2a Guerra Mondiale 1942-37/A


L'avanzata Inglese


Inno Latvia 



8 novembre 1942. Gli italo-tedeschi, che da Fuka hanno ripiegato su Marsa Matruk, vengono attaccati da preponderanti forze nemiche. Resistono impavidamente, respingendo gli assalti nemici. Ma è chiaro che irrigidirsi sulle posizioni significa esporsi al grave rischio di rimanere accerchiati. I britannici, infatti, non sviluppano la loro avanzata solo lungo la strada costiera, ma si appoggiano anche sul retroterra desertico, ove le colonne corazzate si muovono con facilità. Rommel deve dare quindi l'ordine di riprendere la ritirata. Nella foto in alto i carri britannici avanzano a valanga, appoggiati dall'artiglieria e da massicci bombardamenti aerei. Dietro alla cintura corazzata dei carri viene la fanteria. Nella foto in basso questa immagine è un po la sintesi della situazione in Africa Settentrionale. Alle grandi forze messe in campo dai britannici Rommel può opporre soltanto modesti reparti, ormai provati da mesi e mesi di lotta. E nella battaglia degli uomini contro i carri armati ogni sacrificio è vano.


9 novembre 1942. Gli inglesi entrano a Marsa Matruh, Gli italo-tedeschi l'hanno sgomberata e, a quaranta chilometri ad oriente di Sidi el Barrani, proteggono la ritirata delle looe colonne motorizzate verso la linea dell'Halfaya. Si spera ancora di poter organizzare la resistenza al confine ma i mezzi sono insufficienti. Nella foto in alto camionette inglesi a El Daba. Sui campo d'aviazione i relitti di alcuni nostri aerei da caccia distrutti al suolo dai massicci bombardamenti aerei nemici. Al centro i carri britannici fra le case di Marsa Matruh rioccupata. In basso piroscafi italiani affondati sulla costa di Marsa Matruh ove era stato allestito un centro di sbarco dei rifornimenti che venivano diretti alle nostre truppe combattenti.


Con la ritirata di tutte le truppe italo-tedesche dietro la linea Halfaya-Sollum-Sidi Omar, avvenuto fra il 9 e il 10 novembre, si conclude la campagna d'Egitto. Iniziatasi, cori grandi speranze di vittoria il 29 giugno 1942, si era fermata, dopo un'irresistibile avanzata, nella strettoia di El Alamein ove le nostre truppe erano giunte in condizioni di esaurimento, per il sabotaggio dei rifornimenti dalla Madre Patria. Poi, fra il 22 ottobre e il 4 novembre, in una delle più drammatiche e sanguinose battaglie della storia, le nostre truppe avevano dovuto cedere alla superiorità nemica. Era cominciata la triste ritirata da tutte le posizioni africane. Purtroppo non si sarebbe fermata sulla linea di confine come sperava ancora qualche comando. Le nostre perdite, specialmente nel corso dei primi giorni di battaglia, erano state gravissime. Dei tre corpi d'armata schierati ad El Alamein il « X », composto dalle divisioni « Brescia », « Pavia » e « Folgore », riuscito a raggiungere combattendo la posizione di Fuka, vi era stato accerchiato, dovendo cedere, dopo valorosa difesa, per deficenza di automezzi, di carburante e di acqua. Il « XXI », composto dalle Divisioni « Bologna » e « Trento », già provato nel primo attacco nemico, era stato poi quasi completamente distrutto. Ne rimasero soltanto un battaglione e mezzo e due gruppi di artiglieria. Il « XX » motorizzato, composto dalla « Littorio », dalla « Trieste » e dalla « Ariete », era stato anch'esso semi annientato nel generoso tentativo di contenere l'offensiva nemica. Riuscì a ripiegare solo uno scarso reggimento, senza carri armati. Non meno provati i tedeschi dell'« Africa Korps », del quale restava appena un reggimento e mezzo; della « 90' » divisione leggera circa un battaglione e mezzo; la «164 » divisione aveva perduto i tre quarti dei suoi effettivi; la brigata paracadutista « Ramke » metà del personale e tutte le armi pesanti. Infine l'artiglieria era rimasta con appena metà dei suoi pezzi. Solo questo elenco dimostra quanto dura fosse stata la lotta e con quanto disperato valore i nostri avessero combattuto. Nella foto in alto tre generali italiani fatti prigionieri ad El Alamein. Il gen. Masina, il gen. Brunetti e il generale Bignani. In basso l'incontro fra il generale Montgomery e il gen. von Thorna comandante del Corpo Tedesco in Africa, preso prigioniero.


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