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2a Guerra Mondiale 1943-24/A |
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La resa dell'Italia |
Inno Grecia |
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![]() Il 28 luglio 1943 giungeva a Ponza sulla corvetta Persefone, scortato personalmente dall'ammiraglio Maugeri e dall'ispettore generale di PS Saverio Polito, Benito Mussolini. Ponza era un luogo di internamento in cui erano stati reclusi numerosi esponenti antifascisti, ed alcuni capi abissini ribelli. Il 7 agosto, poi, Mussolini veniva trasferito da Ponza alla Maddalena, sul cacciatorpediniere FR. 22 (l'ex francese Panthtère). Durante la prigionia alla Maddalena, Hitler progettava di liberarlo con l'impiego di sommergibili, mezzi navali veloci ed aerei. Ma il 26 agosto il piano sfumava, poiché Badoglio, che forse aveva avuto sentore dei preparativi tedeschi, ordinava di trasferire Mussolini in un luogo meno accessibile e fu scelto il Gran Sasso. Il 28 un idroplano portava Mussolini a Bracciano, dove veniva fatto montare su una autoambulanza diretta in Abruzzo. A Bracciano un capitano della divisione corazzata Ariete con alcuni soldati tentò di liberare Mussolini ma giunse tardi per pochi minuti. Sul Gran Sasso il prigioniero venne portato a Campo Imperatore, in un edificio chiamato « La Villetta ». Nella foto a sinistra in alto l'ispettore Polito. In alto al centro il cacciatorpediniere FR. 22, che portò Mussolini alla Maddalena. A destra in alto l'ammiraglio Maugeri. Al centro a sinistra Ponza; la freccia indica la casa in cui venne custodito Mussolini. Al centro a destra la tessera annonaria rilasciata a Mussolini Benito, detenuto a Ponza. In basso Villa Weber, residenza dell'ex Capo del Governo alla Maddalena. |
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| 5 agosto 1943. Il bollettino di guerra n. 1198 annunciava che un nuovo contingente di sbarco nemico era stato rigettalo in mare tra Palmi e
Bagnara. Lo sbarco, successivamente ripetuto, otteneva successo e le forze italo-tedesche erano costrette ad arretrare ancora,
erano impegnati nella difesa della punta della Calabria il VII CA italiano e la
29° divisione granatieri corazzati germanici reduce dall'ultima fase della campagna siciliana. Nei giorni seguenti la situazione precipitava. L'8 settembre, alcune ore prima che fosse divulgata la notizia dell'armistizio e precisamente alle 5 del mattino, la
5a divisione e la « CCXXXI » brigata britanniche sbarcavano presso Pizzo e Vibo Valentia, a sud della Sila, sulla costa tirrenica. Sulla opposta sponda, bagnata dallo Jonio, sbarcava invece la «1a » divisione canadese, mentre
il XIII CA inglese continuava a premere verso nord dalla zona di Reggio Calabria. Nella foto in alto a
sinistra una camionetta britannica appena giunta dalla Sicilia. Al centro a
sinistra truppe inglesi con equipaggiamento completo si spingono verso l'interno. In basso a
sinistra prigionieri italiani fotografati dagli inglesi. Durante i combattimenti in Calabria il morale ed il rendimento delle truppe italiane si dimostrarono ormai ridotti al minimo, se si eccettuano i residui reparti della Aeronautica. A destra in
alto truppe inglesi appena sbarcate a Reggio. A destra al centro ciò che restava della stazione di Reggio Calabria dopo il passaggio delle truppe britanniche. Nella foto in basso a
destra il generale Montgomery, comandante della « 8a » Armata britannica ed il comandante delle forze canadesi sbarcate in Calabria. |
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| Appena un giorno dopo il convegno militare italo-tedesco di Bologna,
il 18 agosto il generale Castellano, giunto in Spagna, prendeva contatto con l'ambasciatore inglese a Madrid, sir Samuel Hoare, che organizzava un incontro a Lisbona tra il rappresentante italiano ed esponenti militari
anglo-americani. Mentre il giorno 18 si era tenuto il Convegno di Tarvisio, dove abbiamo veduto
Guariglia assicurare von Ribbentrop circa la fedeltà dell'Italia all'alleanza con la Germania.
il 19 ed il 20, a Lisbona, Castellano si incontrava con il generale Bedell Smith, capo di S.M. di.
Eisenhower con il brigadiere generale inglese Strong, capo dell'ufficio informazioni e con sir George F. Kennan, incaricato d'affari americano, chiedendo aiuto contro i tedeschi e comunicando dati ed informazioni sulla dislocazione delle truppe germaniche
nella penisola. La risposta era la solita: resa a discrezione. Ed il 27 agosto Castellano tornava a Roma, mentre il generale Carboni, capo del SIM, inviava un nuovo negoziatore a Lisbona, il generale Zanussi, col compito di
controllare Castellano. Nella foto in alto l'abitato di Cassibile, dove avvenne la firma dell'armistizio tra Italia e Nazioni Unite. Sullo sfondo la piana teatro degli sbarchi delle truppe aerotrasportate alleate. Al
centro l'oliveto in cui avvenne lo storico incontro. La freccia indica un cippo commemorativo asportato clandestinamente in seguito. In basso a
destra la lapide commemorativa dell'avvenimento sul cascinale della Marchesa di Cassìbile, teatro dell'incontro. Una mano ignota ha imbrattato di catrame il cimelio. A
sinistra il cascinale della Marchesa di Cassibile visto dalla strada nazionale per Ragusa. |
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