2a Guerra Mondiale 1942-31


Nizza torna all'Italia


Inno Mauritania 



11 novembre 1942. Italiani e tedeschi accusano il governo di Vichy di non aver rispettato le clausole di armistizio e di non essersi opposte sufficientemente all'attacco anglo-americano in Algeria e Marocco, decidendo per evidenti motivi di sicurezza l'immediata occupazione di tutto il territorio metropolitano francese. Con mossa fulminea, mentre i tedeschi oltrepassano a nord la linea di armistizio, gli italiani si spingono da Menton verso Nizza. Anche qui, nessuna resistenza. Nella foto in alto sentinelle a guardia del porto. Al centro una formazione di carri armati nelle vie centrali di Nizza. In basso le truppe italiane concludono la loro passeggiata militare sulla famosissima « Promenade des Anglais ».



In poche ore, fra 1'11 e il 12 novembre, tutta la Francia fu in potere delle truppe italo-tedesche. Vane furono le vibrate, accorate proteste del vecchio maresciallo Petain, il quale aveva tentato fino all'ultimo di convincere l'Asse della sua buona fede e della sua volontà di osservare lealmente il compromesso armistiziale. Troppe prove, del resto, avevano gli italo-tedeschi della doppiezza di molti capi francesi per poter credere a questi propositi. Tuttavia, di fronte al solenne impegno preso dai capi della flotta francese di Tolone di difendersi da qualunque attacco, i tedeschi decisero di fermarsi intorno al perimetro della base navale e di non toccare le navi. Fu un errore che per poco non costò loro assai caro. Nelle tre foto in alto i protagonisti del dramma francese, a sinistra il Maresciallo Petain che, nel 1940, dopo il disastro militare, aveva assunto in Francia i pieni poteri. Al centro il signor Laval, Presidente del Consiglio, fautore di una politica di riavvicinamento e di collaborazione con l'Asse. A destra l'amm. Darlan liberato dalla prigionia dai tedeschi per collaborare con Petain che viceversa tradì. In basso carri germanici a Tolosa.

Il dramma di Tolone




Come abbiamo visto, un impegno dei comandanti della flotta di difendersi da qualsiasi attacco aveva salvato Tolone dall'occupazione tedesca. Ma quest'obbligazione era stata appena firmata che già, da Algeri, l'ammiraglio Darlan cercava di stracciarla, inviando via radio l'ordine di condurre le navi di Tolone nell'Africa del Nord o, quanto meno, di sottrarle ai tedeschi. Il colpo (si era al mattino del 13 novembre) fu sventato da Petain, il quale reagiva privando l'ammiraglio Darlan di ogni potere e sconfessandolo per aver agito in suo nome. Ma la propaganda anglo-americana aveva ormai fatto breccia nell'animo di troppi comandanti perchè la paradossale situazione di Tolone potesse durare. E infatti il 25 novembre gli osservatori dell'Asse nella base navale compresero da indubbi segni che la flotta francese stava per tentare un grosso colpo: la fuga verso l'Africa. Nella foto in alto il porto di Tolone, con numerose navi alla fonda, fotografato da un aereo. In basso l'ingresso monumentale dell'Arsenale di Tolone presidiato da sentinelle tedesche. A sinistra l'amm. De Laborde, che ordinò l'autoaffondamento delle navi di Tolone.


Nella notte sul 26 novembre il dramma della flotta di Tolone si compi. Infatti, non appena le truppe tedesche, preparate in segreto, irruppero nei bacini portuali, piazzando le loro armi pesanti sulle banchine, gli equipaggi delle navi francesi, agendo evidentemente in base ad un piano prestabilito, procedettero all'autoaffondamento di tutte le unità. Le poche navi che, avendo già le macchine sotto pressione, avevano tentato di uscire dal porto, furono tutte affondate. Nella foto in alto dei più moderni cacciatorpedinere francesi è rimasto fuori dell'acqua solo il ponte di comando. In basso un marinaio tedesco osserva impotente l'inclinarsi su un fianco di una nave francese sabotata dall'equipaggio.

In questa serie di drammatiche fotografie, la sintesi migliore della tragica fine della flotta francese a Tolone: dovunque navi semisommerse o incendiate o contorte dalle esplosioni. Né sono stati risparmiati gli impianti portuali: depositi di munizioni saltati in aria, serbatoi di carburante incendiati, gru sabotate. Di tutta la squadra navale solo due sommergibili erano riusciti a prendere il largo ed a raggiungere le forze americane.

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