
Con la ritirata di tutte le truppe italo-tedesche dietro la linea
Halfaya-Sollum-Sidi Omar, avvenuto fra il 9 e il 10 novembre, si conclude la
campagna d'Egitto. Iniziatasi, cori grandi speranze di vittoria il 29 giugno 1942,
si era fermata, dopo un'irresistibile avanzata, nella strettoia di El
Alamein ove le nostre truppe erano giunte in condizioni di esaurimento, per
il sabotaggio dei rifornimenti dalla Madre Patria. Poi, fra il 22 ottobre
e il 4 novembre, in una delle più drammatiche e sanguinose battaglie della
storia, le nostre truppe avevano dovuto cedere alla superiorità nemica. Era
cominciata la triste ritirata da tutte le posizioni africane. Purtroppo non
si sarebbe fermata sulla linea di confine come sperava ancora qualche comando. Le nostre perdite, specialmente nel corso dei primi giorni di
battaglia, erano state gravissime. Dei tre corpi d'armata schierati ad El
Alamein il « X », composto dalle divisioni « Brescia », « Pavia » e « Folgore »,
riuscito a raggiungere combattendo la posizione di Fuka, vi era stato accerchiato, dovendo cedere, dopo valorosa difesa, per deficenza di
automezzi, di carburante e di acqua. Il « XXI », composto dalle Divisioni «
Bologna » e « Trento », già provato nel primo attacco nemico, era stato poi
quasi completamente distrutto. Ne rimasero soltanto un battaglione e mezzo e due gruppi di artiglieria. Il « XX » motorizzato, composto dalla «
Littorio », dalla « Trieste » e dalla « Ariete », era stato anch'esso
semi annientato nel generoso tentativo di contenere l'offensiva nemica. Riuscì a
ripiegare solo uno scarso reggimento, senza carri armati. Non meno provati i tedeschi dell'« Africa Korps », del quale restava appena un reggimento
e mezzo; della « 90' » divisione leggera circa un battaglione e mezzo; la
«164 » divisione aveva perduto i tre quarti dei suoi effettivi; la brigata
paracadutista « Ramke » metà del personale e tutte le armi pesanti. Infine
l'artiglieria era rimasta con appena metà dei suoi pezzi. Solo questo
elenco dimostra quanto dura fosse stata la lotta e con quanto disperato
valore i nostri avessero combattuto. Nella foto in alto tre generali italiani
fatti prigionieri ad El Alamein. Il gen. Masina, il gen. Brunetti e il
generale Bignani. In basso l'incontro fra il generale Montgomery e il gen. von
Thorna comandante del Corpo Tedesco in Africa, preso prigioniero.
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