

Il più forte attacco fu sferrato dai sovietici nel settore del fronte tenuto
dal « 2° Corpo di Armata ». Questa unità era costituita dalla Divisione
« Cosseria » e dalla Divisione « Ravenna », rinforzate dal 318° »
reggimento germanico. Era schierata, pressocchè senza riserve, su ben 52
chilometri di fronte. Più che di una linea difensiva si trattava quindi di un leggero
velo di truppe, con battaglioni distesi a tenere fino a dieci chilometri.
Contro di noi, invece, i sovietici avevano ammassato 7 divisioni di fanteria e
un corpo corazzato di 6 brigate. In totale 79 battaglioni russi contro 19. In
queste condizioni, data anche la superiorità dei sovietici in fatto di
armamento, l'esito della lotta non poteva essere dubbio. Eppure il « 2°
Corpo d'Armata » tenne dure per oltre una settimana, compiendo prodigi di
valore. Nella foto in alto i nostri fanti hanno costituito, fra le rovine di
un'isba, un caposaldo di resistenza. Di fronte i reticolati sono uno
schermo irrisorio per gli attacchi dei carri armati sovietici. Al centro nella
neve ghiacciata e compatta sono state scavate le trincee. Ma combattere in tali condizioni è un supplizio. I congelati si conteranno a migliaia. In
basso la nostra artiglieria spara con tutti i suoi mezzi contro le
preponderanti divisioni corazzate sovietiche che avanzano a ondate successive.
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