2a Guerra Mondiale 1943-21


Inno Corea del Nord 


La battaglia dei
carri armati



Dopo la lunga stasi della primavera del 1943, le operazioni militari riprendevano sul fronte orientale con la doppia battaglia di Kursk-Orel, questa battaglia, terminata con la perdita del saliente tedesco di Orel, apriva ai russi la strada di una nuova poderosa offensiva che si prolungò quasi ininterrottamente; fino ai Balcani ed a Berlino. Nella cartina la linea del fronte nel giugno 1943 e le direttrici dell'offensiva sovietica.

Da sinistra a destra: il maresciallo von Kluge, il generale Rotmistrov ed il generale Tolbuchin. Il primo comandava le forze tedesche che conducevano l'offensiva nel settore di Kursk, e la sua abilità, già nota per le buone prove fornite in precedenza su tutti i fronti, riceveva un ulteriore conferma con lo sfondamento del saliente sovietico di Kursk, l'ultimo grande sfondamento operato dalle truppe tedesche sul fronte orientale. Il generale Rotmistrov era invece un tecnico delle forze corazzate sovietiche, cosi come Guderian lo era per la Wehrmacht. Le dure battaglie ed i successi delle forze corazzate russe nell'offensiva estiva del 1943 sono dovute, oltre alla ingente quantità di mezzi lanciati nella mischia, alla personale esperienza del generale Rotmistrov, Il generale Tolbuchin, divenuto maresciallo nel 1944, era invece un tecnico dell'impiego della cavalleria. Egli comandava personalmente le 12 divisioni di cavalleria sovietica che dal 22 al 30 agosto 1943 eliminarono il caposaldo di Taganrog.

