2a Guerra Mondiale 1942-4/A


La resistenza Italiana


Inno Arabia Saudita 


31 dicembre 1941. La battaglia sta per finire. A Orlovo, quando i carri tedeschi raggiungono l'abitato, trovano i nostri bersaglieri ancora fermi sulle 
loro posizioni. A Mihailowka gli artiglieri delle batterie a cavallo riconquistano i pezzi abbandonati il giorno prima e li rimettono in efficenza. Il 27 dicembre italiani e germanici sono quasi dovunque sulle posizioni iniziali. Nei giorni successivi, malgrado il rinnovarsi degli attacchi sovietici, prontamente rintuzzati, andranno ancora più avanti e il 31 dicembre, alle soglie dell'anno nuovo, la calma tornerà su tutto il fronte per ilcompleto esaurimento del nemico che ha visto frustrate dalla eroica resistenza dei nostri, le sue ambiziose speranze. In alto a sinistra i fanti della « Celere » in trincea. Al centro a sinistra questo soldato si è creato un vero e proprio fortino di ghiaccio. In basso a sinistra un carro armato sovietico distrutto dal fuoco dei nostri anticarro. In alto a destra la battaglia è finita. Possono finalmente giungere in linea i pacchi di Natale, inviati dalle famiglie lontane. In basso a destra una pattuglia in linea per un contrattacco. 



Le perdite sovietiche durante la fallita offensiva di Natale furono molto gravi. I russi ebbero infatti non meno di 2500 morti e lasciarono nelle nostre
mani 1.500 prigionieri, oltre a un numeroso materiale bellico. Nella foto cadaveri sovietici allineati per essere sepolti. Sensibili furono pure le nostre
perdite. I morti furono 168, i feriti 715, i dispersi 207, i congelati 305. Nelle due foto le onoranze ai nostri caduti. Dinnanzi alle salme coperte di neve
prega un cappellano militare mentre i commilitoni si irrigidiscono sull'attenti. A destra un angolo del cimitero del 3° reggimento bersaglieri













Le Medaglie d'Oro del CSIR nelle battaglie del ciclo operativo invernale. Nelle foto in alto 1) il generale Ugo De Carolis, vice comandante della « Torino », caduto mentre in prima linea animava con l'esempio i suoi uomini. 2) il fante Rosario Randazzo, dell'80° fanteria che, con un braccio completamente asportato, continuò il fuoco della sua mitragliatrice sparando con i denti. 3) il caporale Armando Tortini che portò allo scoperto la sua mitragliatrice onde renderne più efficace il tiro cadendo eroicamente. Nelle foto al centro 1) il sottotenente Fausto Gamba che benchè ferito due volte condusse un pugno di alpini al contrattacco respingendo il nemico. 2) il sottotenente Angelo Vidoletti che cadde prigioniero dopo essere stato ferito nei combattimenti di Natale e fu trucidato dai sovietici per il suo fiero comportamento. 3) il tenente Guglielmo Taralli che attaccate alcune posizioni sovietiche sgominava gli avversari e cadeva alla testa dei suoi uomini in successivi assalti. Nelle foto in basso 1) il bersagliere Guido Cassanelli che accerchiato dal nemico anzichè arrendersi preferiva il combattimento uccidendo sette avversari prima di cadere trafitto dalle baionette nemiche. 2) il caporale Donato Biscese che condusse ripetutamente la sua squadra all'assalto, benchè ferito due volte, cadendo in faccia al nemico. 3) il sottotenente Filippo Nicolai caduto mentre conduceva i suoi uomini in un disperato contrassalto.

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