2a Guerra Mondiale 1942-30


L'attacco U.S.A. al nord Africa


Inno Togo 



Malgrado il fiero proclama di Petain, il quale aveva dichiarato che la Francia si sarebbe difesa da ogni attacco poiché il « suo onore era in gioco », la resistenza delle truppe francesi in Algeria e in Marocco si spense dopo poche ore. Non per nulla era in Africa l'Amm. Darlan, comandante in capo di tutte le forze francesi e successore designato del maresciallo Petain, il quale da tempo era in contatto con gli anglo-americani e che, salvata la faccia con una resistenza simbolica, ordinò alle truppe di cessare il fuoco. Pochi giorni dopo Darlan saltava addirittura il fosso e, rinnegato il governo di Vichy al quale fino al giorno prima aveva appartenuto, si proclamava capo di un governo provvisorio francese, agente in collaborazione con gli alleati. Al suo fianco, quale capo delle forze terrestri ed aeree francesi, si poneva il generale Giraud. Senonchè il voltafaccia non era destinato 'a portare fortuna a Darlan: il 24 dicembre egli cadeva sotto i colpi di un gruppo di attentatori, probabilmente di parte degaullista. Nella foto in alto mezzi da sbarco americani nei pressi di Algeri. Nella foto in basso un reparto americano penetra nell'interno del Marocco. Si noti la bandiera stellata che precede, fatto inconsueto, i fanti statunitensi. E' una precauzione onde evitare di essere scambiati per truppe britanniche.

Dopo i primi combattimenti (Orano era caduta il 10 novembre e Casa bianca l'11) tutto si ridusse, per gli anglo-americani ad una passeggiata militare. Essi presero facilmente possesso di tutti i centri d'interesse strategico dell'Africa settentrionale francese e, anche con frequenti lanci di paracadutisti, iniziarono una velocissima corsa verso oriente, onde precedere gli italo-tedeschi nell'occupazione dei porti tunisini. Nelle foto alcuni aspetti dell'occupazione. In alto a sinistra a bordo di un trasporto britannico, un ufficiale illustra ai marinai e ai soldati imbarcati la meta: l'Algeria. Al centro a sinistra uno dei quattro aeroporti di Orazio è stato appena occupato dagli americani. Alcuni soldati statunitensi osservano le carcasse degli aerei francesi, distrutti al suolo mentre tentavano di levarsi in volo. In basso a sinistra mezzi da sbarco americani prendono terra a Bougie. In alto a destra i comandanti delle truppe operanti in Africa settentrionale (da destra) il gen. Eisenhower, Darlan, il generale Clark, l'amm. Cunningham. Al centro a destra le truppe inglesi a Bona. In basso a destra una colonna americana si spinge verso oriente.

La reazione Italiana




Gli italiani e i tedeschi, come abbiamo visto, furono sorpresi dagli avvenimenti e in un primo tempo non poterono efficacemente contrastare gli sbarchi anglo-americani in Algeria. Ma, pochi giorni dopo, radunate le forze necessarie operarono con massicce formazioni di bombardieri e di aerosiluranti contro la flotta che continuava a sbarcare uomini e materiali nei porti di Algeri, Costantina, Bona ecc. In queste operazioni, duramente contrastate dall'aviazione nemica e dal forte tiro contraereo delle navi, fu abbattuto anche l'asso degli aerosiluranti italiani, il cap. Busca glia. Anche la marina, con i suoi sommergibili e con i sommozzatori della « Decima Mas » diede molto filo da torcere al nemico, insidiandolo fin nell'interno dei porti. Particolarmente brillanti i successi della « Decima », i quali andavano all'attacco delle navi (sbarcati nottetempo da un sommergibile) con dei piccoli ordigni esplosivi appositamente studiati per mettere fuori combattimento i mercantili. Nella foto in alto l'aerosilurante ha fatto un buon colpo. Sulla rotta del ritorno il fumo che si alza dalla nave centrata in pieno è un segnale di vittoria. Nella foto al centro il porto di Bougie dopo un bombardamento italiano. Sulla banchina di destra si notano due navi rovesciate sul flanco. Nella foto in basso un eccezionale documento di fonte nemica sulla distruzione del sommergibile italiano « Emo ». La reazione italo-tedesca, benchè tardiva, ebbe buoni risultati: 89 navi anglo-americane affondate o messe fuori combattimento dall'azione degli aerosiluranti e dei sommergibili dell'Asse e dalla Decima Mas . 


Col passare dei giorni la reazione italo-tedesca andò crescendo di intensità.. Infatti, malgrado il progressivo rinforzarsi delle difese nemiche e le grandi distanze dalle nostre basi metropolitane, tutti i porti principali del Mediterraneo occidentale furono sottoposti ad incursioni pressochè quotidiane. In alto i grossi bombardieri quadrimotori Piaggio, della squadriglia « Bruno Mussolini », si apprestano a decollare per bombardare Gibilterra. Nelle due bellissime foto di fonte britannica, la visione di Gibilterra (al centro) e di Algeri (in basso) durante un attacco notturno dell'aviazione italiana. Diecine di riflettori frugano il cielo alla ricerca dei nostri aerei sui quali guideranno la reazione della contraerea.


<< precedente 1942 successiva >>

1 1a 1b 2 2a 2b 3 3a 4 4a 5 5a 6 6a 7 7a 8 8a 9 9a 10 10a 11 11a 11b 12 12a 12b 13 13a 14 14a

15 15a 15b 16 16a 16b 17 17a 18 18a 19 19a 20 20a 20b 21 21a 21b 22 22a 23 23a 23b 24 24a 25 25a 25b 26 26a 27 27a

28 28a 28b 29 29a 30 30a 30b 31 31a 32 32a 33 33a 33b 34 34a 34b 35 35a 36 36a 37 37a 38 38a
                                                             
 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.