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2a Guerra Mondiale 1943-22 |
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L'offensiva tedesca |
Inno Gambia |
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| L'epicentro della offensiva tedesca del 5 luglio era invece il settore
meridionale del saliente di Klirsk. Ivi le truppe germaniche ottenevano un
notevole successo, sfondando il fronte sovietico per una vasta ampiezza nonostante che il Comando russo avesse munito da tempo la zona con
un profondo e robusto sistema fortificato, per assicurarsi la protezione
di quella che avrebbe dovuto essere base per un prossimo formidabile attacco contro le linee germaniche. Nella foto a sinistra in
alto un pezzo automontato tedesco da 150 mm. in piena azione. A sinistra al
centro la salva di una batteria germanica sul fronte del saliente di Kursk. In
basso a sinistra le armi automatiche della Flak vengono usate, come già in altre occasioni, anche per impiego terrestre, con micidiale efficacia.
In alto a destra si preparano le granate anticarro per affrontare i T.34; esse venivano allestite legando intorno alle tipiche « bombe col
manico » della fanteria, sei bombe a mano di tipo impiegato dai
paracadutisti. In basso a destra nella sua fossa, il « cacciatore di carri » tedesco
attende il nemico, con la granata speciale pronta ad essere lanciata. |
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| 11 luglio 1943. Al sesto giorno dell'offensiva, l'Alto Comando tedesco
annunciava di aver distrutto nei combattimenti oltre 1.800 carri armati sovietici; mentre alla stessa data i russi sostenevano di averne distrutti
1.500 alla Wehrmacht. Dopo alcuni giorni, un bollettino tedesco dichiarava che le perdite sovietiche ascendevano a ben 5.000 carri armati, oltre
2.000 cannoni e 1.200 lanciabombe. Più che le perdite, però, i russi
cominciavano a risentire della sfavorevole situazione strategica che si era
venuta a determinare nel settore in cui i tedeschi minacciavano di eliminare del tutto il saliente sovietico di Kursk. Ciò induceva il Comando
sovietico ad ordinare al maresciallo Timoscenko di sferrare un vasto movimento controffensivo sull'attiguo saliente tedesco di Orel. Nella foto
in alto a sinistra i serventi sovietici uccisi accanto alla tipica mitragliatrice contraerea a quattro canne. A sinistra al
centro prigionieri russi passano accanto al proprio pezzo controcarro inutilizzato. In basso
a sinistra un e T. 34 fuori combattimento. In alto a destra il generale Hórnlein, comandante della divisione di
granatieri corazzati Grossdeutschland, una delle migliori unità tedesche in Russia. In basso a
destra granatieri tedeschi camuffati per la guerra in terreno palustre. |
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![]() 1 agosto 1943. Per la prima volta nel corso della guerra, le raffinerie di petrolio di Ploesti, in Romania, venivano attaccate da bombardieri americani. Gli apparecchi incursori, 200 quadrimotori « Liberators », partivano dalle basi del Mediterraneo orientale e compivano uno dei « raids » più lunghi fra quelli effettuati in massa ed in assetto di guerra, raggiungendo risultati notevolissimi, non solo per le vaste distruzioni arrecate agli impianti, ma anche per le conseguenze che si riflettevano direttamente ed in maniera determinante, sulla efficienza della Wehrmacht, che riceveva da Ploesti il 50 % del proprio carburante. Lo sgancio delle bombe veniva effettuato a bassa quota, anche perché i tedeschi ed i romeni non si aspettavano un attacco in massa sulla zona, data la lontananza delle basi nemiche. Nella foto a sinistra in alto un quadrimotore americano a bassissima quota sulle raffinerie in fiamme. In alto a destra le miniere Creditul colpite dall'incursione americana. In basso un altra veduta degli impianti petroliferi in fiamme. Notare anche in questa foto, di fonte americana, la quota estremamente bassa delle formazioni di bombardieri attaccanti. |
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