2a Guerra Mondiale 1943-12/A


La guerriglia nei Balcani


Inno Madagascar 






Fra le più forti unità dell'esercito croato erano i reparti bosniaci, che portavano il caratteristico fez rosso delle popolazioni musulmane. Questi reparti costituivano alcune grandi unità comandate da propri ufficiali, ed operavano ad un livello di assoluta parità con le truppe italiane e germaniche. Nella foto in alto a sinistra il Gran Mufti di Gerusalemme, che durante la guerra si era rifugiato nei territori controllati dalle potenze dell'Asse e svolgeva attivissima propaganda a favore degli italo-tedeschi, ispeziona i propri correligionari di un reparto di « SS» bosniache. Al ceritro a sinistra un partigiano catturato dagli italiani. In basso a sinistra fanterie italiane in azione di rastrellamento. In alto a destra quattro eroici combattenti italiani in Balcania, decorati di Medaglia d'Oro. 1) Il Commissario Civile Giuseppe Libassi, trucidato dai partigiani slavi. 2) Il Capomanipolo Salvatore Venere, sacrificatosi per la salvezza del suo reparto. 3) L'artigliere Luigi Priveato che, ferito più volte, proseguiva il fuoco cadendo eroicamente. 4) Il Capomanipolo Renato Gregorio, caduto gloriosamente di fronte al nemico, In basso un'operazione di rastrellamento.



Col passare del tempo le azioni di sabotaggio e le atrocità più impensabili compiute dai partigiani sugli avversari catturati, divenivano sempre più frequenti. La popolazione di intere zone della Jugoslavia collaborava attivamente con i guerriglieri, mentre altre zone restavano fedeli al governo croato ed ai reparti di occupazione dell'Asse. Particolarmente tra i partigiani comunisti di Tito, erano frequenti le donne, che si distinguevano per combattività e per ferocia. Tra azioni di sabotaggio ed azioni di repressione, la guerriglia infuriò fino all'arrivo delle truppe sovietiche, che si congiunsero alle formazioni partigiane, ormai divenute esercito. In alto a sinistra militari italiani di sentinella presso un treno sabotato dai guerriglieri. In alto a destra si recuperano le vittime della ferocia partigiana slava. In basso irregolari jugoslavi davanti ad un plotone di esecuzione.


L'Inghilterra in guerra: un fiore e una prece.

I sommergibili perdono
la battaglia
dell'Atlantico



Nel giugno del 1940, all'atto della entrata in guerra dell'Italia, la nostra Croce Rossa apprestava le prime navi-ospedale: « Aquileia », « California » 
e «Po ». Tali navi dovevano poi, nel corso del conflitto, divenire 19, suddivise in tre categorie: Grandi Unità Ospedaliere (7 unità attrezzate ciascuna per circa 800 ricoverati), Unità Medie da Trasporto (5 navi di medio tonnellaggio, per brevi percorsi), e Piccole Unità di Soccorso (7 unità adibite a compiti costieri). Le navi-ospedale godono della speciale immunità che è loro accordata dalla Convenzione dell'Aja, firmata da tutti i paesi. Ma spesso, durante l'ultima guerra, le nostre navi-ospedale vennero fatte segno ad attacchi proditori da parte britannica e 9 di esse furono affondate. Nelle foto: uno dei manifestini lanciati, nonostante i frequenti attacchi, da aerei inglesi su una nostra nave ospedale. Esso invita monumento d'impudenza le nostre unità a mettersi sotto la protezione delle navi da guerra di S. M. Britannica contro gli « aggressori » nazisti.