LA BATTAGLIA DEI CARRI ARMATI

Con la fine di marzo, dopo la riconquista tedesca di Charkov, il disgelo aveva completamente arrestato le operazioni militari. Ma la stasi operativa si prolungava anche dopo il termine del disgelo, quando cioè le favorevoli condizioni atmosferiche avrebbero consentito qualsiasi operazione militare. Questa stasi di inconsueta lunghezza in confronto a quella degli altri anni, ben 104 giorni, era dovuta alla non sufficiente preparazione di entrambi gli eserciti. La Wehrmacht usciva appena da una lunga stagione di ripiegamenti e di perdite, che aveva conosciuto il disastro di Stalingrado e la perdita del Caucaso e dei suoi pozzi petroliferi appena raggiunti. Per tutto l'inverno le truppe germaniche erano state costrette a subire l'iniziativa del nemico. Particolarmente dal novembre 1942, dopo che i sovietici avevano il fronte ai due lati di Stalingrado, le unità tedesche furono costrette a combattere duramente e logorarsi non per vincere, non per ristabilire la situazione, ma per sfuggire al completo annientamento. Neppure l'esercito sovietico era ancora in grado di riprendere l'offensiva. Esso risentiva della durissima e cruenta marcia che l'aveva portato da Stalingrado fino a Charkov. E quanto fosse indebolito al termine di questa lunga avanzata, lo dimostra il facile successo conseguito dalla controffensiva di von Manstein che riusciva a riconquistare Charkov ed a distruggere in una sacca numerose forze dell'Armata del generale Popov. In questa situazione, era logico che la tattica di entrambi i contendenti fosse quella di rinforzare i propri dispositivi accumulando ingenti riserve sia per l'attacco che per la difesa. Nel giugno 1943, a metà del mese, i russi davano un primo segno di risveglio, lanciando un attacco locale nel settore di Orel, allo scopo di saggiare la resistenza avversaria. Nonostante il forte concorso delle artiglierie e l'imponenza delle unità messe in campo la difesa germanica non aveva difficoltà a respingere tutti i tentativi sovietici. Sempre in giugno, altri attacchi venivano condotti, da truppe sovietiche, davanti a Novorossijsk stilla testa di ponte del Kuban,
contro le linee tedesche e romene, che non solo bloccavano prontamente gli assalti dei russi, ma addirittura costringevano questi a sgomberare alcune posizioni recentemente conquistate presso Novorossijsk. Il 17 giugno, nel settore del Donetz, prendevano l'iniziativa i tedeschi, attaccando con unità di carri Tigre mai impiegati fino a quel momento, le posizioni sovietiche, notevolmente rinforzate da innumerevoli carri armati di vecchio tipo interrati ed adoperati come fortini corazzati. Ma anche in questo settore non avveniva nessuna sostanziale modifica allo schieramento del fronte. Il settore decisivo era quello di Kursk-Orel, pernio di tutto il fronte settentrionale e di quello meridionale, e punto d'unione dei due. Qui erano due salienti. A nord quello di Orel, tedesco, proteso nello schieramento russo. A sud, e contiguo a quello di Orel, il saliente russo di Kursk, proteso nello schieramento tedesco. La rettifica di questa gigantesca « S » capovolta avrebbe dato nelle mani del vincitore il controllo dell'intero importantissimo settore. Questo obbiettivo volevano raggiungere sia i russi che i tedeschi. Così si accese la Doppelschlacht, la doppia battaglia di Kursk-Orel. La battaglia venne scatenata dai tedeschi, che tentavano di eliminare il saliente sovietico di Kursk. Ai primi di luglio un attacco locale portava alla conquista di un'altura dominante presso Bjelgorod, ed i russi reagivano prontamente per riconquistarla. Il 5 luglio 1943 forti unità corazzate e di fanteria germaniche, al comando del maresciallo von Kluge, iniziavano l'offensiva contro Kursk. Nella parte nord del saliente il Comando tedesco diradava gli attacchi, mantenendo ad essi la semplice funzione di « assaggi » e di impegni delle forze nemiche, limitando la maggior parte dell'azione distruttiva all'intenso fuoco delle artiglierie. Nella parte meridionale invece la Wehrmacht compiva il massimo sforzo, riuscendo ad aprire una ampia breccia nel dispositivo sovietico. In questa breccia penetravano le colonne corazzate germaniche, che sorpassavano i caposaldi sovietici ed impegnavano violenti scontri con le unità similari avversarie. Nasceva così la più grande battaglia di carri di tutta la seconda guerra mondiale, combattuta in prevalenza tra « Tigre » tedeschi e « T. 34 » sovietici. A metà luglio i tedeschi avevano annunciato di aver messo fuori combattimento, in questa battaglia, ben 5.000 carri armati. Né il Comando sovietico dava notizie meno esuberanti dopo gli effetti distruttivi conseguiti con l'impiego degli aerei lanciarazzi. Il 14 luglio iniziava la seconda fase della « Doppelschtlacht ». I russi, per evitare l'eliminazione del settore di Kursk seriamente minacciato dalla azione germanica, investivano a loro volta l'intero settore di Orel e prolungavano l'ampiezza di attacco fino ad una sessantina di chilometri a nord di questa Città. A causa di tale potente diversione, il Quartier Generale tedesco fu costretto ad alleggerire notevolmente gli attacchi a Kursk e spostare numerose unità nel settore di Orel, riuscendo così a conservare la città, pur avendo perduto il terreno circostante. Nella seconda metà di luglio la controffensiva sovietica contro Orel dava inizio alla prima fase della grande offensiva russa dell'estate 1943, fase caratterizzata dal logoramento dell'avversario. Nonostante la tenace resistenza germanica, il 5 agosto i russi penetravano nell'abitato di Orel costringendo i tedeschi a sgomberare l'intero saliente. Dopo pochi giorni cadeva in mani sovietiche anche l'importante centro di Bjelgorod. Impadronitisi così del settore centrale del fronte i russi iniziavano lo scardinamento dell'intero dispositivo tedesco da Brjansk e Vjazinna a Charkov. Ed il 23 agosto, per la seconda volta, i russi riconquistavano la contesa città ucraina e questa volta per sempre. Intanto il 22 agosto aveva inizio l'offensiva lungo le coste del Mare di Azov, contro Taganrog, che cadeva il 30 agosto. Nella sosta fra la « Doppelschlacht » e l'offensiva estiva russa, gli aerei americani bombardavano, per la prima volta, i pozzi petroliferi di Ploesti, in Romania, apportando ad essi ingenti danni.


La stasi operativa che si verificava sul fronte russo tutti gli anni a causa del disgelo, nel 1943 si prolungava oltre misura, comprendendo anche il mese di giugno. Ambedue gli eserciti che si combattevano sul suolo russo andavano rafforzando alacremente le proprie unità, ma nessuno dei due pareva intenzionato a compiere la prima mossa. La battaglia si combatteva viceversa nelle retrovie, per raccogliere forze superiori a quelle del nemico. In alto carri armati sovietici avviati al fronte per ferrovia. In basso carri armati tedeschi sui carrelli ferroviari verso le prime linee.

