2a Guerra Mondiale 1942-28/B


L'avanzata del Caucaso


Inno Armenia 



Agosto 1942. I sovietici, respinti sempre più indietro dai tedeschi, perdono l'importante centro ferroviario di Stavropol (ribattezzato bolscevicamente Voroscilosk). Venne cosi interrotta la grande linea trasversale che unisce le due sponde dell'istmo caucasico. La situazione sovietica in questo settore si aggravò sempre più. Infatti, mentre al centro la Wermacht avanzava senza soste oltre il Kuban in direzione dei contrafforti del Caucaso ormai in vista all'orizzonte, questa puntata in profondità aveva pressoché isolato le truppe cbe difendevano ancora accanitamente le posizioni fortificate sul Mar Nero, dall'istmo di Kerch al porto di Yeisk. Cadono così, una dopo l'altra, sotto gli attacchi delle truppe tedesche, romene e slovacche Yekaterinenska, Yeisk, Slavianskaja. Krasnodar, capitale del Kuban, cade il 9 agosto. Nello stesso giorno è caduta Maikop. Intanto gli « Alpeniàger » avanzano sui monti tentando un'impresa eccezionale: il forzamento della catena montuosa del Caucaso. In alto i tedeschi combattono alla periferia di Slista, capitale della repubblica sovietica autonoma dei Calmucchi. In basso un treno blindato russo bloccato dai carri tedeschi sulla linea di Krasnodar


Le truppe da montagna tedesche, che nell'avanzata sul Kuban avevano forzato il passo per tener dietro alle punte corazzate dell'armata, limitandosi a modeste operazioni di rastrellamento nelle retrovie, si trovarono, una volta raggiunti i primi contrafforti del Caucaso, nel loro elemento naturale. Qui la guerra meccanizzata non era più possibile: nell'impervia regione, quasi totalmente sprovvista di strade, i carri armati e gli autocarri non servivano e, se mai, erano d'impaccio. Come nei vecchi tempi, quindi, gli « Alpenjager » dovettero procedere portando armi e rifornimenti a spalla, col solo aiuto dei muli. Nella foto in alto una batteria da montagna tedesca sale lentamente verso le vette del Caucaso. Nella foto in basso truppe nemiche in vista! A forza di braccia gli artiglieri ricompongono il pezzo suddiviso in tanti carichi e si apprestano ad aprire il fuoco. Altezza 3.000 metri.


21 agosto 1942. Una compagnia di « Alpenffiger » bavaresi, compie una impresa eccezionale, la scalata dell'Elbruz, la più alta vetta del Caucaso. La bandiera di guerra del Reich sventola così a 5633 metri, simbolo di vittoria e di ardimento. La scalata, pur non avendo che un valore militare molto scarso, fu salutata, allora, dall'entusiasmo popolare, in quanto dimostrava  l'abnegazione ed il coraggio delle truppe impegnate nel mortale duello.

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