
Nelle prime ore del 10, molti dei paracadutisti nemici venivano catturati
dai nostri reparti. Ma gli altri reparti della 1a divisione britannica e
della 82a americana, che si erano dispersi durante il lancio, compivano azioni di sabotaggio e di disturbo alle spalle dei reparti costieri
italiani. Intanto, per tutta la giornata del 10 i gruppi mobili ed i gruppi
tattici italiani (di effettivi non eccedenti il reggimento) conducevano violenti
e ripetuti contrattacchi contro i reparti americani e britannici, specie contro questi ultimi, nella zona di Siracusa. Ad Augusta, invece, non
ancora investita nè da terra nè dal mare, l'ammiraglio Leonardi, comandante
della piazza, faceva distruggere le difese costiere (circa 200 cannoni);
autodistrutti anche il Centro radio della base di Augusta ed un treno armato.
Su tutta la regione che comprendeva le teste di sbarco, erano sempre presenti i nostri aerei e quelli della Luftwaffe, che martellavano senza soste
le navi ed i reparti di invasione. La sera del 9 venivano silurati 4
piroscafi, ed il giorno 10 affondati il cacciatorpediniere americano Maddox, il
dragamine Sentine e numerosi mezzi da sbarco. Nella foto in alto un convoglio anglo-americano attaccato dalla nostra aviazione. In
basso una nave americana, carica di munizioni, salta in aria centrata in pieno.
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