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2a Guerra Mondiale 1942-28 |
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La battaglia del Don |
Inno Liberia |
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![]() 10 agosto 1942. La durissima battaglia di Serafimovic, che aveva visto i sovietici all'offensiva, respinti e ricacciati dalle truppe italiane, in particolare dalla magnifica divisione « Celere » si avvia verso la sua conclusione. Italiani e tedeschi, attaccando senza posa, malgrado le frequenti azioni controffensive sovietiche, eliminano la pericolosa testa di ponte nemica sulla destra del Don, completando e rafforzando la conquista di una vasta fetta di territorio. Nella foto in alto un plotone di bersaglieri allo assalto su terreno scoperto. Al centro a sinistra un pezzo anticarro della « Sforzesca » spara contro carri nemici avanzanti. Al centro a destra lo eroico Colonnello Aminto Caretto, Medaglia d'Oro al V. M. comandante del 3° Rgt. Bersaglieri, caduto alla tosta dei suoi uomini. In basso un carro leggero dell'ARMIR oltrepassa il relitto di un carro sovietico. |
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| Alcune delle più significative Medaglie d'Oro al V. M. (tutte alla
Memoria) della prima Battaglia del Don. Da sinistra a destra 1) Il
bersagliere Berardino Leoni, del 6° Reggimento, che, assunto il comando di una
squadra immolava la sua vita in un disperato contrattacco. 2) Il Capo Manipolo Franco Vellani Dionisi, del X gruppo CC.NN. che, inviato
come corrispondente di guerra sul fronte del Don, si portava
volontariamente sulla linea del fuoco in un momento di grave difficoltà, cadendo alla
testa dei suoi uomini. 3) Il tenente dei « Lancieri di Novara » Mario
Spotti, caduto durante una furibonda carica contro forze superiori. 4) Il
tenente degli Alpini Giuseppe Baisi, che al comando di una compagnia, ferito per tre volte, contrattaccava ripetutamente il nemico. 5) Il
Sottotenente Vincenzo De Michiel, del 90° Rgt. Fanteria, caduto nel tentativo di
stroncare gli assalti sovietici. 6) Il Vice Brigadiere Giovanni Calabrò
del XIV Btg. Carabinieri, sacrificatosi per respingere un forte attacco sovietico. |
L'attacco Tedesco
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| Alcuni aspetti dell'offensiva tedesca sul Mar Nero- Nella foto in alto a
sinistra: uno stukas bombarda un concentramento di truppe sovietiche. Nella
foto in basso a sinistra la flotta sovietica del Mar Nero, costituita da una
settantina di unità, ha dovuto abbandonare Novorossijch ormai troppo
esposta e rifugiarsi più a sud, nel porto di Tuapse. Ma anche qui la raggiunge
l'offesa dell'arma aerea tedesca. Nella fotografia sono visibili gli effetti
di un bombardamento aereo. La gragnuola di bombe ha mancato di poco la flottiglia dei sommergibili ma ha centrato in pieno alcune unità
maggiori alla fonda. In alto a destra fanterie tedesche al passaggio di un corso
d'acqua. In baso a destra il pezzo anticarro germanico ha fatto centro. |
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