2a Guerra Mondiale 1942-21


La battaglia dei convogli


Inno Zimbabwe 



Malgrado il potenziamento dei mezzi bellici antisommergibili degli alleati, i sommergibili dell'Asse raggiunsero, nel 1942, cifre record negli affondamenti. Roosevelt aveva preventivato le perdite mensili di mercantili in 500.000 tonnellate. Tale cifra, già elevatissima, fu quasi sempre superata. Cosi, nel maggio 1942, gli affondamenti ad opera dei sommergibili raggiunsero le seicentomila tonnellate, mentre il mese successivo superarono le settecentomila. Nel complesso, durante l'anno, per confessione dell'ammiragliato britannico, le perdite furono pressoché doppie in confronto a quelle del 1941. Nè il ritmo delle nuove costruzioni, almeno per il momento, era tale da compensare i vuoti provocati dalla flotta subacquea italo-tedesca. Tuttavia il deficit andava calando e la perdita in naviglio poteva essere considerata .( tenendo conto del divario fra nuove costruzioni e affondamenti) in cento-duecentomila tonnellate mensili. Cioè ad una media non preoccupante, per gli anglo-americani, i quali disponevano ancora di mezzi marittimi tali da fronteggiare le loro complesse necessità logistiche. Più grave era invece la situazione delle isole britanniche, vera fortezza assediata, ove cominciavano a scarseggiare i rifornimenti. Nella foto in alto un mercantile carico di munizioni trasformato, in pieno Atlantico, in un ardente relitto. In basso l'agguato notturno ha avuto successo: la nave carica di munizioni è saltata in aria.


Le petroliere erano sempre, per i sommergibili, una preda fra le più ambite. Il prezioso liquido era infatti un elemento essenziale della guerra moderna e il mancato arrivo di una petroliera in un porto della zona di operazioni poteva, in determinate circostanze, capovolgere l'esito di una battaglia. Nella foto il colpo è stato centrato in pieno. Tra pochi minuti sul mare galleggeranno soltanto alcuni rottami.


Anche nel Pacifico e nell'Oceano Indiano, ove operavano i sommergibili giapponesi, la flotta anglo-americana aveva molto filo da torcere. Isolati o in gruppo i sommergibili del Tenno provocarono infatti al nemico gravissime perdite, valutabili in circa 1.000.000 di tonnellate. Il traffico relativamente modesto in questo settore e la distanza delle rotte nemiche dalle basi d'operazione, nonché le difficoltà ambientali, resero molto arduo il compito dei giapponesi, costretti a disperdere le loro forze subacquee in migliaia e migliaia di chilometri quadrati. Ciò rende particolarmente apprezzabili i risultati da loro ottenuti. Nella foto un ufficiale americano, da bordo di un caccia, assiste impotente allo affondamento di un mercantile nelle acque della Nuova Guinea.


Nella foto di sinistra la fine di un mercantile, sorpreso senza scorta da un bombardiere tedesco sulla rotta artica. Contro le navi che tentavano di forzare il blocco a nord dell'Islanda e della Norvegia, operavano speciali nuclei di bombardieri germanici, di base nell'estremo nord. I tedeschi ottennero cosi importanti successi. La dove, per la loro limitata autonomia, non potevano operare i bombardieri, intervenivano i sommergibili che portavano la distruzione nel cuore dei convogli avversari. Nelle due foto a destra la fine di due petroliere colpite dai siluri germanici.

Nuovi orizzonti furono aperti ai sommergibili dall'uso delle cosidette « vacche da latte », cioè dai sommergibili rifornitori. Grazie a queste basi di appoggio mobili che, in pieno oceano, recavano ai colleghi nafta, siluri, viveri, posta, munizioni, i sommergibili germanici poterono raddoppiare la durata delle loro missioni. In media, le loro crociere duravano circa tre mesi. Ma il record assoluto fu aggiunto dal sommergibile « U 188 » che, partito dalla base di Bordeaux, rimase lontano un anno meno otto giorni ! L'unità, dopo aver incrociato nel golfo di Aden, puntò sulla base di Penang, in mano dei giapponesi, dopo aver percorso ventimila miglia in 121 giorni. Sulla rotta del ritorno, dopo aver affondato varie navi, raggiunge Bordeaux dopo altri 162 giorni di navigazione. Nelle foto la eccezionale documentazione di un attacco in immersione. In alto a sinistra il comandante, al Periscopio, ha avvistato il nemico. In basso a sinistra la scia del siluro. Nella sequenza di destra una nave colpita salta in aria.


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