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2a Guerra Mondiale 1942-4 (1941) |
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Siberiani e Cosacchi |
Inno Canada |
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| 14 dicembre 1941. Conclusesi le operazioni di rettifica del fronte (durante le quali cadde da eroe il vice comandante della Divisione « Torino », gen. De Carolis), le truppe italiane erano schierate a semicerchio sulla cosidetta linea «Z» che andava da Chazepetowka a Rikovo, a Malo Orlowka, a Nowoprlowka, a Ivanowska, fino a Petropavlowska. Su queste posizioni, che si appoggiavano a nuclei abitati più o meno importanti ma comunque indispensabili alle truppe che non avrebbero potuto reggere ad un inverno all'addiaccio, gli italiani attesero l'attacco sovietico, che appariva sempre più probabile. L'afflusso di truppe fresche sovietiche aveva dato importanti risultati: la riconquista di Rostov, la rioccupazione di Kerch in Crimea e una serie di pericolose avanzate che minacciavano le armate schierate dal Mius al mare. Ora però i sovietici tentavano un colpo più grosso: lo sfondamento del fronte tedesco. Duri attacchi avevano saggiato la resistenza dei vari reparti. C'erano stati attacchi contro il II, il. XIV, il XLIIX Corpo d'armata germanico. Non poteva mancare quello contro il CSIR. E l'offensiva venne, precisamente la mattina del 25 dicembre. Nelle foto la preparazione sovietica. In alto a sinistra sciatori dei reggimenti siberiani vanno in linea. Al centro a sinistra l'artiglieria russa apre il fuoco contro le nostre linee la mattina di Natale. In basso a sinistra un bombardiere sovietico in partenza per un'incursione contro le truppe del CSIR. In alto a destra un mortaio da trincea russo viene messo in punteria. Tra pochi istanti inizierà, il martellamento delle fortificazioni campali delle divisioni italiane. In basso a destra le pattuglie sovietiche stanno per prendere contatto con il CSIR. Un osservatore rileva le nostre posizioni. |
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L'attacco sovietico
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| Nelle foto a
sinistra un fucilone anticarro sovietico in azione contro i carri tedeschi inviati a
tenere la valorosa resistenza delle nostre truppe. A destra Eden, allora ministro degli esteri britannico, in visita a Mosca nei giorni in cui infuriava la battaglia
di Natale. E con lui Molotov. |
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| Nella foto a
sinistra i russi sì sono fatti sotto le nostre linee. A ridosso dei reticolati iniziano l'attacco con le bombe a mano. La nostra reazione
ci costringerà a ritirarsi. A destra una delle tipiche mitragliatrici sovietiche montate su ruote batte le posizioni del CSIR. Il tiro sovietico fu molto preciso e ci inflisse sensibili perdite. Le truppe impiegate per la battaglia di Natale erano state scelte accuratamente fra le migliori disponibili. |
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| Nella foto a
sinistra una fase particolarmente critica della battaglia di Natale: i sovietici, profondamente
infiltratisi nelle nostre linee, attaccano lo abitato di Michailowka ove ha il suo comando il generale Lombardi. La puntata sovietica viene però respinta. A destra prigionieri italiani catturati dalle truppe russe. Malgrado l'accanimento della lotta e le profonde infiltrazioni nemiche, i prigionieri presi dai sovietici furono pochissimi. Lo dimostrano le cifre ufficiali che segnalarono fra le nostre truppe soltanto 207 dispersi, di cui solo una parte è da considerare catturata dal nemico. |
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