2a Guerra Mondiale 1943-19/A


2° bombardamento di Roma


Congo brazzaville 




13 agosto 1943. Il secondo attacco aereo su Roma. Il 13 agosto, mentre Torino subiva la 24a incursione aerea e Milano veniva attaccata da 1.000 apparecchi nemici, su Roma veniva effettuato un nuovo attacco aereo, da parte di aerei americani. Alle 11 precise, mentre l'artiglieria contraerea italiana apriva il fuoco, la prima ondata di bombardieri americani sganciava il suo carico micidiale. A questa ondata ne seguivano altre due delle quali l'ultima di gran lunga più violenta delle prime due, per il numero delle bombe lanciate e per la gravità dei danni arrecati, Le formazioni aeree nemiche si avvicendavano sulla capitale italiana per oltre un'ora e mezzo. Nella foto in alto una veduta di:Roma dall'alto del colle Capitolino. Sullo sfondo il Colosseo. Al centro si alza il fumo degli incendi dalla zona di San Giovanni. Nelle foto in basso macerie e case diroccate.



Nel bombardamento di Roma del 13 agosto particolarmente colpiti i quartieri popolari di S. Giovanni e S. Lorenzo. Numerose bombe cadevano anche sulla Casilina, dove veniva tra l'altro mitragliato un treno, ed in misura minore sulla Flaminia e nella zona di Tor di Quinto. Pio XII si recava, subito dopo l'incursione, sui luoghi devastati, per portare il conforto e l'assistenza alle popolazioni colpite. Il giorno seguente Badoglio dichiarava Roma « città aperta ». Ma questa dichiarazione aveva un valore molto relativo per gli anglo-americani, padroni assoluti dei cieli italiani. E quale fosse il loro stato d'animo, è facile comprendere, ricordando le parole pronunciate da Winston Churchill alla camera dei Comuni, il 27 luglio, riguardo alla caduta del Fascismo in Italia. In questa occasione, il Premier britannico dichiarava che la caduta di Mussolini gli aveva fatto prendere una sola decisione: quella di rovesciare la massima quantità di ferro e di fuoco sull'Italia. In alto a sinistra il Pontefice si prodiga nell'assistenza dei sinistrati del quartiere S. Giovanni. A sinistra al centro la Principessa di Piemonte visita i luoghi colpiti. In basso a sinistra assistenza ai sinistrati nel chiostro di S. Lorenzo. In alto a destra continuano i crolli dei muri pericolanti. In basso a destra macerie per le strade di Roma.



4 agosto 1943. Nella notte dal 3 al 4 agosto 1943, la « Squadriglia dell'Orsa Maggiore », della « X » Mas, di base nel piroscafo Olterra, conduceva una nuova azione all'interno della rada di Gibilterra. Un gruppo di tre « maiali », al comando del Capitano di Corvetta Ernesto Notari, minavano la nave americana < Harrison Grey Otis > di 7.000 tonnellate, la cisterna norvegese « Thorshvodi » di 10.000, ed il piroscafo inglese < Stanridge >, di 6.000 tonnellate. Tutte le unità saltavano in aria la mattina seguente. Frattanto nei porti del Mediterraneo orientale, gli assaltatori Ferraro e Roccardi, della Decima, minavano altre tre piroscafi, che esplodevano ed affondavano tra Cipro e le acque turche: 1'8 luglio 1943 il piroscafo « Kaituna », di 10.000 tonnellate; il 30 luglio il « Sicilian Prince », di 5.000; ed il 2 agosto la motonave norvegese Fernplant (7,000 tonnellate), carica di cromo. Gli assaltatori italiani avevano compiuto l'azione, entrando in territorio turco con passaporto diplomatico, fortunosamente « rimediato » all'insaputa del nostro Ministero degli Esteri. Nello stesso periodo, nel Mar Nero, un nostro sommergibile tascabile affondava un sommergibile sovietico, in Atlantico il C.C. Roselli-Lorenzini silurava una portaerei inglese ed il T.V. Cenni, con i suoi mezzi antisommergibili, affondava un sommergibile britannico nel Tirreno. Nella foto in alto il cassone contenente il « maiale » su un nostro sommergibile navigante in immersione. In basso a sinistra un maiale a fior d'acqua. Al centro il Ten. Ferraro M. d'Oro al V.M. A destra un sommergibile tascabile in Mar Nero.




Durante la campagna di Sicilia la nostra Aeronautica, con i pochi apparecchi ancora efficienti, aveva continuato a prodigarsi, silurando numerose unità navali nemiche. Anche la Marina, con le sue unità sottili, continuava a contrastare audacemente il dominio del mare al nemico. In prima linea erano le motosiluranti, comandate dal Capitano di Vascello Mimbelli che compivano molte brillanti azioni di guerra. Particolare menzione merita lo scontro del 15 agosto 1943 tra due motosiluranti italiane, la «31a» e la «73a », e due grossi cacciatorpediniere britannici. Appena avvistato il nemico, al largo di Capo Spartivento, le due piccole unità italiane si lanciavano all'attacco. La MS « 31 », al comando del S. Ten. Vasc. Sciaidone, colpiva gravemente col siluro affondandolo uno dei due caccia avversari. Nelle foto in alto valorosi piloti italiani distintisi nella battaglia della Sicilia al comando di formazioni di aerosiluranti. In basso una silurante italiana. Nel riquadro il S. Ten. Vasc. Scialdone, M. d'Oro. 


<< precedente 1943 successiva >>

1 1a 2 3 3a 4 5 6 7 8 9 10 11 11a 12 12a 13 13a 14 14a 15 16 16a 17 17a

18 18a 19 19a 20 20a 21 22 22a 23 24 24a 25 26 27 28 28a 29 30 31 31a 32 32a 33 34

35 35a 36 37 37a 38 38a 39 40 40a 41
                                               
 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.