

7 agosto 1942. Gli americani iniziano le operazioni di sbarco a
Guadalcanal. Quest'isola, che fa parte dell'arcipelago delle Salomone,
rappresentava il punto più meridionale raggiunto dai giapponesi nel Pacifico
ed era di un eccezionale importanza strategica. I nipponici vi avevano
iniziato la costruzione di una grande base aerea dalla quale intendevano
appoggiare le operazioni preventivate contro le Nuove Ebridi e la Nuova
Caledonia, preludio, a loro volta, di un attacco all'Australia. Perciò l'alto
comando americano, il quale nel del 1942, dopo la vittoria di Midway, considerava superato il periodo della stretta difensiva, decise di tentare
la conquista dell'isola in modo da impedire il completamento del campo di
aviazione al quale lavoravano i giapponesi. Per l'operazione, diretta dal
vice ammiraglio Ghormley, furono allestite due squadre navali: una per la protezione strategica, composta da tre portaerei, una corazzata, cinque
incrociatori pesanti e numerosi caccia, l'altra per la protezione del
convoglio di sbarco, composta da sei incrociatori (di cui due australiani), un
incrociatore leggero, anch'esso australiano, e una flottiglia di caccia. Le
forze destinate ad occupare l'isola erano costituite da una divisione di
Marines rinforzata da un battaglione d'assalto e da un battaglione di
guastatori. La prima fase fu pienamente favorevole agli americani che,
senza contrasto da parte dell'aviazione e della marina nipponica, poterono
sbarcare forti contingenti di truppe, occupare l'aeroporto quasi ultimato
e respingere i giapponesi nella jungla. Nella foto in alto i mezzi da
sbarco americani si avvicinano alla spiaggia di Guadalcanal. Al centro nella
imminenza dello sbarco le navi americane battono la spiaggia riducendo al silenzio le batterie nipponiche. In
basso l'isoletta di Tulagi di fronte a Guadalcanal, sotto il pesante martellamento dell'aviazione americana.
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