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2a Guerra Mondiale 1943-1 |
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La caduta di Tripoli |
Inno Pakistan |
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| Gli inglesi salutarono l'occupazione di Tripoli come un grande
avvenimento. Essi chiudevano così una lunga, dura, sanguinosa campagna che
li aveva portati sull'orlo del disastro: una campagna che aveva minacciato di cacciarli per sempre dal Mediterraneo e che avrebbe dovuto
risolversi vittoriosamente per noi senza gli errori e i tradimenti che
pugnalarono alle spalle i combattenti della Marmarica e di El Alamein. Nella foto in alto a
sinistra le cornamuse scozzesi aprono la parata militare con cui i britannici celebrarono l'occupazione di Tripoli. Al centro a
sinistra tra gli arabi che applaudono c'è anche qualche italiano indegno
di questo nome che ha dimenticato la Patria e che ride sul sacrificio dei
propri fratelli. Uno spettacolo che purtroppo si ripeterà anche in
territorio nazionale. In basso a sinistra le truppe britanniche schierate
davanti al Castello per la cerimonia dell'insediamento del governatore
militare. In alto a destra all'aeroporto di Castel Benito le squadre dei
pionieri hanno lavorato bene: tutti gli apparecchi inefficienti che non è stato
possibile portare in Tunisia sono stati distrutti con cariche di esplosivo.
Uguale fine hanno fatto tutte le attrezzature del campo. In basso a
destra carristi britannici salutano la bandiera inglese levata su Tripoli. |
La battaglia di Tunisia
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| Abbandonata la Libia, l'Armata italiana, con i pochi residui delle unità
tedesche, si porta in Tunisia ove in pochi giorni, con un'operazione
audacissima e tecnicamente perfetta, la Marina ha trasportato un intero
corpo di spedizione. Qui, sulla linea del Mareth, si appresta la prima linea
di resistenza. La consegna è di tenere il fronte il più a lungo possibile
onde evitare il congiungimento tra l'armata del gen. Montgomery e quella del gen. Clark che avanza dall'Algeria. Le truppe sono al comando del
Generale Messe, già comandante del CSIR in Russia. Lo schieramento viene completato in pochissimi giorni. Il 28 gennaio, a cinque giorni dallo
sgombero di Tripoli, le nostre truppe sono nuovamente pronte a
combattere. Nella foto in alto sulla linea del Mareth, il generale Messe,
circondato dal suo stato maggiore, segue l'andamento delle operazioni. In
basso, da sinistra a destra il Generale Messe, comandante delle truppe
operanti in Tunisia. Il generale von Arnim, comandante delle truppe tedesche in Tunisia. Il gen. Clark, comandante della « 5* » Armata americana
in Africa. Il generale Montgomery, comandante dell'« 8' » armata britannica. |
Bombe sull'Italia
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| Con lo sgombero della Libia, i britannici si trovarono a disporre di una
catena di basi aeree assai vicine al nostro territorio metropolitano e
poterono iniziare quella serie di bombardamenti terroristici che ebbe fine solo
nel 1945. Salvo rarissimi casi, i bombardamenti, in genere effettuati da
quadrimotori americani di giorno e da bimotori britannici la notte, non avevano come obiettivo istallazioni di interesse militare. Lo scopo di questo
martellamento dall'aria era di fiaccare la resistenza morale degli italiani,
di provocare la paralisi della vita produttiva del paese, di disorganizzare
le comunicazioni, l'amministrazione, insomma l'esistenza stessa degli
italiani. Nella foto in alto a sinistra distruzioni nel porto di Genova. Al
centro a sinistra i portici di Torino semidistrutti dalle bombe. In basso
a sinistra una incursione su Taranto. Questa volta non sono state colpite le navi. In alto a
destra una foto di fonte inglese sul bombardamento di Genova del 13-14 Novembre 1942. In
basso una via di Savona colpita. |
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