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2a Guerra Mondiale 1943-20 |
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La Sicilia occupata |
Inno Corea del Sud |
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![]() 29 luglio 1943. La violenta pressione nemica riusciva a spostare ulteriormente all'indietro lo schieramento delle truppe italo-tedesche. La nuova linea correva da S. Stefano di Camastra. attraverso Mistretta, Regalbuto e Gerbini, fino alla Piana di Catania. Il 1 agosto, si verificavano altri arretramenti sul fronte tirrenico, nei settori tenuti dalla « 29a » divisione granatieri corazzati germanica e dai reparti superstiti della divisione di fanteria italiana Assietta. Il resto del fronte, ad onta degli accaniti attacchi britannici e canadesi, restava sostanzialmente immutato. Lo stesso 1 agosto una squadra italiana, appartenente al Battaglione Arditi del 10° Reggimento, effettuava una incursione nel porto di Augusta, facendo brillare delle mine sugli obbiettivi e rientrando al completo nelle linee dell'Asse. Nella foto in alto contrattacco di carri armati italiani, per alleggerire la violenta pressione nemica. Al centro a sinistra una impressionante documentazione della violenza della battaglia: un carro italiano centrato in pieno. A destra il generale della Milizia de Francisci, caduto in combattimento nella piana di Catania. In basso reparti di fanteria in azione. |
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| 2 agosto 1943. Dietro autorizzazione dello Stato Maggiore dell'Esercito
italiano, il generale Hube, già comandante del < XIV > corpo d'armata
tedesco, assumeva il comando di tutte le truppe dell'Asse in Sicilia, comando
tenuto fino a quel momento dal generale Guzzoni. Il mutamento era motivato
dal mutato rapporto fra le forze dei due eserciti alleati presenti in Sicilia.
Delle unità italiane erano ormai rimasti i soli resti delle divisioni di
fanteria < Aosta ed Assietta , e pochi altri reparti, generalmente
inquadrati nelle divisioni tedesche. Le truppe germaniche ascendevano a quattro
divisioni: due relativamente provate, la corazzata < Goring > e la < 15a >
Sizilien di granatieri corazzati; e due quasi intatte (poichè arrivate da
poco tempo sul fronte siciliano), la 29a granatieri corazzati e la <
15a paracadutisti, detta dei < diavoli verdi > (incompleta). Intanto, nella Piana
di Catania, iniziava una nuova violenta offensiva britannica. Nelle foto
in alto Medaglie d'Oro al V.M. della battaglia di Sicilia. Al centro a
sinistra il generale Guzzoni, comandante della « 64a » Armata italiana in
Sicilia. Al centro a destra il porto di Messina dopo i ripetuti bombardamenti
anglo-americani. In basso a sinistra una delle navi traghetto che
assicurarono, sotto gli attacchi aerei alleati, il passaggio dello stretto di Messina
ai resti delle divisioni italo-tedesche. A destra il valoroso capitano
Albanesi Mario di Zara, comandante del traghetto < Scilla > nell'agosto
del 1943. |
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| 3 agosto 1943. Nel settore
jonico del fronte erano in corso violenti combattimenti fra la < Goring
>, reparti della < 15a > Sizilien e dei < diavoli verdi >, contro la
< la > divisione fanteria ed un reggimento carri canadesi e 5 divisioni britanniche (
5a, 50a, 51a, 78a, di fanteria, e < 6a > divisione corazzata). Epicentro della lotta era la Piana di Catania, dove
più dura si mostrava la resistenza dei reparti germanici. Essa proseguì
tenacemente ancora per il 4 ed il 5 agosto. Nel settore tirrenico, i resti della
< Aosta > e della « Assietta », e reparti della « 15a » Sizilien continuavano a
sostenere la violenta pressione della «45a», «la» e (9a, divisione di fanteria
americane (quest'ultima appena giunta da Orano). Riferendosi a questi combattimenti l'ammiraglio americano Morrison, in un suo libro sulle
operazioni anfibie, scriveva testualmente: « La 15a divisione granatieri
corazzati tedesca e la divisione italiana < Aosta > fecero una intrepida
resistenza, contrattaccando non meno di 24 volte ». Nella foto in alto a
sinistra paracadutisti germanici della « la » divisione difendono una strada ferrata
nella Piana di Catania. Al centro a sinistra paracadutisti britannici
catturati dai tedeschi. In basso a sinistra i < Nebelwerfer > (lanciarazzi
tedeschi da 150 mm., a 6 canne) in azione contro truppe britanniche. In alto a
destra paracadutisti tedeschi della « la » divisione, portati in rinforzo agli
altri già in Sicilia, vengono lanciati direttamente sulla linea del fronte. In
basso a destra nella Piana di Catania, un reparto di « diavoli verdi > ha
distrutto un carro armato « Sherman », e ne attende un secondo al varco. |
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