2a Guerra Mondiale 1942-30/A


L'occupazione della Tunisia


Inno Indonesia 



11 novembre 1942. Per l'Italia, che in quel momento vedeva le sue truppe duramente impegnate sul fronte egiziano, gli sbarchi anglo-americani nel 
nord Africa rappresentavano un gravissimo pericolo. Infatti, dilagando in Tunisia (che era quasi sguarnita di truppe francesi per le clausole armistiziali), gli alleati avrebbero, nel volgere di pochi giorni, raggiunto il confine tripolino, serrando in una morsa mortale le nostre divisioni in ritirata da El Alamein. Vennero quindi disposte, d'accordo con i tedeschi, immediate contromisure che portarono all'occupazione della Tunisia. Non c'era tempo da perdere. E, mentre diecine di navi si concentravano nei porti meridionali per imbarcare il grosso di un corpo di spedizione frettolosamente allestito, centinaia di aerei, facendo continuamente la spola fra l'Italia e la Costa africana, portavano in Tunisia i primi reggimenti. Poi, appena a terra, tutti gli uomini disponibili venivano avviati con ogni mezzo verso occidente, a contrastare il passo ai primi reparti americani. In alto una veduta aerea di Tunisi. Al centro un reparto tedesco in partenza per Tunisi. In basso truppe italiane sbarcano all'aeroporto di Tunisi.

Le operazioni di sbarco in Tunisia rappresentarono, per la nostra marina, la prova del fuoco. Infatti, se anche il percorso risultava notevolmente più breve di quello da coprire per raggiungere Tripoli o Tobruk, si trattava di superare una zona di mare controllata metro per metro dal nemico. Il quale, per giunta, non disponeva più della sola base di Malta, ma operava anche dagli aerodromi e dai porti dell'Algeria, saldamente in suo possesso. Non per nulla i nostri marinai definirono la rotta per Tunisi « il corridoio dell'inferno ». Tuttavia, in pochissimi giorni, improvvisando quasi dal nulla, furono trasportati sulla sponda africana, fra Biserta e Tunisi, migliaia e migliaia di uomini e imponenti masse di materiale. Un successo della volontà e della decisione. Nella foto (di fonte inglese) in alto a sinistra dramma notturno sul mare. Un nostro convoglio è stato intercettato dal nemico, il bagliore lontano è quello di un piroscafo che salta in aria. Al centro a sinistra nostri autocarri pesanti sbarcati nel porto di Tunisi. In basso a sinistra si stanno sbarcando i mezzi di una divisione motorizzata tedesca. In alto a destra piroscafi affondati all'imboccatura del porto di Tunisi dai francesi per bloccare il transito delle nostre navi. Al centro a destra bisogna fare presto. Da un piroscafo germanico si sbarcano i materiali sugli autocarri. In basso a destra una nave traghetto adibita al trasporto dei carri armati italiani.


Gli italiani della Tunisia si arruolano nelle file dell'esercito. Le nostre truppe furono accolte in Tunisia dall'entusiasmo dei connazionali ivi residenti, i quali fin dai primissimi giorni cooperarono attivamente con gli esigui contingenti sbarcati dagli aerei, facilitando loro l'occupazione di numerosissime località. Si trattava di oltre centomila persone delle quali, risultando insufficienti le forze disponibili, furono tratte numerosissime reclute. Ma, prima ancora che fosse ordinata la mobilitazione, centinaia e centinaia di italiani si erano presentati alle caserme chiedendo volontariamente di arruolarsi. Nella foto in alto per la prima volta in caserma gli italiani della Tunisia. Un giovane chiede di essere arruolato. Al centro il primo reparto costituito da nostri coloni passa per le vie di Tunisi accolto cordialmente dalla popolazione araba, tradizionalmente ostile ai francesi. In basso una scena patetica, sulla soglia dell'accantonamento. Una recluta saluta le figlie che ha lasciato per vestire il grigio-verde,

Novembre-dicembre 1942. Cominciano gli attacchi terroristici dell'aviazione americana sulle città della Tunisia occupate dalle nostre truppe. In alto a sinistra una formazione di fortezze volanti si avvia a bombardare, da grande altezza, le installazioni portuali di Tunisi. Al centro a sinistra il desolato aspetto di una via di Tunisi dopo un'incursione. In basso a sinistra la popolazione indigena si allontana con ogni mezzo dalla città. Questo treno è stato preso letteralmente d'assalto e c'è chi viaggia aggrappato alla locomotiva. In alto a destra anche Sfax, la città dei fosfati, duramente colpita dall'offesa aerea. In basso di questa via di Tunisi distrutta dal bombardamento americano, è rimasto solo il cartello bilingue.

Alla fine di novembre, sul fronte occidentale tunisino si ebbero i primi scontri di una certa entità fra le truppe anglo-americane provenienti dall'Algeria e le nostre unità che, nel frattempo si erano rafforzate e rinvigorite. Precedentemente c'erano stati sporadici contatti fra gli opposti nuclei esploranti ma non si era costituito un fronte vero e proprio. Il 6 dicembre le nostre truppe ottennero il primo successo di rilievo, conquistando e mantenendo l'importante nodo stradale e ferroviazio di Tebourba. In alto a sinistra una postazione di mitragliatrici a Tebourba. In basso nella base navale di Biserta un artigliere italiano di sentinella ad una caserma francese. In alto a destra un nucleo esplorante italiano si avventura sulla strada di Kasserine. Al centro a destra imperturbabili gli arabi passano sui loro asinelli dinnanzi alla carcassa di un caccia americano abbattuto durante un duello aereo nel cielo della Tunisia. In basso a destra elementi del Reggimento « San Marco » in linea sul fronte tunisino.

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