I SOMMERGIBILI PERDONO LA BATTAGLIA DELL'ATLANTICO

Con la perdita dell'Africa settentrionale cessava per l'Italia la guerra delle comunicazioni marittime tra il territorio nazionale e la « Quarta sponda ». Prima di chiudere questo doloroso capitolo, è necessario e doveroso ricordare il sacrificio delle nostre « navi bianche », le navi-ospedale, delle quali non avevamo ancora fatto menzione. L'opera, di queste unità risultò in tutta la sua imponenza dalle cifre che le riguardano. In tre anni di guerra esse effettuarono ben 596 missioni, percorrendo complessivamente 310,524 miglia marine, e rimpatriarono 250.000 feriti e malati. Questa opera si è svolta in mezzo ai pericoli della guerra, che non sempre ha rispettato le navi bianche garantite dalle convenzioni internazionali. Dal 1940 al 1943, infatti, esse venivano spesso fatte segno ad azioni belliche da parte di aerei e sommergibili nemici, molte volte venivano colpite e 9 di esse, su un totale di 19 unità impiegate, venivano affondate. Analogamente alle navi-ospedale, gli apparecchi del Soccorso Aereo della Croce Rossa Italiana si prodigavano senza soste per il salvataggio di naufraghi e dispersi in mare. E spesso anche questi venivano attaccati ed abbattuti dall'aviazione anglo-americana benché muniti di tutti i segni di riconoscimento. Agli equipaggi di questi apparecchi, ed a quelli delle navi-ospedale, ai caduti ed ai dispersi del personale sanitario su tutti i fronti, va la memore riconoscenza degli italiani. L'anno 1943 era contraddistinto da una intensa attività politica e da numerosi incontri dei Capi delle principali potenze belligeranti. Nel campo dell'Asse avveniva, nella prima metà dell'anno, il convegno di Salisburgo, dove si incontravanoMussolini ed Hitler per discutere della situazione politica e militare. Da parte degli Alleati, si avevano la conferenza di Algeri, dove veniva decisa l'invasione della Sicilia, e l'incontro tra Churchill e Roosevelt a Washington. Nello stesso periodo si andava facendo sempre più accentuata la preponderanza aerea degli anglo-americani. Sopratutto nel Mediterraneo, lo scacchiere di massimo impegno in quel momento per gli Alleati. Infatti le incursioni in massa sulle città italiane divenivano quotidiane, giovandosi delle nuove basi dell'Africa settentrionale, e tendenti a fiaccare l'Italia per il giorno dell'invasione della Sicilia. Particolare, impegno veniva messo negli attacchi alle basi navali, allo scopo di mettere fuori combattimento la ancora potente e temibile flotta italiana. Nello stesso quadro della intensificata guerra aerea degli Alleati rientra l'operazione compiuta da 19 quadrimotori da bombardamento britannici tipo «Lancaster» contro le dighe di Mòhne e di Eder nella Ruhr. Con questo attacco, studiato nei minimi particolari e condotto con speciali accorgimenti, venivano colpite le due dighe, con conseguente allagamento di una vasta zona e sopratutto con una forte diminuizione della produzione industriale germanica nel bacino industriale della Ruhr. Il mese di maggio del 1942 segnava inoltre il capovolgersi della situazione, fino allora favorevole ai tedeschi, nella battaglia dell'Atlantico. Con questo mese le cifre del naviglio affondato sono definitivamente superate da quelle che indicano il naviglio mercantile costruito. Ciò vaattribuito anzitutto ai primi frutti del gigantesco programma di costruzioni navali iniziato, e condotto in un crescendo continuo, dagli Stati Uniti, non a caso denominati « l'arsenale delle democrazie ». Contemporaneamente all'aumento delle costruzioni navali, gli anglo-americani iniziavano una offensiva contro , gli U-Boote che diveniva sempre più violenta e totale. Ben presto le conseguenze a questa offensiva, condotta con le navi e con gli aerei, si facevano sentire. La cifra di 800.000 tonnellate, mensili di naviglio mercantile Alleato colato a picco e che era stata superata nel giugno e nel novembre del 1942, nel marzo del 1943 scendeva a 514.744 tonnellate, ed in aprile dello stesso anno a 241.687. Le perdite dei sommergibili dell'Asse in Atlantico, salirono a 19 unità nel febbraio 1943, 15 in marzo e 16 in aprile, nel mese di maggio l'offensiva aeronavale contro i sommergibili raggiungeva una intensità mai conosciuta prima d'allora. Essa era portata direttamente nel Golfo di Biscaglia, cioè al largo delle basi medesime dei sommergibili operanti in Atlantico. Cosi venivano distrutti, nel maggio 1943, ben 37 U-Boote, cioè il 30% circa di tutti quelli in servizio in quel periodo. Anche le cifre dei successi dell'Arma sottomarina germanica calavano sensibilmente, segnando a 199,409 il tonnellaggio delle navi nemiche affondate. Nel mese seguente questo diminuiva ancora raggiungendo la esigua cifra di 21.759 tonnellate. Ciò avveniva anche perchè l'ammiraglio Donitz, visti i risultati del mese precedente, aveva ordinato alle sue unità una sosta nella battaglia dell'Atlantico. Ma questo provvedimento non impediva agli anglo-americani di affondare egualmente, nel mese di giugno, 17 U-Bootes. In questa sosta nella battaglia, Dònitz studiava rimedi per operare malgrado l'azione Alleata. Anzitutto un più forte armamento contraereo, che passava dalle 2 o 3 mitragliere ordinarie a 6 pezzi contraerei, ed a volte fino ad 8 mitragliere pesanti da 20 mm., eliminando il cannone da 88 o 105. Poi una accelerazione negli studi dei sommergibili con motore tipo « Walther » a perossido d'idrogeno, che avrebbe consentito una più elevata velocità in immersione. Ma questi mezzi non furono impiegati prima del 1944, quando le sorti della guerra erano già irrimediabilmente decise. Infine veniva stabilito l'aumento della produzione mensile di sommergibili, da 30 a 40 unità. Anche questa decisione venne messa in pratica con una certa relatività, date le peggiorate condizioni dell'Industria germanica. In ogni modo, alla ripresa degli attacchi, la Arma Sottomarina del Reich poté segnare al suo attivo nuovi successi, ma non raggiunse mai quella situazione di dominio dei mari che aveva avuto sia nella guerra 1914-'18 che nella seconda guerra mondiale fino al 1942.


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