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2a Guerra Mondiale 1943-23 |
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La controffensiva sovietica |
Inno Marocco |
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| 5 agosto 1543. Le truppe russe penetravano nell'abitato di
Orel, mentre le forze germaniche iniziavano lo sgombero della città stessa e
dell'intero saliente che minacciava di essere tagliato fuori dalle colonne di
attacco sovietiche che stavano per congiungersi alle spalle del nemico. I tedeschi però riuscivano a far
passare per lo stretto corridoio ancora aperto, buona parte degli uomini e dei materiali, ed a schierarlo su una
successiva linea di resistenza. Intanto il Comando russo spostava l'apicentro dell'offensiva più a sud investendo il settore di Eqelgorod. Nella
foto in alto a sinistra un aereo d'assalto russo « Stormovik », impiegato
con successo contro i carri armati, munito di razzi alari. A sinistra al
centro carri tedeschi centrati dai razzi degli « Stormovik ». A sinistra in
basso Katiusce sovietiche in azione. In alto a destra il generale
Rudenko, comandante di una unità aerea sovietica, distintasi nei
combattimenti dell'estate 1043. In basso a destra una officina aeronautica russa. |
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![]() La Germania in guerra: discesa in picchiata. |
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La resa dell'Italia |
LA RESA DELL'ITALIA Conseguenza diretta del colpo di Stato del 25 luglio 1943 che determinò la caduta del
fascismo, fu l'inizio di trattative da parte dell'Italia per giungere ad una
cessazione delle ostilità. Queste trattative, per il timore di una reazione tedesca, vennero
effettuate nella massima segretezza e vennero accompagnate con frequenti e ripetute
assicurazioni, alle autorità politiche e diplomatiche germaniche, di fedeltà all'alleanza ed alla causa
comune. Il primo movimento italiano di ricerca di contatto col nemico avveniva il 3 agosto 1943, a
Lisbona, dove il Consigliere di Legazione italiano marchese Blasco D'Ajeta, per incarico diretto
del Ministro degli Esteri Guariglia, aveva un primo incontro col ministro aggiunto inglese
Watkinson, in assenza dell'ambasciatore sir Ronald Campbell. Analogo passo faceva a
Tangeri il Console Generale Berio, che si incontrava col Ministro residente britannico
Gascoigne. Fin dalle prime trattative, il tema sul quale si facevano illusioni i rappresentanti del
governo Badoglio, era la richiesta di un aiuto anglo-americano per sganciare l'Italia
dall'alleanza con i tedeschi che disponevano di molte divisioni sul suolo italiano e si facevano
sempre più sospettosi. Ma le istruzioni che i governi di Gran Bretagna e degli Stati Uniti
inviavano subito ai loro parlamentari nelle due città neutrali, in risposta ai passi italiani, insistevano
sulla formula della resa incondizionata. Altri contatti vennero presi, sempre da parte
degli stessi inviati, fino al 13 agosto, cioè fino alla missione Castellano.
Intanto il 14 agosto a Bologna ed il 16 a Tarvisio, i generali ed i diplomatici italiani
assicuravano i colleghi tedeschi che partecipavano ai convegni che l'Italia, secondo la formula
badogliana, avrebbe tenuto fede alla parola data. Nello stesso periodo, per sollecitare la buona
volontà italiana alla resa, gli anglo-americani conducevano spaventosi attacchi aerei contro
tutti i principali centri della penisola. Non a caso Churchill aveva detto dopo il 25 luglio:
« L'Italia sarà distrutta e bruciata da un capo all'altro... ». Il l° agosto, per ordine di Badoglio e
Guariglia, tramite il gen. Ambrosio, il generale Castellano partiva per la Spagna e per il
Portogallo, accompagnato dal funzionario Montanari del Ministero degli Esteri, come interprete e con
un biglietto da visita dell'ambasciatore inglese presso il Vaticano Osborne per il suo collega sir
Samuel Hoare, ambasciatore a Madrid. Il 15 agosto Castellano conferiva a Madrid con
Hoare, che lo indirizzava a Lisbona, provocando una conferenza tenutasi il 19 ed il 20, cui
partecipavano, oltre i due italiani, il generale americano Walter Bedell Smith, il generale inglese
Strong ed il diplomatico americano Kennan. In questa conferenza, benché fossero resi noti al
nemico molti segreti militari italiani e tedeschi, Castellano non riuscì ad avere se non
assicurazioni molto vaghe circa il futuro trattamento dell'Italia e promesse molto inferiori alle
richieste sull'aiuto per la lotta contro i tedeschi, mentre veniva rimessa sul tappeto la formula
della resa incondizionata. Castellano ripartiva allora per riferire a Roma, mentre giungeva
a Lisbona un altro inviato, questa volta per iniziativa del generale Carboni, capo del SIM,
nella persona del generale Zanussi, ufficiale addetto del Capo di S. M. Roatta, accompagnato
dal generale inglese Carton de Wiart, nostro prigioniero, espressamente liberato. Questa
frenesia di capitolazione determinata dal fatto che i generali italiani congiurati non si fidavano
l'uno dell'altro, insospetti gli anglo-americani e Zanussi rischiò di essere fucilato come spia
nonostante avesse vuotato anche lui il sacco dei segreti militari italiani e tedeschi. Da Lisbona
il Zanussi venne tradotto ad Algeri e quindi a Cassibile ove venne riconsegnato a Castellano
quando il 31 agosto questi fece ritorno presso il Comando Alleato con la risposta affermativa
di Badoglio sulle condizioni di resa. Com'è noto alle 17,15 del 3 settembre, sotto una
tenda nei pressi di Cassibile Castellano e Bedell Smith, per le due parti, firmavano il
documento della capitolazione italiana. Subito dopo la firma il plenipotenziario Bedell Smith consegnò a
Castellano le « clausole aggiuntive s e cioè quelle militari politiche ed economiche accettate dal
governo Badoglio al buio e con le quali il popolo italiano veniva praticamente venduto
agli anglo-americani. Il fatto inaudito venne definito dallo stesso Generale Eisenhower
uno sporco affare al punto che a suo avviso il documento si sarebbe potuto pubblicare solo dieci
anni dopo la fine della guerra. Non diversamente la pensavano gli inglesi che arrivarono
addirittura a coniare un vocabolo per il loro s Oxford Dictionary ispirato a Badoglio e
precisamente « Te badogliate » che vuol dire « Tradire scioccamente ».
Nella notte tra il 3 ed il 4 settembre, l'« 8a » Armata britannica varcava lo stretto di
Messina e sbarcava sulla costa calabra, incontrando scarsa resistenza da parte del « VII » CA
italiano e della 29a divisione granatieri corazzati tedesca. Pochi casi di resistenza valorosa non
potevano fermare le truppe di Montgomery che |
![]() Nella notte tra il 3 ed il 4 settembre 1943, truppe dell'e 82 a Armata britannica sbarcavano in Calabria partendo dai porti della vicina Sicilia. Le truppe dell'Asse, il VII CA italiano e la «29a» divisione granatieri tedesca, duramente provate dai combattimenti in Sicilia, opponevano scarsissima resistenza. L'abnegazione dell'aviazione italo-tedesca non riuscita a contrastare seriamente l'azione britannica. Alcuni giorni dopo, il 9 setterhbre 1943, la « 5a » Armata americana sbarcava a Salerno. Nella cartina: le direttrici degli sbarchi anglo-americani.
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