2a Guerra Mondiale 1942-7/A


Italiani all'assalto


Inno Maldive 



L'Asse, per l'offensiva in Africa settentrionale, aveva concentrato in Libia circa 1400 apparecchi di tipo modernissimo. Anche se gli inglesi contrapponevano un numero quasi uguale di aerei, gli italo-tedeschi ottennero il dominio dell'aria e ciò soprattutto per l'audacia con cui utilizzarono le basi avanzate. Una foto eccezionale l'attimo in cui un « F.W. 190 » della Luftwaffe, caccia bombardiere di altissima qualità, distrugge un carro inglese.

Caduta Bir Hacheim, distrutto il nerbo dell'armata corazzata britannica, la via verso Tobruk è ormai aperta. E mentre il gruppo corazzato inizia l'inseguimento delle residue forze nemiche verso la Ridotta Capuzzo e il confine egiziano, i corpi d'armata italiani procedono al nuovo assedio della piazzaforte. E' il 16 giugno e durerà soltanto cinque giorni. Nella foto in alto a sinistra una pattuglia di guastatori italiani si avvicina, sotto il tiro nemico, ai reticolati di un caposaldo britannico di Tobruk. Al centro a sinistra la carica di dinamite viene deposta fra i reticolati. In basso a sinistra la carica è esplosa. La fanteria avrà via libera. In alto a destra questo cannone britannico non sparerà più. In basso a destra il cartello messo dai soldati tedeschi non serve a molto ma è utile a tenere alto il morale. Se Mannheim e Amburgo sono lontane, Alessandria è vicina.

La riconquista di Tobruk




20 giugno 1942. Rommel, lasciata sul confine egiziano una divisione leggera di copertura, torna con le sue forze corazzate (fra le quali c'è la magnifica « Ariete ») verso Tobruk per partecipare all'investimento della fortezza. Il contributo è decisivo. Dopo una giornata di martellamento da terra e dal cielo, il presidio inglese capitola. Nella foto in alto morte e distruzione nei capisaldi di Tobruk. In basso la stupefacente precisione del tiro dei nostri carri dimostrata dai colpi andati a segno sulla corazza protettiva di un anticarro inglese, tre centri su un bersaglio di un metro.

Dopo 18 mesi di occupazione britannica, Tobruk è tornata ad essere italiana. In alto a sinistra i plenipotenziari inglesi trattano la resa. Al centro a sinistra nel porto, seminato di relitti, fumate nere segnano il luogo ove i britannici avevano ammassato i rifornimenti in vista di un lungo assedio. In basso a sinistra anche la chiesa brucia, a Tobruk. In alto a destra reparti della Marina italiana (« San Marco ») prendono possesso del porto. Al centro a destra i prigionieri britannici, in lunghissime file, vengono avviati a Tripoli per essere trasportati in Italia. In basso a destra nella casa del Fascio gli inglesi avevano sistemato la polizia militare. Sul muro sbrecciato i segni di due occupazioni.


A Tobruk i britannici lasciarono nelle nostre mani, oltre ad una enorme quantità di materiale bellico di ogni genere, sette generali e trentacinquemila uomini. Fu la più clamorosa sconfitta subita dall'esercito inglese in tutte le campagne africane. Nella foto in alto un punto di concentramento per i prigionieri inglesi. In basso su un muro di Tobruk « tommy » in vena di umorismo, aveva disegnato la... parabola discendente del soldato britannico. Elegantissimo a Londra, meno elegante nel Midland (in addestramento), un po' trasandato ai Cairo, diventa sporco, barbuto e lacero in Libia. Dopo l'occupazione, un ignoto soldato italiano vi ha aggiunto il suo commento salace.


Soldati di S. M. Britannica: corti e lunghi.

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