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2a Guerra Mondiale 1942-30/A |
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L'occupazione della Tunisia |
Inno Indonesia |
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| Le operazioni di sbarco in Tunisia rappresentarono, per la nostra marina,
la prova del fuoco. Infatti, se anche il percorso risultava notevolmente più
breve di quello da coprire per raggiungere Tripoli o Tobruk, si trattava di
superare una zona di mare controllata metro per metro dal nemico. Il quale, per giunta, non disponeva più della sola base di Malta, ma operava
anche dagli aerodromi e dai porti dell'Algeria, saldamente in suo possesso. Non per nulla
i nostri marinai definirono la rotta per Tunisi « il corridoio dell'inferno ». Tuttavia, in pochissimi giorni, improvvisando quasi
dal nulla, furono trasportati sulla sponda africana, fra Biserta e Tunisi,
migliaia e migliaia di uomini e imponenti masse di materiale. Un successo della volontà e della decisione. Nella foto (di fonte inglese) in
alto a sinistra dramma notturno sul mare. Un nostro convoglio è stato intercettato dal
nemico, il bagliore lontano è quello di un piroscafo che salta in aria. Al centro a
sinistra nostri autocarri pesanti sbarcati nel porto di Tunisi. In basso a
sinistra si stanno sbarcando i mezzi di una divisione motorizzata tedesca. In alto a
destra piroscafi affondati all'imboccatura del porto di Tunisi dai francesi per bloccare il transito
delle nostre navi. Al centro a destra bisogna fare presto. Da un piroscafo germanico si sbarcano i materiali sugli autocarri. In basso a
destra una nave traghetto adibita al trasporto dei carri armati italiani. |
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| Novembre-dicembre 1942. Cominciano gli attacchi terroristici
dell'aviazione americana sulle città della Tunisia occupate dalle nostre truppe. In
alto a sinistra una formazione di fortezze volanti si avvia a bombardare,
da grande altezza, le installazioni portuali di Tunisi. Al centro a
sinistra il desolato aspetto di una via di Tunisi dopo un'incursione. In basso a
sinistra la popolazione indigena si allontana con ogni mezzo dalla città.
Questo treno è stato preso letteralmente d'assalto e c'è chi viaggia
aggrappato alla locomotiva. In alto a destra anche Sfax, la città dei
fosfati, duramente colpita dall'offesa aerea. In basso di questa via di Tunisi
distrutta dal bombardamento americano, è rimasto solo il cartello bilingue. |
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| Alla fine di novembre, sul fronte occidentale tunisino si ebbero i primi
scontri di una certa entità fra le truppe anglo-americane provenienti
dall'Algeria e le nostre unità che, nel frattempo si erano rafforzate e
rinvigorite. Precedentemente c'erano stati sporadici contatti fra gli opposti
nuclei esploranti ma non si era costituito un fronte vero e proprio. Il 6
dicembre le nostre truppe ottennero il primo successo di rilievo, conquistando e mantenendo l'importante nodo stradale e ferroviazio di Tebourba.
In alto a sinistra una postazione di mitragliatrici a Tebourba. In basso
nella base navale di Biserta un artigliere italiano di sentinella ad una
caserma francese. In alto a destra un nucleo esplorante italiano si
avventura sulla strada di Kasserine. Al centro a destra imperturbabili gli arabi
passano sui loro asinelli dinnanzi alla carcassa di un caccia americano abbattuto durante un duello aereo nel cielo della Tunisia. In basso a
destra elementi del Reggimento « San Marco » in linea sul fronte tunisino. |
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