2a Guerra Mondiale 1943-11/A


La controffensiva Tedesca


Inno Perù 



Ai primi di marzo, le truppe germaniche lanciavano una violenta controffensiva nel settore di Jzium, contro l'Armata corazzata russa del generale Popov che, superato il Donata, si avvicinava al Dnjeper. Sin dall'inizio la azione tedesca otteneva successo, e l'Armata di Popov, battuta, si ritirava sulle posizioni di partenza. Le unità della Wehrmacht proseguivano nella spinta offensiva ed eliminavano tutte le posizioni russe ad occidente del Donata, riportando la linea del fronte lungo l'alto corso del fiume. Nella foto in alto soldati germanici avanzano su un carro armato di costruzione francese, un « Renault » rimesso in efficienza ed entrato in servizio nella Wehrrnacht. In basso truppe d'ansito tedesche espugnano una posizione russa.

Mentre si sviluppava la controffensiva germanica sull'alto corso del Donetz, proseguiva la offensiva sovietica su tutto il restante arco del fronte. Nella testa di ponte del Kuban. la « 5a' » Armata sovietica non riusciva però, nonostante i pesanti attacchi, ad avere ragione della accanita difesa tedesca. La speranza di eliminare la testa di ponte tenuta dalle truppe germaniche si rivelava poi irrealizzabile quando queste ultime lanciavano poderosi contrattacchi. Infine sopraggiungevano le inondazioni provocate dalle piogge, rendendo impraticabile il settore. I tedeschi approfittavano della situazione favorevole per riordinare le proprie forze ed investire con estrema violenza due divisioni sovietiche rimaste confinate sopra a una esigua striscia di terra emergente dalle acque. Nella foto a sinistra in alto una unità di granatieri corazzati germanici in marcia verso il nemico. A sinistra al centro « uova per i russi », sta scritto su una bomba agganciata sotto la fusoliera di un aereo germanico. A sinistra in basso un carro russo distrutto durante la controffensiva tedesca. A destra in alto un treno armato sovietico messo fuori combattimento. A destra in basso una posizione tedesca nel Kuban.


19 marzo 1943. La controffensiva tedesca si sviluppava a nord di Jzium nel settore di Charkov, travolgendo le unità sovietiche che vi avevano da poco rimesso piede. La resistenza dei russi non fu sufficiente ad arrestare le massicce puntate condotte dalle truppe di von Manstein. Il 15 marzo i tedeschi penetravano nuovamente nella città contesa ed iniziavano una nuova battaglia fra le macerie. Questa aveva termine il 19, allorchè le unità germaniche restavano padrone assolute di Charkov. Secondo fonti russe, i tedeschi avrebbero impiegato, in questa controffensiva, ben 27 divisioni, delle quali 11 corazzate. In alto carri pesanti della Wehrmacht in azione nell'abitato di Charkov. Al centro Carri armati e fanterie del Reich avanzano fra le macerie, ancora una volta vittoriosi. Nella foto in basso una colonna motorizzata procede verso il centro della città.


Nell'ultima decade di marzo, le truppe tedesche rastrellavano i reparti sovietici isolati nell'abitato di Charkov e nei dintorni della città, catturando numerosi prigionieri. Una grossa sacca a sud della città, ove erano rinchiuse cospicue unità russe, veniva eliminata, e con essa le forze nemiche. L'offensiva germanica proseguiva intanto ad est e sud est di Charkov, ottenendo ancora numerosi successi. Fra gli altri, era riconquistato l'importante centro di Ciuguev. In alto cadaveri russi sulla neve a Charkov. In basso un mezzo corazzato tedesco raggiunge la periferia della città.


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