2a Guerra Mondiale 1942-1/A


L'assedio a Leningrado


Inno Ungheria 



I tedeschi avevano tentato, fra il settembre e l'ottobre del 1941, di prendere di slancio la città. Però, malgrado l'imponenza delle forze messe in
campo, non erano riusciti nel loro intento. Oltre alla tenace resistenza dei sovietici, i loro piani furono infatti intralciati dalla particolare conformazione del terreno, molto adatto alla difesa per la frequenza dei corsi d'acqua e per la fitta rete di canali che rendeva difficile l'impiego di masse corazzate. Visti fallire, con notevoli perdite, i loro reiterati attacchi, i comandi germanici decisero di cambiare tattica. Invece di un'azione frontale, risolutiva ma piena di incognite, tentarono contro la città una manovra pii lenta, che puntava sul progressivo logoramento dei difensori e sulla mancanza di rifornimenti che, presto o tardi, avrebbe ridotto la città agli estremi. Nella foto in alto rinforzi tedeschi affluiscono intorno a Leningrado assediata. In basso una colonna di truppe finlandesi procede verso la sponda settentrionale del Ladoga.

Anche le truppe germaniche, nelle operazioni di assedio a Leningrado, dovettero sopportare durissimi disagi, per l'eccezionale inclemenza del tempo.
Il termometro scese spesso sotto i trenta gradi e le strade, sepolte sotto un metro abbondante di neve, resero difficili i rifornimenti. Nella foto in alto
a sinistra una grossa colonna motorizzata tedesca s'apre faticosamente la via nella immensa pianura gelata, In basso a sinistra una pattuglia germanica rientra, appoggiata da un carro armato, dopo una azione di disturbo alle linee sovietiche. E' stata respinta non già dal tiro nemico ma dalla bufera di neve che imperversa nella zona. In alto a destra un reparto di sciatori finlandesi. Le truppe finniche che operavano sul fronte di Leningrado effettuarono frequenti incursioni contro i caposaldi avversari, avvicinandosi silenziosamente con gli sci e approfittando per muoversi proprio dell'infuriare della tormenta. In basso a destra incredibile ma vero, un cammello fu catturato dai tedeschi nei pressi di Leningrado. L'animale, che forse apparteneva al giardino zoologico della città, era stato adibito al traino di una carretta da battaglione sovietica.


Durante tutto l'inverno, i tedeschi che assediavano Leningrado continuarono a saggiare la resistenza nemica con una serie interminabile di puntate 
offensive. Particolare importanza avevano le incursioni sulle sponde gelate del Lagoda, attraverso il quale i sovietici ricevevano i rifornimenti essenziali. Sul ghiaccio che, copriva il grande lago, Zhdanov aveva fatto costruire una strada che si dimostrò preziosa, per la guarnigione assediata, anche se 
esposta agli attacchi dei filnnici da nord e dei tedeschi da sud. Per mesi e mesi quello fu l'unico contatto della città con il resto della Russia. Nella 
foto in alto un reparto tedesco, imbacuccato nei cappottoni di pelo, rientra alla base dopo aver distrutto un convoglio sovietico di rifornimenti. Al 
centro carri armati germanici nei pressi di Schlitsselburg, sulle rive del Ladoga. In basso neanche le slitte riescono a passare, nell'inferno bianco che
circonda Leningrado. Occorre armarsi di pale e costruire una effimera strada che la tormenta tra poco cancellerà.


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