2a Guerra Mondiale 1943-20


La Sicilia occupata


Inno Corea del Sud 



27 luglio 1943. Mentre a Roma si svolgevano i clamorosi avvenimenti politici, continuava in Sicilia la battaglia per il possesso dell'isola. Nella Piana  di Catania, ad onta dei violenti attacchi, l'« 8a » Armata britannica non ritisciva a realizzare progressi sensibili, per la eroica resistenza dei « diavoli verdi » e della « Goring ». Invece, ad oriente di Cefalù la « 45a » divisione americana guadagna terreno, e lo stesso si verificava nel settore Leonforte-Agira a vantaggio della < la > divisione canadese. Frattanto giungevano in Sicilia le prime unità della « 29a » divisione granatieri corazzati germanica ed altri reparti della « 2a » divisione paracadutisti. Nella zona di Nicosia, il gruppo tedesco « Fullriede » effettuava un arretramento, che costringeva al ripiegamento anche i resti delle divisioni italiane « Aosta » ed « Assietta », altrimenti minacciate di aggiramento sul fianco. Nella foto in alto guastatori italiani in azione contro reparti nemici. In basso in un contrattacco, soldati italiani espugnano una posizione avversaria col lanciafiamme.





29 luglio 1943. La violenta pressione nemica riusciva a spostare ulteriormente all'indietro lo schieramento delle truppe italo-tedesche. La nuova linea correva da S. Stefano di Camastra. attraverso Mistretta, Regalbuto e Gerbini, fino alla Piana di Catania. Il 1 agosto, si verificavano altri arretramenti sul fronte tirrenico, nei settori tenuti dalla « 29a » divisione granatieri corazzati germanica e dai reparti superstiti della divisione di fanteria italiana Assietta. Il resto del fronte, ad onta degli accaniti attacchi britannici e canadesi, restava sostanzialmente immutato. Lo stesso 1 agosto una squadra italiana, appartenente al Battaglione Arditi del 10° Reggimento, effettuava una incursione nel porto di Augusta, facendo brillare delle mine sugli obbiettivi e rientrando al completo nelle linee dell'Asse. Nella foto in alto contrattacco di carri armati italiani, per alleggerire la violenta pressione nemica. Al centro a sinistra una impressionante documentazione della violenza della battaglia: un carro italiano centrato in pieno. A destra il generale della Milizia de Francisci, caduto in combattimento nella piana di Catania. In basso reparti di fanteria in azione.





2 agosto 1943. Dietro autorizzazione dello Stato Maggiore dell'Esercito italiano, il generale Hube, già comandante del < XIV > corpo d'armata tedesco, assumeva il comando di tutte le truppe dell'Asse in Sicilia, comando tenuto fino a quel momento dal generale Guzzoni. Il mutamento era motivato dal mutato rapporto fra le forze dei due eserciti alleati presenti in Sicilia. Delle unità italiane erano ormai rimasti i soli resti delle divisioni di fanteria < Aosta ed Assietta , e pochi altri reparti, generalmente inquadrati nelle divisioni tedesche. Le truppe germaniche ascendevano a quattro divisioni: due relativamente provate, la corazzata < Goring > e la < 15a > Sizilien di granatieri corazzati; e due quasi intatte (poichè arrivate da poco tempo sul fronte siciliano), la 29a granatieri corazzati e la < 15a paracadutisti, detta dei < diavoli verdi > (incompleta). Intanto, nella Piana di Catania, iniziava una nuova violenta offensiva britannica. Nelle foto in alto Medaglie d'Oro al V.M. della battaglia di Sicilia. Al centro a sinistra il generale Guzzoni, comandante della « 64a » Armata italiana in Sicilia. Al centro a destra il porto di Messina dopo i ripetuti bombardamenti anglo-americani. In basso a sinistra una delle navi traghetto che assicurarono, sotto gli attacchi aerei alleati, il passaggio dello stretto di Messina ai resti delle divisioni italo-tedesche. A destra il valoroso capitano Albanesi Mario di Zara, comandante del traghetto < Scilla > nell'agosto del 1943.

3 agosto 1943. Nel settore jonico del fronte erano in corso violenti combattimenti fra la < Goring >, reparti della < 15a > Sizilien e dei < diavoli verdi >, contro la < la > divisione fanteria ed un reggimento carri canadesi e 5 divisioni britanniche ( 5a, 50a, 51a, 78a, di fanteria, e < 6a > divisione corazzata). Epicentro della lotta era la Piana di Catania, dove più dura si mostrava la resistenza dei reparti germanici. Essa proseguì tenacemente ancora per il 4 ed il 5 agosto. Nel settore tirrenico, i resti della < Aosta > e della « Assietta », e reparti della « 15a » Sizilien continuavano a sostenere la violenta pressione della «45a», «la» e (9a, divisione di fanteria americane (quest'ultima appena giunta da Orano). Riferendosi a questi combattimenti l'ammiraglio americano Morrison, in un suo libro sulle operazioni anfibie, scriveva testualmente: « La 15a divisione granatieri corazzati tedesca e la divisione italiana < Aosta > fecero una intrepida resistenza, contrattaccando non meno di 24 volte ». Nella foto in alto a sinistra paracadutisti germanici della « la » divisione difendono una strada ferrata nella Piana di Catania. Al centro a sinistra paracadutisti britannici catturati dai tedeschi. In basso a sinistra i < Nebelwerfer > (lanciarazzi tedeschi da 150 mm., a 6 canne) in azione contro truppe britanniche. In alto a destra paracadutisti tedeschi della « la » divisione, portati in rinforzo agli altri già in Sicilia, vengono lanciati direttamente sulla linea del fronte. In basso a destra nella Piana di Catania, un reparto di « diavoli verdi > ha distrutto un carro armato « Sherman », e ne attende un secondo al varco.


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