Tenacissima fu anche la resistenza del «35° Corpo d'Armata » composto
dalla Divisione « Pasubio », dalla Divisione « Cosseria » e da un
reggimento di fanteria germanico. Questa unità, egregiamente comandata (tal
generale Zingales, tenne il fronte malgrado i massicci attacchi nemici,
dall'11 al 18 dicembre, sopratutto grazie all'eroismo delle Camicie Nere del
Raggruppamento « 3 gennaio » che si fecero quasi tutte uccidere sul posto e
decise ripiegamento solo quando la situazione s'era fatta ormai drammatica per le infiltrazioni nemiche a tergo delle nostre posizioni. Non
meno eroica la resistenza del «29° Corpo d'Armata », composto dalla
Divisione « Torino », dalla Divisione « Celere » e dalla Divisione « Sforzesca ».
Questa unità si trovò, fin dall'inizio della battaglia, in una situazione
assai difficile, poichè alla sua destra erano già state sfondate le linee della
« 3° Armata » romena e quindi i sovietici dilagavano incontrastati verso
le retrovie, minacciando le nostre truppe di accerchiamento, Anche il « 29°
Corpo d'Armata », come il « 2° » e il « 35° », venne ben presto costretto a
ritirarsi, onde evitare una totale distruzione. In alto a sinistra anche
nell'era della meccanizzazione il mezzo più sicuro, specialmente per la
penuria di carburante, è il carro a cavalli, che si dimostrerà prezioso
durante la ritirata. Al centro a sinistra tra l'imperversare delle bufere di
neve è necessario un continuo, duro lavoro per tenere sgombre le strade e
consentire lo sgombero delle divisioni in ripiegamento. In basso a
sinistra il caposaldo, accerchiato da ogni parte, resiste ancora. In alto a
destra l'ordine è di non mollare per consentire al grosso delle truppe di ritirarsi.
Questo mortaio sparerà sul nemico fino all'ultimo proiettile. In basso la
lotta eroica delle retroguardie: accanto al camerata caduto una Camicia Nera continua a tener testa alle ondate offensive del nemico avanzante.
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