2a Guerra Mondiale 1942-7


Lo scontro della Sirte


Inno Haiti 



2 aprile 1942. Mussolini e Hitler si incontrano a Salisburgo. Durante i colloqui, cui parteciparono i capi di stato maggiore Keitel e Cavallero, fu esaminata la situazione militare sui valli fronti di guerra. Particolare attenzione fu dedicata dai due capi dell'Asse agli avvenimenti in Libia e nel Mediterraneo. Fu anche ventilata la possibilità di procedere all'attacco di Malta, per eliminare definitivamente quel pericoloso cuneo nemico nello schieramento italo-tedesco. A questo scopo fu anche approntato un piano dettagliato di operazioni che però non fu mai messo in esecuzione. Nel convegno di Salisburgo fu anche deciso di rinforzare il CSIR con nuove divisioni, fino a dargli la consistenza di un'armata.

6 maggio 1942. Nel Mar Nero fa la sua comparsa una flottiglia della Marina italiana. Il trasferimento per via di terra (lo stretto dei Dardanelli era chiuso alla navigazione delle navi da guerra belligeranti) di quattro MAS da venticinque tonnellate, di sei sommergibili da trenta tonnellate, di sei motoscafi siluranti e di cinque barchini esplosivi (altri quattro MAS giunsero successivamente) fu reso possibile grazie a veri e propri miracoli di abilità tecnica e ad un'infinita pazienza. Basti dire che per far passare gli enormi autotreni che trasportavano gli scafi, fu addirittura necessario demolire, sul lunghissimo percorso, alcuni spigoli di case. La flottiglia, al comando del Capitano di Fregata Mimbelli, prese stanza nella base avanzata di Yalta e da quel porto cooperò alle operazioni di blocco contro Sebastopoli. I suo successi furono clamorosi. Alla loro prima uscita i MAS italiani affondarono due motonavi. Pochi giorni dopo, ben tre sommergibili sovietici colarono a picco sotto i colpi dei nostri MAS e dei nostri « sommergibili tascabili ». Unica perdita italiana: un sommergibile affondato di sorpresa nel porto di Yalta. Nella foto a sinistra i barchini esplosivi della colonna « Moccagatta ». A destra uno dei nostri sommergibili tascabili nel Mar Nero.


Occupata Bengasi (29 gennaio), Maraua (31 gennaio), Cirene (1 febbraio) e Ain el Gazala (4 febbraio), le truppe italo-tedesche sostarono sulle posizioni raggiunte per evitare il pericolo di un ritorno offensivo nemico che le avrebbe trovate in piena crisi di trasferimento. Anzi, il grosso delle fanterie fu lasciato indietro, mentre sul Gebel cirenaico si attestavano solo le forze mobili. Ma qualche giorno dopo, poiché era apparso evidente che gli inglesi non potevano tentare che qualche puntata di alleggerimento, il nostro schieramento fu portato avanti. Era il preludio ad operazioni più vaste. Nella foto in alto carri armati della « Ariete » avanzano nella pianura cirenaica. Al centro avvistato il nemico, i carri si schierano per sviluppare la massima potenza di fuoco. In basso ancora avanti verso Tobruk.

Italiani all'assalto




26 maggio 1942. Le nostre truppe iniziano l'attacco delle posizioni fortificate britanniche di fronte a Tobruk. Il centro del dispositivo avversario è Bir Racheim,, tenuta da un gruppo speciale della Legione Straniera francese e da una brigata indiana. La lotta è furibonda. Gli inglesi, i francesi e gli indiani sono ben fortificati, hanno l'appoggio di grossi nuclei blindati e la cooperazione dei caccia bombardieri. I nostri guastatori, con assalti incessanti, intaccano il dispositivo nemico. La lotta è lunga, accanita ed incerta. Ma, finalmente, nei primi giorni di giugno, la vittoria si delinea, per una brillante azione dell'Ariete e dei panzer tedeschi. Nelle foto tre fasi di un attacco di guastatori italiani a Bir Hacheim.


Il 10 giugno Bir Hacheirn cade. Gli inglesi, vista completamente scoperta la loro ala sinistra, tentano il tutto per tutto con un contrattacco in massa dei loro carri armati. E' la mossa che Rommel attende con certosina pazienza da più di una settimana. Ha preparato, infatti, un vero e proprio agguato in grande stile con i suoi semoventi da S 75 » e da S 88 » e i britannici vi rimangono invischiati. Nella foto in alto l'effetto distruttivo dei panzer di Rommel contro i carri armati britannici. Nella foto in basso un cannone da campagna tedesco batte le posizioni inglesi.


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