2a Guerra Mondiale 1942-25/B


L'offensiva Italo-Tedesca


Inno Burkina_faso 



30 Agosto 1942. Rommel, dopo aver rinforzato con la « Folgore », la « Pistoia » e la « 164a » tedesca il proprio schieramento, inizia l'offensiva contro i britannici. La « Volpe del deserto » tenta così, sia pure con effettivi di gran lunga inferiori a quelli nemici, un colpo decisivo verso Alessandria e il Delta del Nilo. Egli si affida, come sempre, alla manovra dopo una breve ma intensa preparazione d'artiglieria, l'ala destra deve schierarsi con fronte a nord per attaccare sul fianco il nemico dalla cresta di Ruweisat alla depressione di El Quattara. Questo deve essere il preludio ad un'azione più vasta, tendente prima ad isolare e poi a distruggere il nerbo delle forze corazzate e delle artiglierie nemiche. E'' previsto, a sfondamento avvenuto, uno sfruttamento totale del successo iniziale. Nella foto in alto batterie italiane aprono il fuoco contro gli inglesi. In basso un nutrito concentramento di artiglieria fotografato da un osservatorio italiano, martella pesantemente le posizioni britanniche di El Alamein.


Il computo delle forze in campo dà una notevole superiorità quantitativa e qualitativa a favore dei britannici. All'ala sinistra, di fronte alle quattro divisioni italo-tedesche « 184a »; « Trento», « Bologna » e « Brescia», sono la «9a» australiana, la «12a»-sud-africana, la «5a» indiana e la «9a» sud-africana. All'ala destra, cioè nel settore interessato dall'attacco, fronteggiano le forze di Rommel (la « Folgore » in copertura, e la «Littorio », l'« Ariete », la « 21a » e la « 15a » tedesca oltre alla motorizzata « Trieste » quale massa d'attacco) due divisioni corazzate indiane, una brigata corazzata inglese e una divisione leggera. Gli inglesi possono contare, oltre che sulla superiorità numerica in fatto di carri (ottocento contro cinquecento dell'Asse), anche su una netta superiorità aerea: duemila aerei di tipo modernissimo contro i seicento italo-tedeschi. Essi sono poi attestati su posizioni fortificate, in parte predisposte da lungo tempo e in parte edificate negli ultimi mesi. Primo ostacolo di fronte al quale gli italo-tedeschi si scontrano è costituito dagli estesi campi minati che coprono le linee britanniche. Malgrado l'abnegazione dei genieri e dei guastatori l'offensiva deve rallentare il suo ritmo per attendere che il terreno sia bonificato dalle mine. Nella foto in alto un gruppo di semoventi italiani della « Ariete» fermi su terreno scoperto in attesa dello sgombero di un campo minato. In basso l'avanzata dei semoventi prosegue malgrado la reazione nemica e gli attacchi aerei


Seconda battaglia di El Alamein : sull'ala destra italo-tedesca si scatena, durante il suo movimento offensivo, l'aviazione britannica. E' un continuo, micidiale carosello, alimentato continuamente dai vicini campi del la zona del Nilo. Per evitare una completa paralisi dell'armata corazzata, l'aviazione dell'Africa settentrionale, con l'appoggio anche di quella dislocata a Creta, si impegna a fondo contro le superiori forze nemiche. Si accendono così, nel cielo di El Alamein, furibonde battaglie aeree fra la caccia italo-tedesca e quella britannica, che vola a protezione dei bombardieri. In alto un bombardiere britannico abbattuto da un C.R. 42. In basso uno «Spitfire» si schianta al suolo colpito da un caccia italiano.


Visto il ritardo con cui s'erano attuati, a causa degli sbarramenti di mine, i primi movimenti delle sue truppe, Rommel è sul punto di sospendere l'offensiva. Ma poi, valutata meglio la situazione, il maresciallo decide di insistere nello sforzo. Così, la sera del 31 agosto, sia pure con 24 ore di ritardo sul previsto, le divisioni corazzate italo-tedesche fanno fronte a nord minacciando il fianco dello schieramento nemico. Contrariamente al previsto, la resistenza britannica è debole e, mentre sul fronte a mare gli australiani e gli indiani s'impegnano in uno sterile tentativo di controffensiva, la « 7a » divisione corazzata britannica, invece di accettare battaglia, si ritira verso est, lasciando via libera a Rommel. Sembra che ancora una volta il genio militare di questo grande soldato abbia avuto ragione del nemico. Ma purtroppo, dopo i campi minati, un nuovo ostacolo rallenta l'avanzata: il terreno sabbioso che rallenta la marcia dei « panzer » e impone un consumo di nafta triplo di quello previsto. Nella foto in alto l'avanzata della « 21a » divisione tedesca verso il mare. In basso fanteria germanica nell'attacco ad un caposaldo britannico.


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