2a Guerra Mondiale 1942-26


L'offensiva Italo-Tedesca


Inno Panama 



L'offensiva prosegue per tutta la giornata del l settembre. Rommel, malgrado i contrattempi iniziali, è fiducioso nel buon esito dell'operazione. Infatti, anche se l'aviazione e l'artiglieria anticarro britannica mettono a dura prova le nostre truppe, l'avanzata continua. E, nei settori fermi a copertura delle nostre linee, i contrattacchi britannici s'infrangono contro la barriera costituita dalle divisioni italiane. Nella foto in alto i marescialli Rommel e Bastico esaminano, al quartier generale, l'andamento della battaglia. In basso un battaglione della divisione paracadutista « Folgore », da poco entrata in linea ad El Alamein, che si dimostrò anche in quei combattimenti uno dei migliori reparti impiegati in Africa settentrionale.

Aspetti della lotta ad El Alamein. In alto a sinistra un reparto di lanciafiamme italiano si avvicina, malgrado la furibonda reazione dell'artiglieria nemica ad un caposaldo britannico. Al centro a sinistra i guastatori sono giunti a ridosso del reticolato nemico. In basso a sinistra tutto intorno è l'inferno. Il guastatore attende rannicchiato in una buca il momento buono per l'attacco finale. In alto a destra il lanciafiamme é riuscito a vomitare contro il nido di mitragliatrici avversario la sua vampata micidiale. In basso a destra una scena di tutti i giorni sul fronte egiziano. Con l'aiuto di una semplice baionetta i genieri italiani hanno disinnescato una delle tante mine di cui il nemico ha disseminato il terreni:


La sera del 1 settembre Rommel è riuscito a spingersi fino a quasi la metà del fronte britannico in direzione nord. Ma, proprio nel momento in cui si accendono le più rosee speranze, la situazione va precipitando. La « 7a » divisione corazzata britannica, che nei giorni precedenti aveva sfuggito il combattimento, minaccia l'ala destra dello schieramento difensivo italo-tedesco, mentre la decima divisione corazzata, allineata da est ad ovest, arresta i disperati attacchi lanciati sulla cresta di Alam el Halfa. Gravi sono poi le perdite, specialmente ad opera dell'aviazione e del micidiale tiro contro carro britannico. Nella foto in alto una batteria italiana spara contro i tanks britannici che contrattaccano. Al centro lanciafiamme italiano in azione. In basso uno scontro vittorioso per i « panzer » tedeschi. Il carro germanico sorpassa la carcassa del mezzo nemico.

3 settembre 1942. Siamo alle ultime battute dell'offensiva. Gli italo-tedeschi attaccano ancora ma ormai appare evidente che la battaglia non darà i grandi risultati strategici nei quali si sperava alla vigilia. Oltre alla manovra, effettivamente pericolosa, della « 7a » divisione corazzata britannica e all'afflusso di un'altra brigata di tanks da Alessandria, due sono i fattori che preoccupano il maresciallo Rommel: la consapevolezza che le severe perdite subite nel settore dei carri potranno essere di difficilmente rimpiazzate e la notizia, giuntagli proprio il 2 settembre, dello affondamento di alcuni piroscafi carichi di carburante. L'elevatissimo consumo di benzina dei tre giorni di offensiva ha infatti ridotto le riserve dell'armata quasi a zero. Continuando nell'offensiva, quindi, Rommel teme di restare praticamente paralizzato. E cosi, rinunciando a quella che in fondo al cuore considera l'ultima possibilità di infliggere al nemico una sconfitta decisiva, dà alle sue truppe l'ordine di fermarsi sulle posizioni raggiunte e di iniziare anzi, una graduale retrocessione sulle linee di partenza. Nella foto in alto a sinistra guastatori italiani in azione nel deserto. Al centro a sinistra rapporto di generali italiani. L'ufficiale con la testa fasciata è il comandante della divisione « Ariete », gen. Niccolini, poi caduto ad El Alamein. In basso a sinistra una pattuglia si arrende ad una nostra colonna. In alto a destra un battaglione di fanteria italiano impegnato da un contrattacco britannico. Al centro a destra lanciafiamme italiani in azione. In basso a destra una batteria inglese catturata.

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