2a Guerra Mondiale 1943-14/A


La battaglia dell'Atlantico


Inno Surinam 



Man mano che si veniva ad affermare la tattica dei « branchi di lupi», gli anglo-americani finivano per adottare sistemi di difesa analoghi a quelli di attacco germanici, cioè la riunione dei piccoli gruppi di navi in grossi convogli. Quelli diretti in Russia, raggiungevano la media di circa 50 navi per convoglio. Esse navigavano in formazione serrata, su dieci colonne intervallate approssimativamente di 700 metri. La distanza fra le navi di ogni colonna si aggirava più o meno sul mezzo chilometro. La velocità media di navigazione era di 8 nodi e le navi procedevano a zig-zag. La formazione veniva rotta solo in caso di tempo cattivo o di nebbia. Intorno al convoglio erano le unità di scorta, ed a una certa distanza la scorta indiretta di navi da guerra in caso di attacco da parte di navi di superficie nemiche. Nella foto in alto un trasporto alleato incendiato sta affondando. Al centro il fotografo di un sommergibile italiano ha colto l'attimo in cui la nave di un convoglio anglo-americano viene finita da un siluro. In basso attacco notturno da parte di un «branco di lupi». L'orizzonte è rischiarato da bagliori di esplosioni e di incendi. 



Nei primi mesi del 1943 i successi germanici nella battaglia dell'Atlantico divenivano sempre meno evidenti e sempre maggiori le perdite di sommergibili. Nel mese di febbraio gli U-Boote non rientrati alla base furono 19 in marzo e 15 in aprile. Più indicative le cifre relative agli affondamenti delle navi mercantili in questi ultimi due mesi. In marzo i sommergibili affondavano 514.744 tonnellate di naviglio, che scendevano a sole 241.687 in aprile. Nella foto a sinistra in alto alla ricerca del nemico sulla torretta ghiacchiata di un sommergibile nell'Atlantico del nord. A sinistra al centro un U-Boote nei mari dell'America centrale. In basso a sinistra un sommergibile germanico rientra alla base. In alto a destra il rientro vittorioso di un U-Boote. Sulla torretta, le bandierine indicano le navi affondate. In basso a destra l'Ammiraglio Donitz, comandante delta flotta sottomarina tedesca, osserva una carta geografica dell'Atlantico con gli ufficiali del suo Stato Maggiore nella sede del suo Comando.



Il mese di maggio del 1943 segnava il capovolgimento della situazione nella battaglia dell'Atlantico. Gli anglo-americani iniziavano una violenta offensiva aeronavale contro i sommergibili, attaccandoli ripetutamente perfino in vicinanza delle basi, nel Golfo di Biscaglia. Venivano così affondati in questo mese, 37 sommergibili, cioè il 30% delle unità di questo tipo in mare in quel periodo. Di conseguenza diminuivano le cifre delle perdite Alleate: 199.409 tonnellate di naviglio mercantile, cioè 50.000 tonnellate in meno del mese di aprile. Nella foto una drammatica sequenza della caccia ai sommergibili. In alto a sinistra e a destra un U-Boote centrato in pieno da una bomba d'aereo. Al centro il sommergibile tedesco colpito, sta per affondare. Nella foto in basso solo una larga chiazza di olio e molti relitti restano a testimoniare la fine di un corsaro degli abissi.



Nello stesso periodo in cui rallentava il ritmo degli affondamenti da parte dei sommergibili, cresceva enormemente la produzione delle navi mercantili ad opera dei cantieri americani. Così nella prima metà del 1943, per la prima volta dall'inizio della battaglia dell'Atlantico, la produzione di nuove unità mercantili superava, sempre più largamente la cifra delle perdite. Da allora le perdite decrebbero costantemente fino a divenire insignificanti. In alto a sinistra attacco aereo ad un sommergibile. Sono visibili, nel cerchietto, due bombe che stanno cadendo presso l'unità tedesca. In alto a destra un dirigibile ha affondato un sommergibile. Questo nuovo mezzo venne usato dagli americani nel 1943 ed ottenne sensibili risultati. In basso impossibilitato ad immergersi un sommergibile tedesco viene finito a colpi di bombe dagli aerei della difesa U.S.A.



In seguito alle gravi perdite subite, nel giugno 1943 il Comando tedesco sospendeva la battaglia sottomarina per riorganizzare le proprie forze e dotarle, di nuovi mezzi adatti a superare la situazione sfavorevole. Si dotavano le unità, in servizio di un più forte armamento contraereo e si intensificavano gli studi dei nuovi sommergibili tipo « Walther », ad alta velocità in immersione. Intanto, nel mese di giugno, gli affondamenti di navi alleate toccavano la cifra insignificante di 21.579 tonnellate. Questa nuova situazione induceva l'Ammiragliato britannico ad autorizzare a viaggiare isolate, le navi che volessero farlo. In alto un troncone di nave spaccata in due da un siluro, alcuni membri dell'equipaggio si allontanano a nuoto. In basso si apprestano le prime cure, su una nave americana, ai naufraghi di una petroliera affondata e letteralmente coperti di nafta.


Politica in guerra: il Giro di Valzer.

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