2a Guerra Mondiale 1942-22


La R.A.F. all'opera


Inno Senegal 



La Luftwaffe è impegnata col grosso delle sue forze nella campagna di Russia. In occidente la RAF, vittoriosa nella battaglia difensiva combattuta l'anno precedente nel cielo di Londra, prende gradatamente il sopravvento e inizia la serie interminabile dei suoi attacchi diurni e notturni sulle città tedesche e sulle maggiori industrie belliche nemiche. Si tratta di azioni lungamente studiate e compiute con fredda determinazione ed eccezionale precisione. Nelle due foto prese dalla ricognizione britannica, gli effetti di un'incursione su una fabbrica di Colonia. Nella foto in alto la fabbrica prima dell'azione. In basso quel che rimane del poderoso complesso dopo il passaggio degli aerei della RAF.



I bombardamenti aerei della RAF, nel 1942, ebbero due mete principali: distruggere gradatamente la potenza industriale tedesca e neutralizzare, con una serie massiccia di incursioni, i principali centri costieri della Francia e degli altri paesi occupati. Gli attacchi alle basi aeree del retroterra e a quelle navali tendevano invece a ridurre le possibilità di reazione della Luftwaffe e a ostacolare i movimenti delle unità sottili germani, che e dei sommergibili. Nella foto in alto l'estrema precisione del tiro inglese in un attacco contro il porto di Le Havre. In basso a sinistra Dussseldorf sotto le bombe della RAF. In basso a destra la distruzione delle attrezzature portuali di Bluig in Olanda. 

La guerra delle mine




La Guerra delle mine. I tedeschi avevano steso nel Mare del Nord, a protezione delle coste metropolitane e di quelle norvegesi, fitte cortine di mine d'ogni tipo. Oltre a questa copertura difensiva avevano anche deposto con sommergibili ed aerei, numerosi ordigni in vicinanza delle coste inglesi, sia all'estuario del Tamigi, sia nel canale di Sangiorgio, sia nella Manica. Dopo l'occupazione della Francia, poi, avevano minato anche estese zone dell'Atlantico, alla scopo di ostacolare il traffico mercantile britannico. Malgrado il largo uso di dragamine i britannici subirono ad opera delle mine, ed in particolare di quelle magnetiche, sensibili perdite. Le mine magnetiche, inventate dai tecnici germanici, si differenziavano da quelle di tipo classico per una loro particolarità: esplodevano non già per percussione contro lo scafo delle navi ma per l'influsso magnetico della massa metallica delle navi stesse. Ciò le rendeva particolarmente insidiose e pericolose. Per liberare le loro acque dalle mine magnetiche, gli inglesi dovettero costruire particolari dragamine interamente in legno. Anche i britannici, ma in scala minore, ricorsero agii sbarramenti di mine, in genere a protezione del loro traffico. Solo nelle acque norvegesi i posamine inglesi operarono per disturbare i movimenti tedeschi. Nelle due foto in alto a sinistra marinai tedeschi provvedono alla posa di uno sbarramento di mine nel Mare del Nord. In alto a destra schema della mina magnetica. Il magnetismo dell'unità passante sull'ordigno, generava una corrente che, dalla bobina B, attraverso l'orologio a tempo 0.(alimentato dalle file P), provocava la chiusura del relais R e la conseguente esplosione dell'acciarino A e quindi della carica. Nelle due foto in basso posamine britannici depongono le micidiali uova sulle coste settentrionali della Norvegia.



Nel Mediterraneo, per le particolari caratteristiche del teatro operativo, l'impiego delle mine ebbe una straordinaria importanza. Si può dire infatti che gran parte del traffico italiano, anche nel periodo più drammatico della guerra, si svolse sotto la protezione di fitti sbarramenti di mine. La zona ove i campi minati raggiunsero la Maggiore densità e Consistenza fu naturalmente il Canale di Sicilia, principalmente nella stretta di Pantelleria. Lo sbarramento aveva i duplice scopo di proteggere i nostri convogli da eventuali sorprese navali da Malta o da Gibilterra e di impedire agli inglesi l'attraversamento del Mediterraneo. I campi di mine rivelarono la loro importanza particolarmente durante la Battaglia di Mezzo Agosto, quando limitarono la libertà di manovra della formazione navale britannica dando così un notevole contributo alla nostra vittoria. Campi minati di minore entità erano stati piazzati dalla nostra Marina un po' dappertutto, nel Mediterraneo, ma particolarmente nelle zone di accesso ai nostri porti e in prossimità delle basi navali nemiche. In totale, durante il conflitto, la Marina italiana depose ben 52.527 torpedini. In questa imponente attività vennero usati tutti i tipi di nave: dai posamine veri e propri di superfice a speciali sommergibili costruiti per questo scopo ai pescherecci, ai caccia, agli incrociatori. Nella foto in alto un caccia in navigazione col suo micidiale carico di torpedini. In basso a sinistra diecine di mine a bordo di un incrociatore. Tra poche ore saranno ancorate in fondo al canale di Sicilia. A destra in basso le mine scendono in mare.


L'Inghilterra in guerra: Il generale Thorne passa in rivista il Rgt. Guardie.

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