2a Guerra Mondiale 1943-20/A


La Sicilia occupata


Inno Myanmar 



5 agosto 1943. Cessa l'epica difesa della Piana di Catania. Dietro ordine del Comando, la « Goring » ed i reparti della la Fallschirmjager (paracadutisti) si ritiravano a nord di Catania dove entravano la sera reparti della < 50a > divisione britannica. Nello stesso giorno, l' 8a Armata inglese riusciva a sfondare il fronte tedesco nel settore di unione tra la 15a Silizien e la Goring ), procedendo in direzione di Adrano. In questa azione, la 5a divisione britannica occupava Paternò, e la 51a avanzava verso Biancavilla. Il giorno 6 il fronte seguiva la linea approssimata S. Fratello - Troina - Adrano - Catania. Il 7 agosto si verificavano nuove penetrazioni nemiche nei settori di S. Fratello e di Troina, che costringevano le forze dell'Asse ad un ulteriore arretramento. Lo stesso giorno 7 agosto, ritenendo ormai insostenibile la situazione, il generale Hube stabiliva l'abbandono della Sicilia. Il generale Guzzoni, decideva di resistere ad oltranza nell'isola con le truppe italiane, ma la mancanza di reparti organici frustrava tale decisione. Nella foto in alto il ponte di Primosole, sul Simeto, che era stato occupato dai paracadutisti britannici e poi riconquistato d'assalto dagli « arditi » italiani e dai e diavoli verdi tedeschi. Al centro un cannone italiano da fortezza, da 305 mm., catturato dagli inglesi, spara sulle linee dell'Asse nella piana di Catania. In basso fanterie britanniche all'attacco sulla ferrovia Catania-Messina.

8 agosto 1943. Sulla costa tirrenica la a 3a divisione di fanteria americana effettuava uno sbarco alla foce del torrente Rosmarino, a sud est del Capo d'Orlando, per prendere alle spalle le forze italo-tedesche ed impedire loro la ritirata. Il 9 agosto iniziava il ripiegamento delle superstiti unità italiane verso la Calabria, dove già si era trasferito il comando del XII° CA. L'11 gli americani effettuavano un nuovo sbarco a Brolo, 4 km. ad est del Capo d'Orlando, senza però raggiungere lo scopo prefisso: l'imbottigliamento delle unità dell'Asse. Il 13 agosto 1943 le divisioni della 7a Armata americana e della « 8a » britannica riuscivano a superare il massiccio dell'Etna. L'avanzata delle truppe Alleate continuava sui seguenti itinerari: sulla costa jonica lungo la strada Acireale Taormina, la « 50a » divisione britannica; la 51a sulle pendici orientali dell'Etna; la la divisione americana sulla strada Randazzo-Francavilla; la 9a americana, sempre da Randazzo, in direzione di Patti; e la «3a » amenicena da Brolo verso Patti. Nella foto in alto a sinistra inglesi all'attacco. Sotto il carro, il corpo di un soldato italiano caduto. A sinistra al centro a Fleri, la popolazione saluta gli inglesi vittoriosi. In basso a sinistra i britannici entrano a Sferro. In alto a destra sulle pendici dell'Etna, artiglierie inglesi in azione. A destra al centro mezzi cingolati britannici fra le macerie di pronte. In basso truppe inglesi nell'abitato di Adrano.




16 agosto 1943. Fine della campagna di Sicilia. Mentre le divisioni britanniche premevano sulla strada Taormina-Messina, e quelle americane da Patti in direzione di Barcellona, nella notte tra il 15 ed il 16 avvenivano altri due sbarchi alle spalle del fronte. Uno americano sulla costa tirrenica, presso Spadafora, 10 km. ad est di Milazzo. L'altro sulla costa fonica, effettuato dagli inglesi ad Ali Marina, 20 krn. a nord est di Taormina. Il 16 agosto infine, le truppe americane entravano a Messina. Così aveva termine, dopo 38 giorni di aspra battaglia, la campagna di Sicilia. Nonostante il dominio assoluto dei mari e dei cieli, esercitato dagli anglo-americani, tutte le unità superstiti dell'Asse venivano traghettate in terra calabra: divisioni tedesche Goring, 15a Sizilien, 29a, ed i reparti della 1a paracadutisti; 75.000 uomini, 42 cannoni, 500 autocarri delle divisioni italiane a Aosta ed a Assietta e degli altri reparti minori. Nella foto in alto a sinistra truppe britanniche entrano nell'abitato di Acireale. In alto a destra gli americani occupano Messina il 16 agosto; gli inglesi vi giungeranno il giorno seguente. Al centro popolazione e disertori dell'Esercito italiano applaudono le truppe nemiche entrate a Catania. In basso a sinistra dopo l'entrata delle truppe nemiche, a Catania, la popolazione saccheggia alcuni edifici. In basso a destra i carri Sherman occupano l'abitato di Catania sconvolta dagli aspri combattimenti.


16 e 17 agosto 1943. Convegni di Tarvisio e di Quebec. 11 16 agosto avveniva a Tarvisio un convegno italo-tedesco, cui partecipavano i due ministri degli esteri, Guariglia e von Ribbentrop, ed i due Capi di Stato Maggiore Generale, Ambrosio e Keitel Guariglia assicurava Ribbentrop della fedeltà dell'Italia, tacendo gli invii a Lisbona e Tangeri, il 4 e 5 agosto, di emissari per trattare con gli anglo-americani. Intanto lo stesso giorno si incontravano a Quebec, in Canada, Churchill e Mackenzie King, primo ministro canadese. Il giorno seguente avveniva il convegno a tre di Churchill, Roosevelt e Mackenzie King, con l'intervento dei ministri degli esteri Eden e Cordell Hull e di altri esperti politici e militari. I capi Alleati celebravano l'anniversario della Carta atlantica e discutevano la nuova situazione politico-militare. Nella foto in alto a Tarvisio, Guariglia, l'ambasciatore tedesco a Roma von Mackensen, e von Ribbentrop. Nella foto in basso a Quebec, Mackenzie King, Roosevelt e Churchill



24 agosto 1943. Nella notte tra il 23 ed il 24 agosto, un reparto di carabinieri, al comando del tenente Taddei, si recava a Fregene, per arrestare il Tenente Colonnello pilota Ettore Muti, Medaglia d'Oro al V. M. Il S.I.M. lo aveva accusato di preparare un complotto per liberare Mussolini. Mentre le altre persone arrestate nella villa venivano avviate verso Roma, Muti, che era in divisa di Ufficiale dell'Aviazione, veniva portato nella pineta. Poco dopo, una scarica di mitra sparata dall'agente di P.S. Francesco Abate lo uccideva, colpendolo alla nuca. Il comunicato ufficiale parlava di tentativo di fuga durante un attacco misterioso contro la scorta. Nella foto in alto a sinistra Ettore Muti all'epoca della guerra di Spagna. In alto a destra il punto ove è stato ucciso Muti in una radura della pineta di Fregene, nella notte tra il 23 ed il 24 agosto 1943. In basso il medagliere di Ettore Muti. Fra le altre, una Medaglia d'Oro, 10 Medaglie d'Argento e 4 di bronzo, 5 croci di guerra e 2 Croci di Ferro tedesche,


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