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2a Guerra Mondiale 1943-26 |
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La resa dell'Italia |
Inno Malawi |
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| Oltre alle due squadre, altre unità navali italiane raggiungevano Malta nei giorni dell'8 settembre. Ma alcune unità e non pochi comandanti ed equipaggi si rifiutavano di consegnarsi al nemico e disobbedivano all'ordine di De Courten. Primo fra tutti l'ammiraglio Galati, valoroso ufficiale durante la
guerra che per il suo rifiuto veniva rinchiuso in fortezza. Altri due esempi erano dati dalla torpediniera Impetuoso, al comando del capitano di corvetta M. d'O. Cigala Fulgosi, e dalla
Pegaso, comandata dal capitano di fregata Imperiali, che si recavano in acque territoriali spagnole. Il comandante Fecia di Cossato, il famoso sommergibilista atlantico dopo aver compiuto alcune
operazioni contro le forze tedesche, si uccideva a Napoli il 21 agosto 1944, lasciando scritte, in un'ultima lettera alla madre, queste testuali parole: ...siamo stati indegnamente traditi e ci troviamo ad aver commesso un gesto ignobile.... Nella foto in alto a
sinistra il comandante Fecia dí Cossato. Al centro a sinistra l'ammiraglio Galati. In basso a
sinistra il comandante Cigala Fulgosi. In alto a destra una nave da battaglia italiana tipo
Littorio, entra nel porto di Malta. In basso a destra l'ammiraglio Da Zara, divenuto comandante di tutta la flotta italiana dopo la morte dell'ammiraglio Bergamini, passa in rassegna un picchetto di marinai inglesi a Malta dopo l'arrivo delle unità italiane. |
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![]() 12 settembre 1943. Numerosi progetti erano stati approntati in passato dai tedeschi per liberare Mussolini dalla prigionia, ma i continui mutamenti di residenza, da Roma a Ponza, alla Maddalena e poi al Gran Sasso, li avevano sempre costretti a sospendere l'operazione. In seguito alla fuga del governo Badoglio ed alla carenza assoluta di ordini, da parte italiana, il 12 settembre poteva finalmente essere realizzato l'ultimo piano di liberazione. Una unità di truppe speciali tedesche avio-trasportate formate da reparti di SS e da paracadutisti al comando del maggiore Skorzeny, scendeva a Campo Imperatore, sul Gran Sasso. Nella foto a sinistra in alto l'albergo di Campo Imperatore, dove era custodito Mussolini. In alto a destra il maggiore Skorzeny. In basso Mussolini esce dall'albergo, scortato dai paracadutisti che lo hanno liberato. |
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| Le unità italiane di guardia al luogo dove era
custudito Mussolini, benché avessero già piazzato le mitragliatrici all'entrata, non opponevano resistenza, anche per l'intervento di un generale italiano appositamente condotto dai tedeschi sul Gran Sasso. I paracadutisti irrompevano nell'albergo e trovavano Mussolini, in piedi nella sua stanza, attorniato da qualche carabiniere che veniva immediatamente disarmato. Quindi l'ex Capo del Governo, attorniato dai tedeschi e dai carabinieri che avevano fraternizzato con essi, usciva dall'albergo e si dirigeva verso una
Cicogna che era da poco atterrata. Salito a bordo dell'aereo, Mussolini iniziava il volo che lo portò in Germania, nonostante il grosso pericolo corso in partenza, quando la Cicogna sembrò precipitare in un burrone antistante Campo Imperatore. A
sinistra un disegno dal vero di fonte tedesca; la drammatica partenza della Cicogna dal Gran Sasso. In alto a
destra sul pianoro di Campo Imperatore, Mussolini si avvicina all'aereo. A destra al
centro Mussolini e Skorzeny sulla Cicogna. In basso a destra Mussolini ricevuto da Hitler all'aeroporto di Monaco. |
![]() La resa dell'Italia: quelli che non si arresero. |
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Le operazioni nel Pacifico |
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| LE OPERAZIONI NEL PACIFICO
In Cina, le forze giapponesi, dopo le azioni offensive condotte nell'autunno del 1942 nelle regioni dello Hunan e dello Shantung, nel dicembre intensificavano la loro azione sul fronte centrale, occupando numerosi territori nella provincia dell'Anhwei, tenuti dalla « 4a » Armata cinese, che veniva messa fuori combattimento. Nel corso di questa operazione, le truppe del Tenno si impadronivano di una zona di notevole importanza logistica, dove correva la linea ferroviaria che portava da Tang Pu ad Hopei, il che serviva a rinsaldare non poco la già solida occupazione nipponica della Cina centrale, e permetteva quindi di puntare, da questo trampolino di lancio, verso l'interno e verso la regione meridionale.
