2a Guerra Mondiale 1942-5


Convogli nell'Artico


Inno Guatemala 




Anche in pieno inverno, contro ogni previsione tedesca, continuò attraverso il porto di Arcangelo l'afflusso dei rifornimenti anglo-americani all'Unione Sovietica. L'impresa fu resa possibile dalla presenza di alcuni poderosi rompighiaccio sovietici che tennero aperto il transito ai convogli. Le navi britanniche, tuttavia, dovettero lottare duramente con le condizioni metereologiche eccezionalmente avverse che spesso misero in pericolo navi da carico e navi scorta. I convogli destinati all'URSS dovettero essere fortemente protetti anche da corazzate, per la minacciosa presenza, nei fiordi norvegesi, della « Tirpitz » e di altre grosse unità germaniche. Nella foto in alto a sinistra un caccia canadese attracca alla banchina del porto di Murmansk. In basso a sinistra una nave scorta britannica ammantata di ghiaccio. In alto a destra pesanti incrostazioni di ghiaccio sui cannoni delle torri binate di una nave da battaglia inglese impegnata nella scorta ai convogli diretti in Russia. In basso a destra su un caccia britannico il ghiaccio appesantisce la battagliola. Nell'Artico ogni ondata si trasforma, dopo pochi secondi, in un muro di ghiaccio..


La guerra tedesco-sovietica sul mare. In alto il grande piroscafo « G. Stanti », catturato dai tedeschi mentre con 7000 soldati sovietici a bordo, tentava di lasciare la base di Hangó in Finlandia, occupata dai russi dopo lo sfondamento della Linea Mannerheim nel 1940, e serrata da presso dalle truppe finniche nel 1941. Al centro l'incrociatore posamine sovietico « Karl Marx » affondato dall'aviazione germanica. In basso nel Mar Nero, mentre si combatte a Kerch e intorno a Sebastopoli, l'aviazione tedesca martella le navi che forzano il blocco. Un trasporto colpito in pieno, affonda.

Il processo di Riom




Febbraio 1942. Il processo di Riom. Il governo di Vichy, retto dal maresciallo Petain, iniziò, dinnanzi all'alta corte di giustizia, un grande processo contro gli uomini politici e militari che, nel giugno del 1940, avevano concorso, con la loro incapacità al crollo della Francia. Sul banco degli imputati apparvero l'ex primo ministro Daladier, il generale Oamelin, l'ex ministro Reynaud e numerosi altri esponenti del governo che avevano dichiarato guerra al Reich. Dal processo apparve chiaro che, prima ancora del disastro militare, i francesi erano stati portati alla rovina da una classe dirigente corrotta e senza principi che non era stata all'altezza degli avvenimenti e aveva perso il controllo dei nervi alle prime difficoltà. Nella foto in alto il Pubblico Ministero pronuncia l'arringa contro gli accusati. Nella foto in basso Churchill passa in rivista un picchetto d'onore a Ottawa, in Canada. Il primo ministro britannico visitò in quell'epoca alcuni paesi del Commonwealth per sollecitare il loro intervento militare e industriale nel conflitto.

Commandos in Norvegia




In Norvegia, dove contro le forze tedesche operavano notevoli nuclei di guerriglieri, i britannici portarono periodicamente all'attacco i loro « commandos ». Questi reparti di guastatori e di sabotatori anfibi, che già avevano dimostrato la loro abile tecnica e la loro ferma determinazione nelle incursioni sulla costa francese, operavano con rapide puntate offensive nei fiordi occupati dai tedeschi, allontanandosi poche ore dopo, una volta distrutti gli impianti portuali. Questa continua attività ottenne importanti risultati pratici, costringendo i germanici a mantenere nei fiordi numerosi contingenti di truppa. In alto a sinistra un'incursione aerea sulla base navale di Herdla, in Norvegia, prelude ad una operazione anfibia. Al centro un « commando » è sbarcato a Vaagso e attacca i caposaldi germanici. In basso nel porto ormai tutto è in fiamme, i guastatori hanno fatto un buon lavoro. A destra dall'alto in basso operate le distruzioni previste, i reparti si radunano nella piazza principale per operare lo sganciamento. I prigionieri tedeschi vengono scortati verso i mezzi da sbarco per essere evacuati. Un ferito, sostenuto da due commilitoni, si avvia al porto. Reimbarc,: mentre affluiscono gli ultimi feriti, i mezzi da sbarco vengono disincagliati dalla spiaggia per riprendere il mare. Fuori del fiordo sono in attesa gli incrociatori e i caccia della scorta che, forti della superiorità navale britannica, hanno reso possibile l'operazione.

Bombe su Malta




La potente base navale di Malta, che rappresentava il cuneo britannico più vicino al nostro territorio nazionale, durante tutto l'inverno del 1941-42 
fu sottoposta, da parte della aviazione italo-tedesca, ad un incessante martellamento. Lo scopo di questa intensa azione di bombardamento era evidente: neutralizzare l'efficenza bellica della base e rendere possibile cosi, senza gravi perdite, l'afflusso dei rifornimenti alle nostre truppe operanti in Africa settentrionale. Tale risultato fu ottenuto. Per lunghi mesi le navi britanniche dovettero tenersi lontane dall'isola e solo con grossi convogli fortemente scortati poterono far affluire a Malta i rifornimenti indispensabili. Nella foto in alto un nostro trimotore si avvicina al porto di La Valletta ormai semideserto. Nella foto in basso le posizioni più importanti dell'isola, che furono colpite con particolare durezza dalla nostra aviazione.


Fronte Russo inverno 1941: Confidenze italiane col "generale inverno".

<< precedente 1942 successiva >>

1 1a 1b 2 2a 2b 3 3a 4 4a 5 5a 6 6a 7 7a 8 8a 9 9a 10 10a 11 11a 11b 12 12a 12b 13 13a 14 14a

15 15a 15b 16 16a 16b 17 17a 18 18a 19 19a 20 20a 20b 21 21a 21b 22 22a 23 23a 23b 24 24a 25 25a 25b 26 26a 27 27a

28 28a 28b 29 29a 30 30a 30b 31 31a 32 32a 33 33a 33b 34 34a 34b 35 35a 36 36a 37 37a 38 38a
                                                             
 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.