
Agosto 1942. I sovietici, respinti sempre più indietro dai tedeschi, perdono
l'importante centro ferroviario di Stavropol (ribattezzato bolscevicamente
Voroscilosk). Venne cosi interrotta la grande linea trasversale che unisce
le due sponde dell'istmo caucasico. La situazione sovietica in questo settore
si aggravò sempre più. Infatti, mentre al centro la Wermacht avanzava senza
soste oltre il Kuban in direzione dei contrafforti del Caucaso ormai in vista
all'orizzonte, questa puntata in profondità aveva pressoché isolato le truppe
cbe difendevano ancora accanitamente le posizioni fortificate sul Mar Nero,
dall'istmo di Kerch al porto di Yeisk. Cadono così, una dopo l'altra, sotto gli
attacchi delle truppe tedesche, romene e slovacche Yekaterinenska, Yeisk,
Slavianskaja. Krasnodar, capitale del Kuban, cade il 9 agosto. Nello
stesso giorno è caduta Maikop. Intanto gli « Alpeniàger » avanzano sui monti
tentando un'impresa eccezionale: il forzamento della catena montuosa del Caucaso. In
alto i tedeschi combattono alla periferia di Slista, capitale della repubblica sovietica autonoma dei Calmucchi. In
basso un treno blindato russo bloccato dai carri tedeschi sulla linea di Krasnodar
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