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2a Guerra Mondiale 1942-6 |
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Il dominio del cielo |
Inno Jamaica |
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![]() Il blocco di Malta in una cartina esplicativa. Due sono le direttrici dalle quali possono giungere all'isola i necessari rifornimenti: quella di Gibilterra e quella di Alessandria. I convogli in partenza dal Mediterraneo Orientale sono, nel primo tratto, sotto il controllo dei sommergibili dislocati di fronte ad Alessandria e degli aerei delle basi cirenaiche e cretesi. Nel secondo tratto, che è nel raggio d'azione delle navi di superficie, possono intervenire le nostre formazioni navali di Taranto e di Augusta. Infine, nelle acque dell'isola, sono ancora in agguato i sommergibili. Ancor più difficile e rischiosa, per i britannici, la rotta da Gibilterra. Per giungere a Malta, infatti, bisogna superare due strettoie, quella fra la Sardegna e la Tunisia e quella del Canale di Sicilia. Anche qui aerei, sommergibili e navi di superficie si alternano nell'attacco. Ad essi si aggiungono i MAS. Estesi campi minati riducono le possibilità di manovra dell'avversario. Il n. 1 contraddistingue la rotta delle nostre navi di superficie. Il n. 2 gli appostamenti dei sommergibili. Il n. 3 la zona di agguato dei MAS. Il n. 4 i campi di mine. Il n. 5 le zone degli attacchi aerei.
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Ali infrante
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| Nelle due sequenze, la fine di due aerei italiani. A
sinistra un 5.79 viene avvistato da un incrociatore contraereo inglese. Si avvicina, sorvola la unità nemica (è visibile, sotto la fusoliera, il siluro), e punta direttamente sulla nave più grande del convoglio. Ma in questa fase dell'attacco la contraerea lo colpisce e l'aereo si inabissa in mare. A destra l'ammaraggio di fortuna di un ricognitore. Dall'alto in basso l'aereo ha appena toccato l'acqua; nell'impatto ha messo il muso in basso; rischia di capottane; la fine dell'avventura: un caccia inglese raccoglie i superstiti. |
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| Il blocco di Malta, effettuato con notevoli forze aero-navali, non mancò di dare i suoi frutti. Le nostre perdite, per un lungo periodo di tempo,
furono molto basse. In qualche caso, addirittura, mancò ogni iniziativa
di attacco da parte britannica. Ad esempio, il 3 gennaio un grossissimo
convoglio potè raggiungere Tripoli senza il minimo disturbo dell'aviazione inglese. L'ammiraglio Cunningham nota melanconicamente nel suo libro che
fu « una triste storia », resa possibile dal fatto che in quel momento a Malta vi era un solo aereo adatto alla
ricognizione. Così Rommel e Bastico poterono accumulare, fra Tripoli e El Agheila, le forze per l'imminente controffensiva. Nelle foto in alto a
sinistra da un convoglio tedesco si sbarcano a Tripoli carri armati e cannoni per l'Afrika Korp. In basso a
sinistra un grande convoglio con truppe tedesche a bordo in navigazione a sud est di Pantelleria. In alto a
destra un carro armato tedesco viene deposto dalla gru sulla banchina di un porto libico. In basso a
destra due grossi mercantili carichi di rifornimenti navigano in linea di fila scortati da presso da navi italiane. |
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