
Mentre la lotta continuava accanita a Guadalcanal e gli americani difendevano disperatamente l'aeroporto, centro degli attacchi nipponici, sul
mare si combattè, fra il 23 e il 25 agosto, una nuova grande battaglia.
Protagoniste, questa volta, una squadra navale giapponese composta da tre
portaerei, otto corazzate, tre grandi incrociatori alcuni incrociatori
leggeri e una flottiglia di caccia e, da parte americana, due grandi portaerei;
(« Saratoga » e « Enterprise »), una corazzata (la « North Carolina »), due
grandi incrociatori e undici caccia. L'azione si svolse, come quelle che la
avevano preceduta (battaglia nel mar dei Coralli e battaglia di Midway) senza che le corazzate giungessero a contatto balistico. I giapponesi
persero la piccola portaerei da settemila tonnellate « Ryujo », colpita da
bombe e siluri. Però gli americani ebbero fuori combattimento, per
gravissimi danni ai ponti di volo e bombe scoppiate nei depositi di nafta, la «
Enterprise », che fu salvata solo a fatica. La battaglia, comunque, va
considerata come un successo americano, in quanto gli statunitensi, pur
inferiori di numero, riuscirono ad impedire l'arrivo a Guadalcanal del
convoglio giapponese scortato dall'imponente formazione navale. Ma, due
giorni dopo, anche la « Saratoga » fu messa fuori combattimento dai
siluri di un sommergibile, mentre la portaerei « Wasp » fu affondata il 15
settembre da un altro sommergibile, sempre nei pressi 'di Guadalcanal, e la
« North Carolina » incassò anch'essa un siluro. Nella foto in alto la «
Enterprise », nella battaglia delle Salomone orientali, si difende dall'attacco
degli aerei nipponici. Tra breve sarà colpita. In basso la terrificante
esplosione della portaerei « Wasp », centrata dai siluri di un sommergibile.
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