2a Guerra Mondiale 1942-2


L'assedio a Leningrado


Inno Venezuela 



Durante l'inverno sul fronte di Leningrado si combattè una guerra di posizione. I tedeschi, per rendere più rigido il blocco, costruirono una serie di 
trinceramenti e di caposaldi scaglionati in profondità tutto intorno alla gran de città e continuarono instancabilmente nelle loro azioni di logoramento 
dell'avversario.  Nella foto in alto a sinistra cambio della guardia nelle trincee più avanzate. In basso a sinistra gli artiglieri vigilano al pezzo. Non è 
concesso allontanarsi nemmeno per il rancio. Da notare i pesanti stivali del soldato, indispensabile protezione contro il gelo nelle lunghe ore di guardia. In alto a destra le linee tedesche costeggiano la periferia di Leningrado. Il telemetro di una batteria ha inquadrato un complesso industriale. In basso a destra la guerra è passata, distruttrice, in un villaggio nei pressi di Leningrado. Militari tedeschi sgomberano i mucchi di cadaveri sovietici.


Si combatte tra l'imperversare delle bufere invernali (foto in alto). Mentre nei villaggi russi, malgrado tutto, la vita continua, i tedeschi sono perpetuamente in movimento per frustrare i tentativi sovietici di rifornire Leningrado attraverso il Ladoga. Nella foto un pezzo anticarro germanico rientra alla base dopo una riuscita incursione contro una colonna autocarrata sovietica concentrata in un villaggio.


Il blocco di Leningrado: batterie tedesche martellano la città, che serrata da presso, circondata, affamata, semi distrutta, sembra all'estremo delle 
sue possibilità di resistenza. Il bombardamento continua notte e giorno, senza sosta, mentre nelle prime linee si susseguono gli scontri di pattuglie. 
Siamo appena agli inizi di questa grande battaglia ideologica tra nazismo e comunismo e continuerà fino al gennaio del 1944.


A nord di Leningrado, fra il Ladoga e l'Onega, le truppe tedesche e finniche rimasero all'offensiva durante tutto l'inverno. Le caratteristiche del terreno e l'estrema rigidezza del clima non consentivano, naturalmente, operazioni in grande stile. Ma la battaglia, in questo settore del fronte, aveva notevole importanza per il blocco di Leningrado. Se infatti tedeschi e finlandesi fossero riusciti a interrompere completamente il sottile filo che, attraverso le acque gelate del Ladoga, teneva uniti gli assediati con il resto della Russia, la situazione della città si sarebbe fatta disperata. Inoltre, l'avanzata dei soldati di Mannerheim verso l'Onega, aveva ottenuto un altro importante risultato, l'interruzione della linea ferroviaria di Murmansk. Nella foto in alto a sinistra un'incursione di sciatori finlandesi nelle linee sovietiche. In basso a sinistra soldati russi si arrendono ai finnici. In alto a destra non è un fantasma armato dì fucile, ma un soldato tedesco nella sua tuta mimetica che, per proteggersi il viso dal gelo, si è messo un passamontagna di lana il quale gli copre completamente il volto ed ha solamente due buchi per gli occhi. In basso a destra contro il freddo la divisa d'ordinanza non basta. Questo soldato tedesco si è confezionato una divisa fantasia e ci si trova benissimo. In Germania le organizzazioni naziste avevano organizzato una grande raccolta di pellicce e indumenti di lana da inviare ai soldati che combattevano sul fronte orientale.





La situazione della flotta rossa del Baltico, come abbiamo visto, s'era fatta drammatica, col blocco di Leningrado. Impossibilitate a muoversi e battute continuamente dall'aviazione germanica, le grandi navi di superfice sovietiche rimasero praticamente prigioniere nelle acque di Kronstadt e poterono solo cooperare, col tiro delle loro artiglierie, alla difesa della città. Solo i sommergibili, nei mesi estivi, poterono sporadicamente effettuare qualche incursione contro il traffico mercantile tedesco, ma con scarsi risultati. Nella foto in alto l'incrociatore « Maxim Gorki » alla fonda nel porto di Kronstadt. Sullo sfondo l'incrociatore « Voroshilov ». In basso un sommergibile sovietico parte in missione di guerra.

 

L'aviazione sovietica, che nella prima fase del conflitto s'era dimostrata nettamente inferiore alla Luftwaffe, ebbe nell'inverno del 1941-42 un risveglio offensivo. I suoi nuovi caccia contrastarono con una certa efficacia i massicci attacchi degli Stukas, mentre i cacciabombardieri cominciarono ad effettuare incursioni sia sulle linee tedesche, sia sulle città più vicine. Nella foto in alto uno stormo di cacciabombardieri sovietici in volo sull'Estonia. In basso a sinistra Helsinki dopo un'incursione sovietica. In basso a destra l'abbattimento di un bimotore tedesco in un disegno di propaganda sovietico.


Le condizioni di Leningrado assediata erano terribili. I bombardamenti aerei e il continuo martellamento dei grossi calibri germanici l'avevano seminata di distruzioni. Mancavano i combustibili, l'energia elettrica, l'acqua, il gas. I viveri scarseggiavano. Gli operai ricevevano 2511 grammi di pane al giorno e il resto della cittadinanza solo 125 grammi. Le vittime furono migliaia e migliaia falciate dai bombardamenti, dalle malattie, dalla fame. Eppure si continuò a resistere. Zhdanov aveva organizzato ferreamente non solo i militanti comunisti, ma tutta la popolazione. Ogni sospetto di debolezza fu spietatamente stroncato. Gli operai, organizzati in battaglioni, alternavano il lavoro nelle fabbriche ai combattimenti sul fronte. Nella foto in alto sulla nota «Prospettiva Nevsky » le donne di Leningrado assediata si riforniscono d'acqua ad una delle poche fontane pubbliche ancora in funzione. In basso i cadaveri si accumulano nelle strade, mentre intorno la vita continua.


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