2a Guerra Mondiale 1943-13 (1940-1941)


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Aspetti sleali della guerra


Inno Ungheria 



18 giugno 1940. Prima missione di una nave-ospedale italiana. L'« Aquileia » parte da Napoli per recarsi in Libia, a Bengasi ed a Tobruk, allo scopo di rimpatriare i feriti ed i malati e lasciare più completa disponibilità, ai posti di soccorso e di cura libici, in previsione delle esigenze di guerra. La nave viaggia secondo le modalità regolamentari: dipinta interamente in bianco, con piena illuminazione durante la notte, grosse croci rosse visibili da ogni lato, a bordo solo personale sanitario o ricoverati o soccorsi. Nei primi mesi queste unità non venivano fatte segno ad azioni ostili. La prima nave ospedale ad essere colpita fu la « Arno », incendiata nel porto di Napoli durante un bombardamento aereo. Nella foto in alto la «Tevere », affondata il 15 febbraio 1941 al largo di Tripoli su bassi fondali. In basso una nostra nave ospedale in fiamme dopo un attacco aereo nemico.



22 gennaio 1941. Un altro attacco aereo compiuto contro una nave ospedale italiana. La nave « Orlando», benchè interamente illuminata e pur avendo trasmesso i segnali regolamentari, veniva ripetutamente attaccata da aerei nemici con bombe e spezzoni sulla costa libica, mentre era alla fonda a Ras Bilal. Nello stesso mese, oltre alla perdita della « Tevere», veniva mitragliata e bombardata la nave-ospedale «Po», in navigazione da Napoli a Bengasi. Ma l'episodio più grave si verificava il 14 marzo 1941 quando un aereo silurava la stessa «Po» nella rada di Valona, affondandola. Nella foto in alto la nave-ospedale «Po», munita di tutti i segni di riconoscimento. In basso a sinistra il ponte della nave-ospedale «Virgilio», colpita a Tripoli con bombe incendiarie e dirompenti (9 luglio 1941). In basso a destra ciò che restava della «Po» a Valona, dopo l'attacco.







9 settembre 1942. Nuovo grave episodio di violazione delle convenzioni evidentissimi. Inoltre tra il 1941 ed il 1942 andavano perdute altre 3 navi internazionali. La nave ospedale « Arno » è silurata ed affondata da un aereo sulla lotta Napoli-Tobruk, benchè navigasse a luci accese e segnali di questa categoria. « Orlando », « S. Giusto» e « Città di Trapani». Nello stesso periodo venivano fatte segno a ripetuti attacchi di aerei e sommergibili le unità ospedaliere « Aquileia » ,«  Meta », « Sicilia » e « Toscana ». Nel 1943, era, affondata da bombardamento aereo la «Sicilia» (4 aprile), colpita la « Capri» ripetutamente (11, 18 e 21 aprile), e nuovamente bombardate la «Virgilio», la « Aquileia» e la « Toscana». Il 5 maggio 1943, altro gravissimo, episodio: la nave ospedale «Principessa Giovanna» ripetutamente bombardata e mitragliata, in pieno giorno, da, aerei americani al largo di Tunisi. In alto la «Principessa Giovanna». In basso impressionanti documentazioni dei danni subiti della unità dopo gli attacchi.



Sullo stesso piano delle navi-ospedale per abnegazione e sacrificio, vanno posti anche gli apparecchi del soccorso aereo, che svolsero, per tutta la durata della guerra, un'opera veramente inestimabile, sprezzando i frequentissimi attacchi da parte delle aviazioni inglese ed americana. Nella foto in alto un aereo della. C.R.I. impegnato nel soccorso dei piloti di un nostro aereo abbattuto. In basso da sinistra le crocerossine volontarie Maria Pederici, Wanda Secchi, Ennia Tramontani, cadute durante il siluramento della nave ospedale «P0» nella rada di Valsane il 14 marzo 1941.


7 aprile 1943. Incontro Mussolini-Hitler a Salisburgo, protrattosi per tre giorni. In questo incontro il Capo del governo italiano ed il Capo del III Reich prendevano in esame la situazione generale della guerra e si accordavano sulle prossime misure politiche e militari da prendere per fronteggiare gli avvenimenti che andavano assumendo una piega sempre più sfavorevole alle potenze dell'Asse e del Tripartito. Oltre all'incontro dei due Capi di Stato, aveva luogo anche quello alla presenza dello Stato Maggiore della Wehrmacht, dove venivano discussi i particolari tecnici. In alto l'amm. Raeder, il gen. Zeitzler, Mussolini, il mares. von Rettici, Hitler ed il mares. Obring. In basso il saluto di Hitler alla partenza di Mussolini.


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