2a Guerra Mondiale 1943-14


Incontri diplomatici


Inno Giordania 



29 maggio 1943. Conferenza di Algeri. Nella villa di Eisenhower ad Algeri si riunivano Churchill ed i capi militari inglesi ed americani dello scacchiere mediterraneo. Veniva discussa tutta la situazione militare europea, ma il problema fondamentale era costituito dalla decisione di procedere all'attacco dell'isola di Pantelleria prima e della Sicilia poi. In alto Churchill, Roosevelt e Mackenzie King a Washington. In basso la conferenza di Algeri. Da sinistra a destra: Eden, l'Amm. Cunninghan, Churchill, il gen. Alexander, il gen. Marshall, il gen. Eisenhower ed il gen. Montgomery.


Per tutto il 1943 i capi militari e politici Alleati si incontravano ripetutamente per concertare lo svolgimento delle operazioni militari ed il mutare della situazione politica che parevano decisamente volte a favore degli anglo-americani. Dal 12 al 29 maggio 1943 avveniva l'incontro di Washington tra Churchill e Roosevelt. Nella foto in alto una riunione di esperti militari a bordo della «Queen Mary », durate il viaggio di Churchill verso Washington. In basso lord Halifax (sottosegretario agli esteri inglesi), Eden (Ministro degli esteri inglese) e Cordell Huil (Segretario di Stato USA).


Dopo la conquista dell'Africa settentrionale, gli anglo-americani potevano stabilire su quelle coste un certo numero di basi aeree per l'attacco al territorio metropolitano ed alle isole Italiane. La sbarco in Sicilia era già, deciso e le aviazioni britannica ed americana cercavano, con intense azioni, di porre delle premesse favorevoli allo sbarco. Particolarmente violente le incursioni in massa, i primi « bombardamenti a tappeto » degli apparecchi americani sulle città d'Italia, e specie sulle basi navali, per neutralizzare la flotta. In alto una formazione di « fortezze volanti » americane in volo di guerra sui cieli italiani. In basso l'attacco aereo al porto di La Spezia. Le bombe cadono vicino alla nave da battaglia Littorio.

La battaglia dell'Atlantico




Nel corso della battaglia dell'Atlantico, specie nello scacchiere settentrionale dove si svolgeva il traffico dei rifornimenti anglo-americani alla Russia ed i tentativi tedeschi di interromperli con decise azioni di sommergibili, la lontana isola d'Islanda assumeva una particolare importanza. Essa era stata occupata il 7 luglio 1941 dalle truppe americane. Nel dicembre dello stesso anno, con l'entrata in guerra degli Stati Uniti, l'Islanda era divenuta apertamente la maggiore bae, sopratutto aerea, per gli attacchi ai sommergibili germanici. Essa si trovava proprio al centro della rotta tra gli Stati Uniti e la Russia settentrionale, ed il suo possesso serviva a mantenere sotto un ombrello aereo quasi costante i convogli in rotta per Murmansk ed Arcangelo, Nella foto in alto la curiosa ripresa di un varo in un cantiere fluviale americano. La nave viene fatta scivolare di fianco, invece che di prua avviene per i vari in mar e Nella foto in basso un trasporto americano sbarca rifornimenti U.S.A. in un porto islandese.


Tra la fine del 1942 e gli inizi del 1943 l'offensiva sottomarina germanica veniva intensificata raggiungendo brillanti risultati. Ad essa partecipavano con valore i sommergibili italiani della base atlantica di Bordeaux. Nel 1943 giungevano nelle basi atlantiche perfino sommergibili nipponici. Essi però, in genere, più che vere e proprie azioni di guerra, compivano missioni di scambio, trasportando dal Pacifico all'Europa e viceversa, materiali preziosi alla produzione bellica delle potenze del Tripartito. Allo stesso compito erano adibite anche navi mercantili italiane che più d'una volta riuscirono a superare il blocco aereo e navale nemico nei loro avveriturosi viaggi di andata e ritorno. In alto un sommergibile nipponico in Atlantico, insieme ad unità germaniche. In basso le autorità navali tedesche visitano il sommergibile ricevute dallo stato maggiore dell'unità.


Negli ultimi mesi del 1942 si svolgevano nell'Atlantico del nord le più dure battaglie tra convogli e sommergibili. Questi ultimi, per poter agire a dispetto delle misure di protezione aeronavale e dei nuovi mezzi di ricerca usati, come l'« asdic » ed il « radar », avevano assunto la tattica dei « branchi di lupi », cioè dell'azione in massa di intere mute di sommergibili che scompaginavano il convoglio e poi affondavano le navi isolate e disperse. Alcune volte furono gli stessi Alleati a dare l'ordine di dispersione, allorché si temeva imminente un attacco delle navi « corsare » della Marina del Reich. Di questa dispersione approfittavano i sommergibili per compiere la strage. Nella foto in alto un convoglio diretto in Russia. In basso le unità, di scorta al convoglio, lanciano in continuazione bombe di profondità contro l'insidia dei sommergibili dell'Asse.


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