L'offensiva tedesca




A metà del mese di giugno 1943 si registrava sul fronte orientale un primo sintomo di risveglio, da parte russa. Non si trattava di una offensiva, ma solo di un attacco locale, per saggiare la resistenza dello schieramento della Wehrmacht. Esso aveva luogo nel settore di Orel, ed era preceduto da una pesante azione di artiglieria, e condotto con forze molto cospicue, senza però riuscire ad ottenere risultati di rilievo. Esaurito in un paio di giorni questo assaggio nella zona di Orel, i sovietici accrescevano la propria attività nella testa di ponte del Kuban, portando forti attacchi contro le linee tedesche e romene. Ma anche qui i russi venivano decisamente respinti, ed anche, negli ultimi giorni di giugno, l'Oberkommando della Wehrmacht poteva annunciare che le truppe germaniche avevano a loro volta conseguito vantaggi territoriali, sloggiando i sovietici da posizioni da essi recentemente conquistate davanti a Novorossijsk. Nella foto in alto carri armati tedeschi di tipo pesante avviati in un settore del fronte minacciato dagli attacchi avversari. Nella foto in basso formazioni motocorazzate germaniche affluiscono dietro le linee.


17 giugno 1943. Anche da parte tedesca si avevano i segni di un risveglio, nel settore del Donetz. Qui i sovietici avevano particolarmente munito il proprio schieramento, rinforzandolo con tanti piccoli fortini corazzati, costituiti da vecchi carri armati interrati. Contro questo importante settore del fronte, le unità germaniche lanciavano un attacco di assaggi, impiegando per la prima volta un carro che fece molto parlare di se il PZ.V, più conosciuto col nome di Tigre. Ma l'intervento di questi pachidermi di 50 tonnellate non modificava sensibilmente la linea del fronte, e dappertutto tornava la calma, anche se foriera di imminenti tempeste. Nella foto in alto una immagine tipica dei periodi più fortunati della Wehrinacht: i granatieri tedeschi avanzano a fianco dei carri d'assalto. In basso carri pesanti germanici lanciati nella dura lotta.

5 luglio 1943. Termina la lunga stasi durata 104 giorni, ed il fronte orientale si rimette in movimento, per iniziativa tedesca, con la Doppelschlacht, la doppia battaglia di Kursk-Orel. Questa battaglia interessava un settore che costituiva il pernio di tutto il fronte meridionale, e che era caratterizzato da una forma sinuosa (l'andamento del fronte disegnava una vera e propria S capovolta) comprendente a nord il saliente tedesco di Orel, ed a sud quello russo di Kursk, per cui ognuno dei due costituiva una perenne minaccia al fianco dell'altro. Disegno del Comando tedesco era di eliminare il saliente russo di Ktirsk, importante zona riconquistata dai sovietici nel precedente inverno, ed inoltre intralciare il piano del comando sovietico sconvolgendone lo schieramento, provandone le forze, e ritardando così l'imminente offensiva di primavera. Nella foto a sinistra in alto un cannone d'assalto tedesco attraversa un corso d'acqua. A sinistra al centro lo Sturmgeschtitz, a tutta velocità, in mezzo al polverone. A sinistra in basso un veicolo corazzato tedesco munito di lanciarazzi multiplo, ovvero la risposta alle Katiusce. Nelle foto a destra tre emozionanti fasi di un duello aereo: un caccia tedesco in coda ad uno russo; lo colpisce e lo abbatte 3).



I prodromi della Doppelschlaéht si erano avuti nei giorni immediatamente precedenti il 5 luglio. Le truppe del Reich, in una azione a carattere strettamente locale, erano riusciti ad impadronirsi di una altura a nord di Bjelgorod, dominante sopra un vasto tratto di fronte; i sovietici avevano prontamente reagito all'attacco, contrattaccando con estrema violenza per riprendere il possesso della altura. I tedeschi avevano iniziato l'offensiva su tutto l'arco del saliente di Rursk, impegnando grosse unità di fanteria e di carri, al comando del maresciallo von Kluge. Nella foto in alto carri armati tedeschi sottoposti ad intenso fuoco delle artiglierie sovietiche, nel settore di Kurk. In basso a sinistra durante la battaglia, un carro armato tedesco avanza verso il nemico. In basso a destra un panzer sotto il violento fuoco delle artiglierie anticarro sovietiche,

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