L'inizio del 1943 vedeva lo sviluppo di queste successive operazioni. Il primo obbiettivo era costituito dalla Cina meridionale che poteva paragonarsi ad una vasta isola di resistenza interamente sgombra da penetrazioni giapponesi. Questa immensa zona, di migliaia di chilometri quadrati, era
pressoché accerchiata dalle truppe nipponiche, ed aveva aperto solo il lato
nord occidentale; i giapponesi premevano da sud ovest ( Yunnan meridionale e Tonchino), da nord (Hupeh e Kiangsi), da nord est (Chekiang e Fukien) e dalle coste, quasi interamente controllate. Per completare maggiormente l'accerchiamento, i giapponesi sbarcavano nella baia di Kwangchow, possedimento francese nel Kwantung sud occidentale. Naturalmente i francesi non opponevano resistenza e le truppe nipponiche eliminavano quell'ultimo centro di possibile rifornimento dal mare alle forze cinesi. Ma da tempo ormai, anche per la caduta della Birmania, l'esercito di Chang Kai-shek era rifornito quasi esclusivamente per via aerea, attraverso la cosidetta
strada (aerea) dello Hump». Nel gennaio e nel febbraio 1943 l'offensiva nipponica contro la Cina meridionale veniva intensificata sviluppandosi nelle regioni dello Hunan
e del Kiangsi settentrionali, del Kwantung centro settentrionale e dello Yilnnan meridionale. Nei mesi successivi, essa veniva estesa anche al Kiangsi
sud occidentale. Frattanto, sul fronte centrale, a cavallo del fiume Yangtze (fiume Giallo), si sviluppava un'altra pericolosa manovra giapponese in direzione della stessa capitale cinese Chung King.
Meno importanti erano le operazioni sul fronte settentrionale, il cui epicentro era lo Shantung occidentale, che si accendeva periodicamente per gli attacchi giapponesi. Altre azioni
e movimenti effettuati più a nord ovest, nella Mongolia Interna, apportavano a scarsissimi mutamenti sul bilancio generale delle operazioni militari in Cina.
Mentre sul fronte cinese si svolgevano queste operazioni, i Comandi britannici ed americani preparavano le proprie forze per l'attacco alla Birmania
settentrionale, che aveva per scopo di liberare le vecchie vie di comunicazioni che rifornivano la Cina. A questa azione dovevano partecipare anche unità cinesi. Fra queste, la « 38a »
e la « 22a » divisione addestrate dal generale americano Stilwell a Ramgarh, in India ed altre divisioni cinesi in fase riorganizzativa nello
Yunman. L'attacco alla Birmania però non venne prima del 1944, e le uniche operazioni del 1943 si riferivano ad un successo locale dei giapponesi presso Akyab, nel mese di maggio e ad attacchi di « commandos » del generale Wingate nelle retrovie nipponiche della Birmania del nord. Nello stesso 1943, ai primi di agosto, la Birmania si costituiva in repubblica indipendente e dichiarava guerra alla Gran Bretagna ed agli Stati Uniti.
Sullo scacchiere del Pacifico, dopo la caduta di Guadalcanal, proseguiva l'opera di consolidamento che gli americani andavano effettuando sulle posizioni appena occupate
evidenziavano gli attacchi contro altre basi giapponesi. La prima di queste nuove operazioni veniva compiuta nella Nuova Georgia, dove gli americani sbarcavano il 21 marzo 1943, e proseguiva fino all'agosto dello stesso anno, con la conquista dell'importante base aerea di Munda (8 agosto) e di Porto Bairoko,
ultimo centro di resistenza nipponico, che cadeva alla fine dello stesso mese.
L'11 maggio 1943, nei mari artici all'estremo nord del Pacifico, una squadra navale americana sbarcava un contingente di truppe ad Attu, isola delle Aleutine precedentemente conquistata, dai giapponesi insieme a Kiska. La lotta per Attu giungeva a conclusione nel corso dello stesso mese, nonostante la eroica resistenza del presidio nipponico, che si sacrificava per intero in una estrema carica suicida.
Il 15 agosto poi, gli americani sbarcavano a Kiska e la occupavano senza incontrare resistenza, poiché i giapponesi l'avevano sgomberata col favore della notte.
In Nuova Guinea si andava favorevolmente sviluppando l'offensiva intrapresa, dalle truppe americane ed australiane nel 1942
e le tappe di queste vittoriose operazioni erano costituite dallo sbarco a Nassau Bay (30 giugno 1943), dalla caduta di Salamaua (11 settembre) e dalla conquista di Lae (18 settembre).
Queste operazioni nel Pacifico meridionale portavano ad alcuni scontri aeronavali, anche se di scarsa importanza: due scontri di incrociatori e caccia nel golfo di Kula e due attacchi a convogli nipponici diretti in Nuova Georgia, oltre ad una violenta battaglia aerea nel cielo di Guadalcanal. Mentre i combattimenti navali del golfo di Kula erano favorevoli ai giapponesi, i tre scontri aeronavali per la Nuova Georgia e sul cielo di Guadalcanal avevano risultati disastrosi per le armi imperiali e contribuivano non poco a facilitare l'avanzata delle truppe anfibie degli Stati Uniti. |
Il conflitto Cino - Giapponese
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![]() L'immensità dello spazio contro il quale combattevano dal 1937 le truppe nipponiche è evidente da questa cartina. In basso a sinistra è la Birmania, principale, anzi unica via di comunicazione per rifornire l'esercito cinese di Chang Kai-shek, ed occupata dai giapponesi nel 1942. Per mantenere i collegamenti tra l'India e la Cina si costruiva allora una nuova strada nell'alto Assam. Nell'inverno del 1942 e nel 1943 le principali operazioni offensive nipponiche avevano luogo nella Cina centrale, a cavallo del fiume Yangtze e sulla costa meridionale.
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