2a Guerra Mondiale 1942-4 (1941)


Siberiani e Cosacchi


Inno Canada 



6-14 dicembre 1941. L'andamento irregolare del fronte sul quale si erano attestate le truppe italo-tedesche dopo la sospensione dell'offensiva autunnale, costrinse le divisioni del CSIR, nella prima quindicina di dicembre, ad una serie di operazioni di rettifica del fronte che si trasformarono ben presto, per la vivace reazione del nemico, in una dura battaglia, durata dal sei al quattordici dicembre. In questo ciclo operativo, che si svolse prevalentemente nella zona di Rikowo, gli italiani si trovarono di fronte ad unità scelte, sovietiche appartenenti al 95° Reggimento della Guardia, ad una formazione speciale della NKVD, a squadroni di cavalleria cosacca e a fanti siberiani particolarmente addestrati per la lotta sulla neve. Nella foto in alto un battaglione di sciatori siberiani passato in rivista dal comandante prima di entrare in linea. Nella foto in basso un nucleo di cavalleria cosacca in ricognizione. A Sawiolewka un battaglione dell'81° Fanteria, attaccato da questi impavidi cavalieri si formò in quadrato come nelle battaglie del Risorgimento e sterminò interamente gli assalitori.

14 dicembre 1941. Conclusesi le operazioni di rettifica del fronte (durante le quali cadde da eroe il vice comandante della Divisione « Torino », gen.
De Carolis), le truppe italiane erano schierate a semicerchio sulla cosidetta linea «Z» che andava da Chazepetowka a Rikovo, a Malo Orlowka, a Nowoprlowka, a Ivanowska, fino a Petropavlowska. Su queste posizioni, che si appoggiavano a nuclei abitati più o meno importanti ma comunque indispensabili alle truppe che non avrebbero potuto reggere ad un inverno all'addiaccio, gli italiani attesero l'attacco sovietico, che appariva sempre più probabile. L'afflusso di truppe fresche sovietiche aveva dato importanti risultati: la riconquista di Rostov, la rioccupazione di Kerch in Crimea e una serie di pericolose avanzate che minacciavano le armate schierate dal Mius al mare. Ora però i sovietici tentavano un colpo più grosso: lo sfondamento del fronte tedesco. Duri attacchi avevano saggiato la resistenza dei vari reparti. C'erano stati attacchi contro il II, il. XIV, il XLIIX Corpo d'armata germanico. Non poteva mancare quello contro il CSIR. E l'offensiva venne, precisamente la mattina del 25 dicembre. Nelle foto la preparazione sovietica. In alto a sinistra sciatori dei reggimenti siberiani vanno in linea. Al centro a sinistra l'artiglieria russa apre il fuoco contro le nostre linee la mattina di Natale. In basso a sinistra un bombardiere sovietico in partenza per un'incursione contro le truppe del CSIR. In alto a destra un mortaio da trincea russo viene messo in punteria. Tra pochi istanti inizierà, il martellamento delle fortificazioni campali delle divisioni italiane. In basso a destra le pattuglie sovietiche stanno per prendere contatto con il CSIR. Un osservatore rileva le nostre posizioni.


Natale 1941. Siamo alle prime luci dell'alba. Mentre su tutti gli altri fronti di guerra una tacita tregua solennizza la festività cristiana, i senza dio del comunismo ateo s'avvicinano come ombre bianche alle nostre linee, per tentare il colpo della sorpresa, fidenti nella rallentata sorveglianza degli italiani. Ma il colpo non riesce. A Nowo Orlowka, primo caposaldo investito, fanno buona guardia i militi della « Tagliamento ». In alto sciatori sovietici all'attacco. L'ufficiale, con la racchetta alzata indica l'obiettivo. In basso rifornimenti alle truppe su slittini trainati dai soldati russi,

