipponico fraternizza con prigionieri cinesi.


Nel gennaio e nel febbraio del 1943, le truppe giapponesi intensificavano la loro azione offensiva nella Cina meridionale, puntando all'annientamento di tutte le forze cinesi dislocate nello Hunan, Kiangsi, Fukien, Kwantung e Kwangsi, che costituivano una immensa isola di resistenza pressoché priva delle coste e situata fra le zone occupate della Cina centrale e dell'Indocina. I principali settori di attacco delle divisioni del Tenno erano quello formato dal lago Tunting-hu e dalla città di Changsha (Hunan e Kiangsi settentrionali), la zona Canton-Shiuchow, e la parte sud orientrale dello Yunnan. Altre offensive, di minore importanza, erano condotte a nord dello Yangtze Kiang, nel settore di Ichang e nell'estremo nord della Cina. Nella foto in alto una rara documentazione della guerra all'estremo nord della Cina: carri armati nipponici in marcia nel deserto gelato del Gobi, nella Mongolia Interna, dove la temperatura arrivava a 30° sotto zero. Tale territorio era già sotto controllo giapponese. In basso truppe nipponiche attraversano un ponticello su un affluente del Huang-ho nella Cina settentrionale.



Nella primavera del 1943, le truppe nipponiche estendevano, nella Cina meridionale, la propria offensiva al Kiangsi sudoccidentale. Nello stesso tempo erano intensificati i movimenti offensivi nello Hunan settentrionale, e nello Hupeh a cavallo del fiume Yangtze. Nello stesso periodo riprendevano gli attacchi nello Shantung occidentale, sul fronte nord. Il 10 marzo, nel corso delle operazioni di primavera, i giapponesi conquistavano la città di Hwajin (nello Hunan), centro di una certa importanza. oltre a numerose altre località minori. In tutto questo ciclo operativo dei primi mesi del 1943, il Comando cinese di Chang Kai-shek, più che dell'occupazione della vasta area della Cina sud orientale, si preoccupava dei progressi nipponici sul fronte centrale, a cavallo del Fiume Giallo, che minacciavano più gravemente la stessa capitale cinese Chung King, dalla quale ormai il fronte distava meno di 500 km. Nella foto in alto un reparto di « Tigri Volanti » del generale Chennault, unità di volontari americani in Cina, divenuti con l'entrata in guerra dell'America « XIV Forza Aerea U.S.A. ». A sinistra in basso un soldato cinese in zona d'addestramento a Ramgarh, in India. A destra in basso truppe cinesi in movimento controffensivo sul Fiume Giallo.

Mentre si faceva più intensa la pressione nipponica in Cina, nella stessa primavera del 1943, il generale Stilwell, a Ramgarh in India, stava terminando l'addestramento della «38a» e della «22a» divisione cinese, le prime due unità dell'esercito di Chang Kai-shek organizzate ed equipaggiate modernamente. Queste due unità, insieme ad altre divisioni cinesi in fase di riorganizzazione a Kunming, nello Yunnan, avrebbero indirettamente contribuito al rifornimento della Cina, mediante la partecipazione alla progettata azione contro la Birmania che ebbe luogo all'inizio del 1944. Ma l'aiuto americano alla Cina non si limitava a ciò, esso si estendeva anche ad intensi rifornimenti aerei al di sopra della catena dello Hump, ed a numerose azioni di guerra compiute dalla « XIV Forza Aerea » di Chennault, operante da basi della Cina meridionale. Le operazioni della « XIV Forza Aerea » che oltre ai caccia « P. 40 » chiamati Tigri Volanti, aveva avuto in dotazione anche bombardieri pesanti, si estendevano fino ad attacchi aerei sullo stesso Giappone. Nella foto a sinistra in alto truppe cinesi si attestano sul fronte. A sinistra al centro soldati e civili cinesi raccolgono le vittime di un bombardamento aereo. A sinistra in basso un cinese intossicato dai gas. A destra in alto donne combattenti del servizio militare femminile cinese. A destra al centro dopo un bombardamento giapponese un Buddha emerge intatto dalle macerie. In basso a destra il generalissimo Chang Kai-shek e la moglie tengono una conferenza stampa;

La guerra in Birmania




Nel corso del 1943 i Comandi britannici ed americani andavano elaborando un piano e ne preparavano già le relative forze, per la riconquista della Birmania settentrionale. Lo scopo che gli Alleati si prefiggevano, prima che minacciare lo scacchiere indocinese e quello indonesiano fonti fondamentali di petrolio per la Flotta nipponica, guardava sopratutto a ripristinare la vecchia linea di rifornimento per la Cina di Chang Kai-shek, che era sostenuta, da quando i nipponici avevano occupato la Birmania, solamente per via aerea, con voli al di sopra della catena dello Hump. Ma questa azione contro la Birmania settentrionale non ebbe luogo fino al 1944 e venne notevolmente ritardata; indirettamente, anche dalla offensiva che i giapponesi lanciarono contro Imphal. Nella foto a sinistra in alto truppe giapponesi si arrampicano sulle alture boscose della Birmania centro settentrionale. A sinistra al centro soldati del Tenno attraversano una risaia nella Birmania meridionale. A sinistra in basso i giapponesi entrano a Bulhidaung, nella zona di Akyab, abbandonata dalle truppe anglo-indiane. In alto a destra soldati nipponici della Guardia Imperiale guadano un corso d'acqua. A destra al centro soldati giapponesi avanzano su cingolette catturate agli inglesi. In basso a destra militari nipponici esaminano un carro armato nemico distrutto durante i combattimenti sul confine indiano.

Nel maggio del 1943, le truppe giapponesi lanciavano una offensiva locale nell'Arakan, presso Akyab, costringendo le unità angloindiane ad abbandonare le città di Bulhidaung e Maungdaw, sconfinando con alcuni reparti nel territorio indiano. Sul fronte settentrionale, intanto, terminato il loro addestramento a Ramgarh, le due divisioni cinesi 38a e 22a raggiungevano la zona di operazioni ed assumevano la denominazione di Prima Nuova Armata Cinese. Questa unità, agli ordini del generale americano Stilwell, ebbe il compito di muovere da Ledo contro il fronte birmano settentrionale. Concorsero all'azione, in un secondo tempo, le divisioni cinesi dello Yunnan e, in modo determinante, la forza speciale anglo-americana al comando del generale inglese Wingate, esperto in azioni di commandos, e di sabotaggio, aveva già organizzato la guerriglia in Etiopia contro gli italiani che agì all'interno del territorio nemico. Ma per tutto il 1943 non si verificarono nella Birmania del nord, che azioni secondarie di c commandos », preliminari alla grande operazione del 1944. Nella foto in alto a sinistra truppe inglesi guadano un corso d'acqua. Al centro a sinistra truppe cinesi sul fronte birmano. In basso a sinistra alti ufficiali cinesi studiano una carta, nella zona del Salween. In alto a destra un aereo lancia rifornimenti alle truppe del generale Wingate impiegate in azione oltre le linee nipponiche. Nella foto in basso a destra il brigadiere generale Orde Charles Wingate, con alcuni ufficiali del suo Stato Maggiore.


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