2a Guerra Mondiale 1942-31/A


La "X MAS" all'attacco


Inno Tonga 


 

Nella notte fra il 13 e il 14 luglio 1942 gli uomini della « Decima Mas » rinnovarono con successo i loro attacchi alle navi britanniche ormeggiate nella rada di Gibilterra. Questa impresa, compiuta con un nuovo mezzo insidioso da dodici audacissimi nuotatori, diede l'avvio a quello che fu detto assedio di Gibilterra e che durò fino al maggio 1943, quando la « Decima » dovette ripiegare nella difesa del territorio metropolitano, ormai minacciato dal nemico. Due furono i mezzi d'assalto impiegati dai sommozzatori italiani: il « maiale » o « siluro a lenta corsa » che era già, servito per l'impresa di Alessandria e per le precedenti missioni dello « Scirè » e un dispositivo le cui caratteristiche sono rimaste segrete. Vi era tuttavia un'importante novità: non si operava più partendo dallo scafo immerso dello « Scirè », bensì da molto più vicino. Cioè da una vera e propria base fissa realizzata ad Algesiras sotto il naso degli inglesi: il piroscafo « Olterra » internato in quel porto neutrale, in vista di Gibilterra, all'inizio delle ostilità. Nella foto in alto un « maiale » in immersione si avvia, guidato dai due operatori verso l'obiettivo. Al centro ecco lo schema del « siluro a lenta corsa ». In basso a sinistra nei quattro disegni il sistema di attacco adottato dagli uomini della « Decima ». In basso a destra l'equipaggiamento di un « nuotatore d'assalto », tuta di gomma, autorespiratore, occhiali protettivi e, in testa, un mascheramento mimetico.



L'assedio di Gibilterra da parte della « Decima » fu reso possibile, come abbiamo visto, dalla costituzione di una base segreta a bordo del mercantile italiano « Olterra », ormeggiato nella baia di Algesiras. L'operazione fu un capolavoro di astuzia che ingannò sia gli spagnoli che gli inglesi, i quali pure disponevano ad Algesiras di molte spie. I sommozzatori furono introdotti in Spagna con i mezzi più diversi: clandestinamente attraverso i Pirenei, come... « disertori » di un mercantile, nel doppiofondo di un autocarro o, più semplicemente, con passaporti falsi. Anche il materiale fu introdotto con mille stratagemmi ma più spesso tutelato dal segreto della « valigia diplomatica ». Quindi, nell'interno dell'« Olterra », venne costituita l'officina di montaggio dei « maiali » e la stazione di lancio, ovvero un'apertura praticata sulla fiancata della nave sotto il livello del mare. La prima incursione partita dall'« Olterra » fu quella del 13-14 luglio: quattro piroscafi, per complessive 10.000 tonnellate affondati. Il 15 settembre nuova incursione: un altro mercantile inglese affonda. Ma nuove imprese sono in vista per gli audacissimi del gruppo « Orsa Maggiore ». In alto a sinistra piroscafi inglesi nella rada di Gibilterra. Al centro sentinella spagnola sulla costa di Gibilterra. In basso a sinistra la petroliera « Fulgor », internata a Cadice. I sommozzatori della « Decima » facevano ufficialmente parte del suo equipaggio. In basso a destra l'officina segreta nella stiva dell'« Olterra ». In alto a destra quattro eroi della « Decima »: 1) il ten. di vasc. Lido Visintini, M. d'O. al V. M.; 2) il com. Todaro, M. d'O. al. V. M., comandante dei barchini d'assalto operanti da alcuni pescherecci, caduto in combattirnento il 14 dicembre 1942; 3) il comandante Arillo, M. d'O. al V. M., che con il sommergibile « Ambra » portò i sommozzatori nella rada di Algeri, i quali distrussero in una notte oltre ventimila tonnellate di naviglio mercantile nemico; 4) il sottoten. di vascello Straulino, comandante dei « nuotatori d'assalto » che operarono ad Algeri.


Il 5 dicembre 1942 entrò nella rada di Gibilterra una formidabile squadra navale britannica composta dalle navi da battaglia « Nelson » e « Renown »; dalle portaerei « Furious » e « Formidable » e da numerose unità minori. Alla base segreta dell'« Olterra » venne deciso l'attacco : finalmente, dopo tanto tempo, si poteva operare contro navi importanti. Visintini, dopo una scrupolosa preparazione, fece mettere in mare i tre maiali destinati all'impresa. Parti per primo, diretto contro la « Nelson ». Dopo di lui Cella e Manisco ai quali erano stati assegnati come obiettivi la « Formidable » e la « Furious ». L'azione non riuscì. Visintini venne sorpreso quand'era già vicinissimo alla nave nemica, da una motovedetta inglese che lo uccise con una carica di profondità. Manisco, anche lui già nell'interno del porto militare di Gibilterra, viene attaccato a colpi di mitragliera e fatto prigioniero. Cella, riesce da solo a fare ritorno a terra, ove viene salvato dai coniugi Ramognino, fidatissimi e abili agenti che la « Decima » ha stabilito in una villa presso la spiaggia perchè appoggino le operazioni dei sommozzatori. Finisce cosi il gruppo eroico dell'« Orsa Maggiore ». La perdita più grave è quella di Licio Visintini, uno degli uomini più completi della « Decima », fratello di quel Mario Visintini che l'anno precedente si era sacrificato in Africa Orientale dopo aver abbattuto 17 aerei nemici. In alto la signora Ramognino, una animosa donna spagnola, che fu la soccorritrice degli uomini della « Decima », fotografata dinnanzi alla rupe di Gibilterra. In basso Villa Carmela, base di soccorso e osservatorio avanzato della « Decima » su Gibilterra di proprietà dei Ramognino. Lo spioncino è tra le due finestre.


L'Inghilterra in guerra: mobilitazione integrale.

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