L'attacco sovietico




L'attacco sovietico si rivelò fin dalle prime ore formidabile. Nowo Orlowka, caposaldo troppo avanzato, dopo un'eroica resistenza, dovette cedere alla pressione. I suoi difensori, decimati, ripiegarono su Michailowka. La situazione si fece confusa. Si combatté un pò dovunque, mentre il nemico si infiltrava fra caposaldo e caposaldo. A Krestowka, circondata, il « 63° battaglione » della « Tagliarnento » effettuò una sortita, e andò dritto contro i russi, protetto da una batteria a cavallo che sparava ad alzo zero e che, finite le munizioni, ripiegò su Malo Orlowka al galoppo, come in un quadro di battaglia. In questa azione, il nemico perse circa il 50 per cento degli effettivi, senza riuscire a sgominare e a scompaginare le nostre truppe. Nella foto in alto un pezzo anticarro sovietico spara contro le nostre posizioni. Al centro sciatori russi all'assalto in massa contro un nostro caposaldo. In basso sulla slitta anche l'altoparlante della propaganda. Alle false promesse dei sovietici, che promettevano libertà e salvezza ai disertori, non rispose nessuno. Merita ricordare anzi che nella battaglia per Nikitowka voci potenti degli altoparlanti ogni sera incitavano in perfetto italiano i fanti dell'80° Reggimento a disertare e consegnare il colonnello ai sovietici. I nostri soldati rispondevano invariabilmente « Carogne, venitelo a prendere! ».


La battaglia infuria nella zona di Iwanoski, dove sono in linea i bersaglieri. Contro, un solo battaglione, il « XVIII », si scaglia un intero reggimento sovietico, il «341° », rinforzato da squadroni di cavalleria. Ma l'attacco si esaurisce per la magnifica resistenza dei nostri. Per ore ed ore si continua a resistere. Poi, quando la situazione si è fatta insostenibile e le munizioni scarseggiano, viene l'ordine di ripiegare su Michailowska. Ma la resistenza epica permette che i rinforzi affluiscano e che l'offensiva venga bloccata. Nella foto in alto una mitragliatrice batte le nostre posizioni mentre gli sciatori avanzano. In basso da una balka (un tipico avvallamento del terreno) si scatena la carica di uno squadrone di cosacchi.

Nelle foto a sinistra un fucilone anticarro sovietico in azione contro i carri tedeschi inviati a tenere la valorosa resistenza delle nostre truppe. A destra Eden, allora ministro degli esteri britannico, in visita a Mosca nei giorni in cui infuriava la battaglia di Natale. E con lui Molotov.

Nella foto a sinistra i russi sì sono fatti sotto le nostre linee. A ridosso dei reticolati iniziano l'attacco con le bombe a mano. La nostra reazione ci costringerà a ritirarsi. A destra una delle tipiche mitragliatrici sovietiche montate su ruote batte le posizioni del CSIR. Il tiro sovietico fu molto preciso
e ci inflisse sensibili perdite. Le truppe impiegate per la battaglia di Natale erano state scelte accuratamente fra le migliori disponibili.

Nella foto a sinistra una fase particolarmente critica della battaglia di Natale: i sovietici, profondamente infiltratisi nelle nostre linee, attaccano lo 
abitato di Michailowka ove ha il suo comando il generale Lombardi. La puntata sovietica viene però respinta. A destra prigionieri italiani catturati 
dalle truppe russe. Malgrado l'accanimento della lotta e le profonde infiltrazioni nemiche, i prigionieri presi dai sovietici furono pochissimi. Lo 
dimostrano le cifre ufficiali che segnalarono fra le nostre truppe soltanto 207 dispersi, di cui solo una parte è da considerare catturata dal nemico.

La resistenza Italiana




Nel pomeriggio del giorno di Natale, con l'afflusso di una formazione di carri armati e di un reggimento di fanteria tedesco, ebbe inizio la nostra controffensiva. Alla sera la situazione era quasi completamente ristabilita, solo a Nowo Orlowka, a Krestowska e a Petro-Pavlowska il nemico era riuscito a rimanere sulle posizioni raggiunte dopo ore ed ore di cruenta battaglia. Nella foto in alto una squadra di fanti avanza sul ghiaccio di un laghetto nei pressi di Nowo Orlowka. Al centro i mortai del CSIR battono le posizioni nemiche, mentre la fanteria riconquista una dopo l'altra le quote abbandonate al mattino. In basso carri armati tedeschi appoggiano l'azione dei nostri soldati.


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