2a Guerra Mondiale 1942-2/B


L'assedio a Leningrado


Inno Eritrea 



I carri armati di cui disponevano i difensori di Leningrado erano in maggioranza di modesto tonnellaggio e di tipi superati. I sovietici, per poter affrontare con probabilità di successo sui panzer tedeschi dovettero quindi accoppiarli con pezzi anticarro capaci di perforare le corazze nemiche. Nella foto due carri medi sovietici si avviano al fronte trainando il cannone anticarro. I serventi dei pezzi hanno preso posto sui carri armati.


I reparti motorizzati sovietici erano dotati di un buon numero di autoblindo. Queste macchine, malgrado la loro notevole velocità, si dimostrarono molto vulnerabili e poco adatte all'impiego su un terreno ove la neve aveva cancellato ogni traccia di strada.


Soldati tedeschi fatti prigionieri dai sovietici vengono avviati al campo di concentramento dopo un interrogatorio sommario. La Wermacht, nelle operazioni di assedio di fronte a Leningrado, perse tra morti, feriti e prigionieri, non meno di duecentomila uomini. Fortissime furono anche le perdite sovietiche e finniche.



Due esempi di perfetta mimetizzazione, fra le nevi del 
fronte settentrionale. In alto un pezzo semovente sovietico, dipinto di bianco e nascosto fra gli abeti, si è reso 
praticamente invisibile. Il nemico si accorge della sua 
presenza quando sarà troppo tardi. In basso coperti con 
le tute bianche, guastatori russi si avvicinano silenziosamente ad un caposaldo tedesco. L'occhio delle vedette 
non può scoprirli, nella grande, candida distesa gelata.

 


 

 

 

Mentre dinnanzi a Mosca e a Leningrado si combatte e su tutto il fronte si va sviluppando la controffensiva invernale sovietica, nelle grandi città
sovietiche esposte agli attacchi tedeschi, migliaia di operai specializzati sono intenti ad una grande, importantissima operazione. Essi smontano le attrezzature industriali più essenziali per lo sforzo bellico e le trasferiscono verso gli Urali, lontano dall'offensiva nemica. Questo immenso trasferimento fu attuato a tempo di primato e ben presto gli arsenali sovietici poterono riprendere e intensificare la produzione. Nella foto in alto da una fabbrica di aeroplani, nella regione degli tirali escono a ritmo accelerato gli apparecchi da caccia a Ilyushin. In basso a sinistra una fabbrica di cannoni a sfollata in un centro siberiano. In basso a destra una fabbrica di carri armati della Russia centrale trasferita negli Urali.

 


Il generalissimo Stalin: crollano gli idoli con quindici anni di anticipo.

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