2a Guerra Mondiale 1943-1/A


La nave corsara "Orion"


Inno Burkina_faso 




Già durante il primo conflitto mondiale alcuni incrociatori corsari tedeschi avevano arrecato notevoli danni al traffico mercantile inglese nell'Oceano Pacifico e nell'Oceano Indiano. Anche durante l'ultima guerra, come abbiamo già accennato nei precedenti fascicoli, la marina germanica compi audaci azioni contro il traffico nei mari lontani. Furono impiegate a questo scopo unità mercantili armate di cannoni e lanciasiluri e specialmente attrezzate per operare a lungo lontano dalle basi di partenza. Nella primavera del 1943 rientrò in Germania l'incrociatore corsaro « Orion », reduce da un'avventurosa crociera durata 510 giorni. L'« Orion », dopo aver attraversato tutto l'Atlantico si era spinto nell'Oceano Pacifico, affondando solo in questo mare 10 piroscafi anglo-americani per circa 65.000 tonnellate. Inoltre l'incrociatore aveva anche disposto campi minati sulle coste africane e nell'Oceano Indiano. Nella foto in alto l'« Orion » affronta un violentissimo tifone durante la navigazione in Atlantico. In basso a sinistra il comandante dell'« Orion », Cap. di Vascello Weyher. Al centro la crociera del corsaro nel Pacifico. Sono indicate le unità affondate. A destra i marinai dell'« Orion » impegnati in lavori di mascheramento dell'unità. L'incrociatore per sfuggire più facilmente alla ricerca delle unità da guerra e dell'aviazione nemica, spesso si camuffava alterando profondamente le sovrastrutture e cambiando i colori dello scafo.

Bombe su Malta




La battaglia di Stalingrado allora in corso impedì ai tedeschi di inviare nel Mediterraneo i rinforzi aerei che Hitler aveva promesso a Mussolini e che, con una riconquistata supremazia dell'aria, avrebbero permesso il rafforzamento della nostra occupazione in Tunisia. Tuttavia, anche con i pochi mezzi a loro disposizione, gli aviatori italiani e tedeschi, dopo aver appoggiato le operazioni di sgombero dalla Libia, intervennero efficacemente a proteggere l'afflusso dei rifornimenti avviati in Tunisia. Oltre a battere le nuove basi americane in Algeria, essi continuarono nel martellamento di Malta, come sempre centro di tutte le operazioni contro il nostro traffico nel Mediterraneo. Ecco tre foto inedite di fonte britannica sulle nostre incursioni contro Malta. In alto diecine di potentissimi riflettori, puntati sui nostri aerei, cercano di abbagliare e disorientare i piloti. Al centro il fumo degli incendi e delle esplosioni si leva da una base aerea Maltese. In basso la Valletta durante un'incursione italiana.


L'Inghilterra in guerra: la partenza del liberatore.

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