2a Guerra Mondiale 1942-23/B


Sbarco a Guadalcanal


Inno Gambia 



7 agosto 1942. Gli americani iniziano le operazioni di sbarco a Guadalcanal. Quest'isola, che fa parte dell'arcipelago delle Salomone, rappresentava il punto più meridionale raggiunto dai giapponesi nel Pacifico ed era di un eccezionale importanza strategica. I nipponici vi avevano iniziato la costruzione di una grande base aerea dalla quale intendevano appoggiare le operazioni preventivate contro le Nuove Ebridi e la Nuova Caledonia, preludio, a loro volta, di un attacco all'Australia. Perciò l'alto comando americano, il quale nel del 1942, dopo la vittoria di Midway, considerava superato il periodo della stretta difensiva, decise di tentare la conquista dell'isola in modo da impedire il completamento del campo di aviazione al quale lavoravano i giapponesi. Per l'operazione, diretta dal vice ammiraglio Ghormley, furono allestite due squadre navali: una per la protezione strategica, composta da tre portaerei, una corazzata, cinque incrociatori pesanti e numerosi caccia, l'altra per la protezione del convoglio di sbarco, composta da sei incrociatori (di cui due australiani), un incrociatore leggero, anch'esso australiano, e una flottiglia di caccia. Le forze destinate ad occupare l'isola erano costituite da una divisione di Marines rinforzata da un battaglione d'assalto e da un battaglione di guastatori. La prima fase fu pienamente favorevole agli americani che, senza contrasto da parte dell'aviazione e della marina nipponica, poterono sbarcare forti contingenti di truppe, occupare l'aeroporto quasi ultimato e respingere i giapponesi nella jungla. Nella foto in alto i mezzi da sbarco americani si avvicinano alla spiaggia di Guadalcanal. Al centro nella imminenza dello sbarco le navi americane battono la spiaggia riducendo al silenzio le batterie nipponiche. In basso l'isoletta di Tulagi di fronte a Guadalcanal, sotto il pesante martellamento dell'aviazione americana.


I Marines nell'isola di Tulagi. Mentre a Guadalcanal i giapponesi, sorpresi dallo sbarco americano, avevano opposto solo una debole resistenza, ritirandosi quasi subito nella jungla, a Tulagi i soldati del Tenno misero a durissima prova i contingenti sbarcati. Ma alla fine i nipponici dovettero ritirarsi, per continuare tuttavia, nell'interno, una sanguinosa guerriglia, destinata a durare parecchi mesi con gravi perdite per gli americani. Nella foto in alto carri armati americani in azione a Tulagi. In basso I marines attaccano decisamente le difese nipponiche nonostante la forte reazione.


Pur essendo essendo stati sorpresi dall'azione nemica, i nipponici non tardarono a reagire. Già nel pomeriggio del 7 agosto numerosi aerei, provenienti da Rabaul e da Bougainville, iniziarono un infernale carosello contro le navi americane. Aerosiluranti riuscirono ad affondare un caccia e un trasporto e danneggiare un altro caccia. Anzi, sia per la minaccia aerea, sia per necessità di rifornimento, il grosso della flotta americana fu costretto ad allontanarsi da Guadalcanal. Quindi. nella notte dell'8 agosto, si presentò nel canale di flavo, proveniente da Rabaul e da Kavieng, una formazione navale nipponica, composta da cinque grandi incrociatori, due incrociatori leggeri e un caccia. Per una serie di circostanze fortuite, i nipponici non furono avvistati e poterono così avventarsi contro le navi australiane e americane che sostavano nella baia prima col siluro e poi con tutte le batterie di bordo. Fu una lotta breve e drammatica che si concluse con la distruzione pressoché totale della formazione anglo-americana che proteggeva i trasporti di truppe. in mezz'ora affondarono infatti gli incrociatori « Quincy » e « Vincennes ». Successivamente, per i danni riportati, affondarono anche l'« Astoria » e il « Canberra ». Infine fu colpito da un siluro anche l'incrociatore « Chicago », mentre due caccia furono danneggiati. Rimase illeso solo l'incrociatore « Australia ». Da parte nipponica solo qualche lieve danno a due incrociatori. Tuttavia, per motivi di sicurezza, forse temendo l'attacco delle portaerei americane che erano partite da Guadalcanal la sera prima, i nipponici si ritirarono senza attaccare il convoglio alla fonda che, sospeso lo sbarco dei rifornimenti e delle munizioni per le truppe, lasciò subito l'ancoraggio. Nella foto in alto la portaerei americana « Hornet » si difende con tutte le artiglierie di bordo dall'attacco degli aerosiluranti nipponici. In basso una visione della baia di Guadalcanal dopo le incursioni aeree e la battaglia navale di Savo. Numerose navi sono in fiamme. mentre continua il tiro contraereo.


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